Dieci cose che ho imparato nella settimana del Salone del Mobile


Chi ha vissuto il Salone e il Fuorisalone a Milano questa settimana ha trovato una città in gran forma e un’enorme quantità di progetti. In questi giorni, il rischio è quello di essere travolti dalle troppe proposte. Per chi è alla ricerca di indicazioni sul tema “new craft”  (ovvere come tenere insieme design, saper fare artigiano e innovazione) ecco qui una selezione di spunti nati dal confronto con progetti particolarmente interessanti.

1. Costruire ponti fra design e saper fare

La Fondazione Cologni ha organizzato l’incontro fra un gruppo di designer internazionali e una serie di artigiani italiani di grande valore. Il risultato è una collezione di oggetti sperimentali di qualità e di grande potenziale economico. Il format non è più una novità ma funziona e produce innovazione. Repetita iuvant.

Schermata 04-2457853 alle 05.32.00 Schermata 04-2457853 alle 05.32.41(http://www.fondazionecologni.it/it/eventi/ar/doppia-firma-2017)

2. La bellezza è una sfida

Quest’anno la tessitura Bonotto ha esposto in via Durini una serie di arazzi nati dal dialogo fra le tecniche tradizionali della tessitura e i materiali di riciclo prodotti grazie alle tecnologie Miniwiz, un’azienda di Taiwan specializzata nell’innovazione per l’economia circolare. La ricerca della bellezza è una sfida che passa attraverso il confronto con nuovi materiali e, in generale, con il tema della sostenibilità ambientale. Imperdibile.

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Schermata 04-2457853 alle 05.48.24(http://living.corriere.it/salone-del-mobile/fuorisalone/san-babila/bonotto-miniwiz-gardening-the-trash/)

3. Investire in tecnologia

Baldi è un’azienda storica del mobile classico italiano. Quest’anno lo stand Baldi ha proposto ai visitatori un’installazione per navigare in realtà virtuale la sua proposta di arredi. Un modo stupefacente di proporre a un acquirente internazionale la flessibilità e la ricchezza del Made in Italy. Una direzione in cui investire tutti, e in fretta.

Schermata 04-2457853 alle 05.33.24(http://www.baldihomejewels.com/)

4. Design è anche business design

La collezione Internoitaliano di Giulio Iachetti si è arricchita al salone di un nuovo divano sviluppato in collaborazione con Berto salotti. Oltre a sviluppare un prodotto, Iachetti e Berto hanno messo a punto anche un business model innovativo per promuovere forme di vendita sempre più efficaci. Chi vuole vendere design e artigianalità non deve dimenticare di sperimentare in campo economico.

Schermata 04-2457853 alle 05.33.46 Schermata 04-2457853 alle 05.34.02(http://www.internoitaliano.com/prodotti/meda/)

5. La perseveranza paga

Anche quest’anno la galleria Secondome di Claudia Pignatale ha proposto una serie di oggetti nati dall’impegno di autoproduttori selezionati e dall’incontro di designer e grandi artigiani italiani. Anno dopo anno, Secondome ci ha abiutato ad apprezzare sperimentazioni e talento. La perseveranza è un valore (anche economico).

Schermata 04-2457853 alle 05.26.22Schermata 04-2457853 alle 05.25.00(http://www.secondome.biz/)

6. Artigianato cosmopolita

Emmanuel Babled lavora da anni con il vetro di Murano e con tanti grandi artigiani del Made in Italy. Quest’anno ha presentato al Fuorisalone Etnastone, un progetto di tavoli in lava vulcanica che recupera tecniche artigianali locali siciliane. Oggi Babled vive a Lisbona: nel suo nuovo studio vuole incrociare design e tradizioni locali a una scala europea. La lezione italiana supera i confini nazionali.

Schermata 04-2457853 alle 05.29.40(http://babled.net/bablededitions/etnastone-table/)

7. Manifattura 4.0

Nello spazio Base di via Tortona, CNA e Wemake hanno realizzato una serie di installazioni per raccontare le tecnologie della manifattura digitale e il nuovo artigianato. Un progetto che ha messo in scena le potenzialità di mestieri che si rinnovano grazie a tecnologie che spesso immaginiamo solo per grandi imprese. Da Industria 4.0 a Manifattura 4.0.

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(https://fuorisalone.it/2017/it/eventi/1202/Manifattura-40)

8. Insieme è più facile

TM è un’azienda consolidata che propone cucine in logica sartoriale. Quest’anno il suo spazio in corso Venezia ha ospitato una serie di piccole realtà artigiane che hanno completato il suo spazio in modo coerente e originale. Per diversi giovani designer e artigiani è stato un modo per trovare visibilità e legittimazione. Un modello da seguire.

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(http://www.tmitalia.it/)

9. Sostenere il rilancio post-terremoto

Nel grande cortile della Statale di Milano, Polifactory guidata da Stefano Maffei ha presentato una serie di progetti per il rilancio economico dell’Umbria grazie alla riscoperta della filiera della canapa. Abbiamo scoperto che con la canapa si possono fare pure i biscotti (grazie a Francesco Bombardi). Design, sperimentazione e riscoperta del saper fare locale per il rilancio delle aree interne.

Schermata 04-2457853 alle 05.35.01 Schermata 04-2457853 alle 05.35.13(http://www.fabric-action.org/)

10. Multinazionali in movimento

Ikea ha presentato a Milano un progetto sviluppato con Tom Dixon per un divano in grado di assolvere funzioni diverse (letto, divano, dormeuse) grazie a un mondo di accessori che sono stati (e saranno) sviluppati in collaborazione con la grande comunità degli Ikea hackers. Un modo nuovo per innovare che mette (potenzialmente) in connessione il mondo delle multinazionali del mobile con piccoli e micro produttori. Nuovi ecosistemi crescono.

Schermata 04-2457853 alle 05.35.37 Schermata 04-2457853 alle 05.36.07

(http://living.corriere.it/salone-del-mobile/fuorisalone/san-babila/tom-dixon-al-teatro-manzoni/)

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