What is Luxury?

What is luxury? è il titolo di una interessate mostra ospitata all’interno della Victoria and Albert Museum a Londra e organizzata dal Craft Council inglese. Una domanda non facile, alla quale i curatori della mostra, Jana Sholze e Leanne Wierzba, hanno cercato di rispondere proponendo due percorsi diversi.

Il primo è legato a una rilettura dal contributo del lavoro artigiano nella realizzazione di manufatti di lusso sia del passato che contemporanei. La maggior parte dei prodotti presentati, per quanto esclusivi e costosi, puntano a esaltare tutta l’abilità e l’esperienza che hanno permesso la realizzazione dell’oggetto.

Uno degli oggetti simbolo di questa parte della mostra è il cappello “Vello d’Oro” (Golden Fleece) realizzato dall’artista/artigiano italiano Giovanni Corvaja e ispirato al mito degli Argonauti. Corvaja ha realizzato un filo d’oro così sottile da poter essere tessuto (16km!). Ciò che rende davvero speciale il prodotto, però, sono le 2500 di lavoro spese per la sua realizzazione.

cappello

Meno estremo del cappello di Corvaja ma non per questo meno interessate è la sella da cavallo Tenaris realizzata da Hermes. La sella è costruita in fibra di carbonio e titanio, per rendere la struttura più leggera e allo stesso tempo resistente, mentre il rivestimento è in pelle rifinita a mano. Di nuovo è l’artigianalità l’elemento saliente: entrambi le parti, quella tecnologica e quella in pelle, sono realizzate su misura in relazione alla richieste del cavaliere.

sella hermes

Il secondo percorso della mostra è invece una riflessione su che cosa potrebbe essere considerato lusso nel prossimo futuro. Molti dei progetti presentati ragionano sui problemi che la nostra società dovrà necessariamente affrontare come ad esempio la sostenibilità ambientale.

Il progetto “The rise of plasticsmith” realizzato dall’artista cinese Gangjian Cui immagina un futuro nel quale la plastica, oggi materia d’uso quotidiana, diventa improvvisamente rara a causa dell’esaurimento delle risorse petrolifere. In un mondo in cui la plastica non può più essere usata per la produzioni di massa, cambia il modo nel quale è possibile utilizzare il materiale. E’ quello che ha provato a fare l’artista che con la passione e l’inventiva di un maker ha realizzato un estrusore con il quale ricavare dei piccoli tubi di plastica trasparente usati poi per comporre dei mobili (sedie, tavoli, ecc.).

THE RISE OF PLASTIC SMITH from gangjian cui on Vimeo.

Un altro progetto interessante sono i vasi realizzati con le terre rare (e radioattive) dal collettivo di artisti Unknown Fields Division con l’aiuto del ceramista Kevin Callaghan. I vasi sono accompagnati da un video che a ritroso ricostruisce le diverse fasi di produzione di prodotti elettronici fino ad arrivare in Mongolia dove è situato uno dei più importanti centri al mondo per l’uso delle terre rare. Si tratta di una lavorazione ad alto impatto ambientale: gli scarti industriali hanno creato un grande lago radioattivo. Gli artisti hanno preso la terra di questo lago è ne hanno fatto la base dell’impasto per la realizzazione dei vasi. Un invito a riflettere sulle conseguenze di molte nostre semplici azioni quotidiane.

vasi

Al termine della visita non si esce con una risposta definitiva su che cosa oggi sia il lusso, ma sicuramente si hanno molte tracce da seguire per capire quale sarà la sua evoluzione nei prossimi anni.

Chiudo con una provocazione. Perché in Italia non si fanno mostre così interessanti su un tema come il lusso che è importante per una quota rilevante delle nostra manifattura? I nostri prodotti piacciono a livello internazionale proprio perché veicolano contenuti culturali. Per il nostro paese è quindi una priorità essere in grado di elaborane di sempre aggiornati. Perlomeno nei settori che ci competono.

Marco Bettiol

Share
Questa voce è stata pubblicata in Varie. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

2 Responses to What is Luxury?

  1. Federico dicono:

    C’é stata la bellissima mostra alla Triennale di Milano “Il design italiano oltre la crisi”

  2. Articolo interessante sul made in Italy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *