Oltre l’Electrolux: Pordenone Laboratorio per una nuova competitività industriale

Electrolux: non vogliamo lasciare Italia

E’ sempre più evidente che la vicenda Electrolux non riguarda solo una grave crisi aziendale, ma il destino industriale del nostro Paese. Diventa perciò necessario uno sforzo straordinario per comprendere le ragioni di questa crisi e trovare le soluzioni per superarla. In tale prospettiva è utile tornare sulla proposta avanzata dagli Industriali di Pordenone e troppo presto abbandonata con l’esplodere della crisi Electrolux. Il documento “Laboratorio per una nuova competitività industriale” metteva subito in chiaro un punto: se vogliamo favorire un nuovo ciclo di investimenti e salvaguardare l’occupazione, è necessario superare gli ostacoli di natura ideologica che bloccano la partecipazione dei dipendenti al capitale di rischio delle imprese e organizzare un sistema più efficace e responsabile di welfare locale. Tutto questo avendo la consapevolezza che è inutile, e forse anche sbagliato, attendersi da Roma una risposta alle tante crisi che colpiscono imprese e lavoratori. Se è il territorio a pagare il conto della crisi, è innanzitutto sul territorio che si deve organizzare la capacità di risposta. Senza timori di guardare in faccia un problema che la globalizzazione ci ha messo davanti con inesorabile chiarezza: la necessità di ridurre il costo unitario del lavoro attraverso interventi sulla struttura del salario, l’organizzazione del lavoro e, soprattutto, la crescita della produttività. Tuttavia, mentre gli interventi sulla produttività si dispiegano nel medio periodo e richiedono azioni anche esterne all’azienda, la riduzione del costo del lavoro può essere effettuata subito intervenendo su oneri contributivi, sgravi fiscali, straordinari, orari, loro distribuzione e durata. La posta in gioco non è qualche punto di salario, ma il lavoro stesso. In questo senso, una novità di rilievo è la proposta di aprire il capitale delle imprese alla partecipazione dei lavoratori, in particolare con l’impiego del fondo di fine rapporto. L’obiettivo di questa operazione non può limitarsi alla gestione delle crisi, ma deve diventare condizione per gestire le innovazioni e condividere i benefici futuri.

La proposta di Unindustria Pordenone prevedeva strumenti precisi di intervento, come il “Comitato per lo sviluppo competitivo” attraverso cui governare la politica industriale locale, e una Società di scopo per veicolare i finanziamenti pubblici e privati nelle iniziative imprenditoriali strategiche. Sono entrambi strumenti interessanti e utili che dovrebbero diffondersi anche in altri territori con il supporto delle finanziarie regionali, del sistema bancario e dei fondi previdenziali. Certo, questi strumenti non riusciranno da soli a salvare il manifatturiero italiano. D’altro canto, la crisi di competitività dell’Italia più che dal costo del lavoro dipende dall’inefficienza di un sistema-paese in cui molti settori protetti continuano indisturbati come se la crisi non li riguardasse. Ma chi può investire in un Paese dove una sentenza civile per recuperare un credito ha tempi anche oltre i 10 anni? Per non dire dei costi dell’energia o dei trasporti (autostrade comprese!), della pubblica amministrazione, di un sistema istituzionale frammentato e inconcludente. Se non aumenta la produttività anche in questi settori, l’industria non potrà salvarsi. Ma queste inefficienze non si superano con le solite proteste, né rinviando a Roma o a Bruxelles le tante colpe che pure hanno, quanto assumendoci tutti, a partire dai soggetti del territorio, la responsabilità di innovare.

Giancarlo Corò e Egidio Pasetto

Share/Save

A proposito di corog

Giancarlo Corò è professore associato di Economia Applicata all'Università Ca' Foscari di Venezia, dove insegna Economia e politica dello Sviluppo ed Economia dei distretti. E' responsabile dei progetti di ricerca sull'internazionalizazzione delle Pmi del centro Tedis-VIU.
Questa voce è stata pubblicata in Varie. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

One Response to Oltre l’Electrolux: Pordenone Laboratorio per una nuova competitività industriale

  1. Arianna dicono:

    Mi piacciono gli esempi positivi! Basta con la politica del lamento e il disfattismo assoluto
    Visto che l’ottimismo è contagioso, vi invito a leggere anche questo altro esempio di business riuscito

    http://7giorni.info/cronaca/settala/a-settala-mobilita-gratuita-ecco-come-le-aziende-possono-fare-business-aiutando-il-sociale.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *