Perché gli artigiani non sono online?

Il secondo evento, dedicato all’ecommerce, del ciclo di incontri del progetto Valore Artigiano ha suscitato un dibattito acceso. Alcune affermazioni dei relatori sono state particolarmente spiazzanti. Vediamo quali. Alessandra Geninatti di Etsy Italia Team ha sottolineato la necessità per un artigiano di dedicare cura e attenzione alla propria presenza web: almeno un’ora per ogni ora di lavoro in laboratorio. Dario Loison ha evidenziato come l’aver garantito massima trasparenza sugli ingredienti e sulle tecniche di produzione dei panettoni (le schede di ogni prodotto sono disponibili online sul sito aziendale) gli abbia permesso di costruire un dialogo fruttuoso con il consumatore.

valore artigiano

Tutti naturalmente guardano al web come ad una grande opportunità ma pochi ritenevano necessario un cambiamento così profondo rispetto alle logiche tradizionali del lavoro artigiano. Questi interventi hanno sicuramente fatto riflettere gli artigiani e hanno sollevato un dibattito molto partecipato. Dalla discussione sono emersi alcuni spunti interessanti per capire dove si gioca la discontinuità nel rapporto tra gli artigiani e il web. Provo a riassumere i punti principali:

–  il concetto di lavoro: per gli artigiani il lavoro è solo quello che loro realizzano nel proprio laboratorio. Tutto il resto è visto come tempo “perso” ossia attività che si può/deve fare al margine. In realtà gestire la propria presenza sul web richiede tempo e attenzione. Forse non bisogna raggiungere l’indicazione estrema di Alessandra Geninatti ma è chiaro che non si può gestire con efficacia il web dedicando solo pochi minuti alla settimana. A maggiore ragione se il consumatore (internazionale) richiede informazioni e approfondimenti.  L’attenzione non può che essere costante (giornaliera) e questo deve diventare parte integrante di ciò che viene visto come lavoro artigiano.

–  il  ruolo del consumatore: gli artigiani sono abituati a dialogare non solo con un consumatore vicino geograficamente ma anche culturalmente. Il consumatore italiano è sufficientemente esperto per sapere da solo che modifiche chiedere per avere un prodotto più in linea con i propri gusti. Non sempre però il consumatore internazionale ha questa conoscenza. E per questo l’interazione diventa un fattore ancora più determinante per fargli apprezzare la qualità del prodotto e le possibilità di personalizzazione. In sostanza c’è bisogno di maggiore ascolto ed empatia. Anche di fronte a richieste a prima vista fuori dalle righe. Chi ha saputo gestire questa relazione in modo sistematico ha ottenuto grandi benefici per l’innovazione di prodotto, lanciando nuovi modelli e linee basate su richieste “non standard”, difficilmente anticipabili.

–   una concorrenza “anomala”: il web preoccupa gli artigiani perché mette un po’ tutti sullo stesso piano, l’hobbista improvvisato con l’artigiano di grande qualità, come spesso si nota su alcuni portali di commercio elettronico. E’ un mondo apparentemente senza gerarchia. Hanno paura di essere superati da chi magari è meno bravo tecnicamente ma ha più capacità nell’uso degli strumenti online. E’ una preoccupazione comprensibile ma che deve essere superata. Proprio chi è più bravo può trovare nel web nuovo spazio magari anche trasformando quegli hobbisti improvvisati in futuri clienti. Non c’è infatti miglior cliente di chi conosce, per averla prova in prima persona, la difficoltà nel realizzare un determinato prodotto.

google

Per l’Italia e per gli artigiani l’incontro con il mondo del web è un’occasione di rilancio che non ci possiamo far scappare. A maggior ragione se l’attenzione che i consumatori hanno per i nostri prodotti è particolarmente elevata come testimoniano i dati recentemente diffusi da Google che evidenziano come le ricerche online per prodotti “made in Italy” sono cresciute dell’8% rispetto al 2012. Le maggiori richieste provengono ancora dai nostri mercati storici, Stati Uniti e Europa, anche se si registra una crescita significativa da parte di Russia, India e Giappone. Un dato confortante per il nostro paese che, a fronte della crisi del mercato interno, ha bisogno di rafforzare il proprio export e trovare nuovi mercati di sbocco. Un dato ancora più confortante per gli artigiani che, non avendo molte risorse da investire per espandersi a livello internazionale, possono contare sul web come nuovo canale per avvicinarsi al consumatore finale.

Marco

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