Orafo digitale in quattro passi (ovvero dal progetto al gioiello in 24h)

Durante l’intero fine settimana, il Salone Europeo della cultura di Venezia (#cult2013) ha ospitato un esperimento sorprendente: studenti e studentesse del Politecnico di Torino, con l’aiuto di artigiani del distretto del vicentino, hanno progettato e realizzato anelli “bespoke” in 24 ore. Grazie alle stampanti 3D della vicentina DWS, gli studenti hanno materializzato i loro progetti da un giorno all’altro, letteralmente.

Ecco come si fa.

Fase 1. Si disegna

Nella mattinata i ragazzi hanno disegnato i gioielli al computer con un software di modellazione 3d grazie al quale hanno ottenuto disegni pronti per essere “stampati” da file digitale.

Poli 1

Poli 2

Fase 2. Si stampa

Una batterie di piccola stampanti stereolitografiche ha consentito di arrivare a modelli di grande qualità, adatti ai processi di microfusione tipici dell’oreficeria.

Poli 8

Fase 3. Si rifinisce

Il modello viene ripreso a mano da un artigiano esperto che rifinisce gli ultimi dettagli prima del processo a cera persa.

Poli 9

Poli 4

Fase 4. Si fonde

Nell’arco di una notte è stato possibile ottenere i gioielli definitivi grazie alla microfusione. Come questi qui sotto.

Poli 6

Altri anelli sono stati prodotti in pietra sintetica, direttamente in fase di stampa!

Poli 7

Guardando questi anelli progettati e prodotti in 24 h c’è da chiedersi che ne sarà a breve delle aziende del settore. Chi ha visto di persona le potenzialità del processo è rimasto impressionato. Gli strumenti software e hardware oggi a disposizione indicano un futuro artigiano molto più prossimo di quanto abbiamo immaginato. Produttori e retailer sono chiamati ad attrezzarsi.

s.

Share/Save
Questa voce è stata pubblicata in Artigiani digitali, Creatività e design. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *