Cultura e innovazione per la nuova manifattura del Nord Est

Il decennio che abbiamo lasciato alle spalle ha ridefinito in modo sostanziale lo scenario economico del Veneto. All’inizio degli anni 2000 l’economia italiana si è confrontata con una serie di shock (l’introduzione dell’euro, l’entrata della Cina nel WTO e la rivoluzione informatica) che hanno messo sotto pressione il sistema della piccola impresa e dei distretti industriali che hanno a lungo rappresentato il tratto distintivo della crescita a Nord Est. Molte cose sono successe in questi anni. Oggi, a capeggiare un export Made in Veneto, è una pattuglia di medie imprese che ha saputo costruire reti proiettate a scala internazionale, spesso con una solida presenza sui paesi emergenti. Lo spontaneismo di tanta impresa nordestina ha trovato una sponda in una nuova generazione di manager che si sono formati in Italia e all’estero. La competitività dei nostri prodotti non è più legata a un vantaggio di costo, ma a percorsi di innovazione consolidati.

Quella che potrebbe apparire, a prima vista, una vera e propria modificazione genetica del nostro sistema economico costituisce in realtà l’evoluzione di un modello che ha affrontato senza particolari complessi di inferiorità la scommessa della globalizzazione. Certo, la dimensione degli esportatori è cresciuta, ma i nostri campioni rimangono pur sempre piccoli operatori rispetto alla concorrenza. Piuttosto, è rimasta immutata la nostra capacità di gestire la flessibilità e la personalizzazione del prodotto (che si tratti di mobili o di macchine utensili poco importa). La nostra competitività ha ancora oggi solide radici nel fare di qualità.

Siamo sulla strada giusta? Per guardare al futuro che ci aspetta può essere utile dare un’occhiata a quanto sta succedendo in questi anni negli Stati Uniti. In America oggi assistiamo a un grande rilancio della manifattura come fattore di crescita economica. Non è la produzione industriale che abbiamo lasciato alle nostre spalle. La manifattura del futuro si sviluppa attorno a nuove tecnologie (si pensi alle potenzialità della stampa 3D) e a nuovi protagonisti. A capo di un movimento che alcuni definiscono vera e propria rivoluzione industriale troviamo i makers, artigiani/inventori, che propongono un nuovo modo di pensare l’innovazione e la crescita. I makers americani sono un misto di futuro e tradizione: sono i portatori di un’imprenditorialità creativa e appassionata che si traduce nel fare le cose più che produrre slide e business plan. Non puntano semplicemente ad avviare imprese di successo: vogliono cambiare il mondo portando una nuova idea di lavoro e di creatività.

I maker non mancano dalle nostre parti. Molti imprenditori veneti di successo hanno iniziato la loro carriera “smanettando” in garage convinti di una propria visione del mondo. Il Veneto, insomma, ha le carte in regola per essere protagonista di questa rivoluzione. Due ingredienti faranno la differenza: la voglia di scommettere sull’innovazione e la determinazione con cui verrà valorizzato il binomio cultura-manifattura, che da sempre caratterizza il nostro Made in Italy.

SM

Pubblicato su Corriere del Veneto 18 dicembre 2012

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One Response to Cultura e innovazione per la nuova manifattura del Nord Est

  1. Una visione concreta e positiva del futuro che e’ da ripensare con creativita’ e spirito imprenditoriale. Noi di MakeTank ci crediamo!

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