La bellezza del fare (secondo Moroso)

Consiglio vivamente la visita di Learn more here roso.php?n=1322&l=it”>Metamorphosis, la mostra che Moroso ha organizzato per il suo sessantesimo compleanno (ora a Udine dopo una prima permanenza milanese).

Non aspettatevi una carrellata di prodotti dagli anni ’50 ai giorni nostri. A Udine troverete prototipi, variazioni sul tema, in alcuni casi veri e propri virtuosismi. A Casa Cavazzini (restauro di Gae Aulenti), l’allestimento offre una chiave d’accesso unica al making of di quello che è ed è stato il catalogo di una grande azienda del design italiano. Niente a che vedere, insomma, con il design pastorizzato delle showroom. Piuttosto, la ricostruzione di un laboratorio in cui si concentrano in pochi piani sequenza i complicati passaggi della nascita di un prodotto.

Le recensioni della mostra su Internet ripetono in modo un po’ meccanico il ritornello della manifattura che diventa arte. A me pare il contrario. Nella nuova galleria di arte contemporanea di Udine quello che colpisce è la forza del lavoro artigiano che dà consistenza materiale al lavoro dei designers. Senza l’abilità di Marino Mansutti, lo straordinario prototipista di Moroso, probabilmente non avremmo le sedute firmate da Ron Arad.


Ogni sezione della mostra restituisce una storia di tentativi e di sperimentazioni, la nascita complicata di un divano o di una seduta, i tanti esiti di un percorso possibile. Raramente come in questa mostra è il design a dichiarare il suo debito a quel saper fare manifatturiero tutto italiano che rende possibile la traduzione in realtà della creatività più sorprendente e innovativa.

s.

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2 Responses to La bellezza del fare (secondo Moroso)

  1. Pingback: La bellezza del fare secondo Moroso | Angelo Soldani Designer

  2. Daniele dicono:

    Appena rientrato dalla vista. La mostra e’ piacevole da vedere perché lo spazio e’ molto ben ristrutturato e distribuito. Mi sarei aspettato di percepire maggior manualità, di vedere il grande lavoro che c’è dietro alla nascita di un prodotto, maggiori contenuti multimediali o maggior interazione… Purtroppo e’ vero…tutto quello che si legge “in giro” sulla mostra e’ frutto di copia incolla di cartelle stampa. Rimane il fatto che i prodotti rappresentano ancora la massima espressione delle aziende, o che le aziende sanno raccontare. Nel caso di Moroso, dei gran bei prodotti.

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