Riportiamo gli artigiani in città! (come a Perugia)

A chi ha cuore il destino dei centri storici delle nostre città, consiglio una visita guidata di Perugia in compagnia di Maria Antonietta Taticchi. Annamaria ha promosso con altri artigiani Articity, una rete di negozi/laboratori che punteggiano il centro storico proponendo una formula originale di spazi commerciali e di produzione in grado di attirare visitatori dall’Italia e dal mondo. In ogni laboratorio troverete una trafilatrice per metalli o un forno di cottura per la ceramica; gli attrezzi del mestiere non sono gadget per un nuovo visual mechandising, né reperti archeologici ad uso e consumo del turista interessato a conoscere le tradizioni locali. Sono davvero gli strumenti con cui sono prodotti gli oggetti che troverete nelle vetrine e che potete comprare (come nell’atélier di Anna Fornari che vedete qui sotto).

Consiglio vivamente la visita di Ozona, in via Morone, appena completate le scale mobili che portano in città. Sandro Gonnella produce occhiali su misura: in uno spazio di più o meno venti metri quadri troverete un divano vintage dove accomodarvi e un piccola manifattura composta da un mac e da una fresa a controllo numerico adattata dal mondo della gioielleria. Lo spazio di Sandro Gonnella è l’emblema di una via italiana alla produzione digitale: studi di design alle spalle, Sandro sfrutta tecnologie d’avanguardia per proporre oggetti su misura con uno stile riconoscibile. Il suo è un mercato sempre più internazionale: la sua bottega è la prova provata che il turismo può davvero fare da traino a una nuova manifattura di qualità.

Difficile dire oggi se alcuni di questi maker italiani diventeranno star internazionali come è accaduto per artigiani come Stefano Bemer. Ma qui il punto è un altro: la lezione di Perugia parla di una nuova generazione di artigiani urbani potrebbe lasciare i tristi capannoni delle aree industriali di periferia per tornarsene a lavorare in città. Ne guadagnerebbero in vitalità molti centri storici moribondi e ne gioverebbe la competitività di tanti artigiani finalmente a contatto con la vita culturale e turistica dei nostri centri storici.

s.

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