Artigiani digitali

Venerdì 26 aprile si è tenuto a Firenze il convegno sui Digital Makers, organizzato da CNA Toscana, CNA Giovani e CNA Next. E’ stata una bella occasione per capire come i nostri maker (artigiani) stanno affrontato le sfide del digitale (social network, web 2.0). Non si tratta, infatti, di un tema scontato: i maker nostrani sono spesso bravissimi con le mani ma hanno difficoltà a fare proprie le logiche della comunicazione digitale. Il convegno ha però offerto lo spaccato di una realtà artigianale/imprenditoriale molto dinamica che ha dimostrato di saper utilizzare con successo le tecnologie digitali. Mi piacerebbe riprendere alcune iniziative che, tra le molte presenti al convegno, mi hanno particolarmente colpito.

Partirei con il caso dei ragazzi di Super Duper, giovane brand che produce cappelli in paglia anni ’20 e ’30 (per intenderci quelle che una volta si chiamavano “pagliette”) riviste con un gusto contemporaneo. Da consumatori appassionati di cappelli ma senza una vera conoscenza tecnica, hanno con umiltà studiato e imparato da artigiani specializzati i segreti della lavorazione della paglia. Da qui sono partiti per disegnare le loro collezioni che hanno comunicato con grande capacità nel mondo digitale, lavorando con i blog degli appassionati di moda e con il commercio elettronico. Oggi sono diventati un punto di riferimento nella loro nicchia di mercato.

Altro esempio interessante è Mokup, una start-up potremmo chiamarla, che ha puntato sulla produzione di capsule di caffè per la moka. L’idea è di portare le stesse qualità (conservazione dell’aroma, praticità d’uso) che sono già note nelle capsule usate per il caffè espresso nel mondo più tradizionale della moka. Oltre alla realizzazione del sito, Mokup ha lavorato con successo con adwords di google come strumento di comunicazione per far conoscere la novità del proprio prodotto.

Dolc’è è la pasticceria creata da due 25enni toscani che hanno deciso, su ispirazione della serie televisiva il Boss delle Torte, di puntare sulla produzione di torte su misura. Il sito  e Facebook sono due strumenti fondamentali non solo per far conoscere la qualità della propria pasticceria ma soprattutto per interagire con i clienti per la realizzazione di prodotti personalizzati.

Fattelo! è una giovane iniziativa a cavallo tra il mondo del design e dell’open source. Hanno progettato una lampada a led costruita in cartone senza colla o chiodi ma solo attraverso piegature e incastri. Nel proprio sito i ragazzi di Fattelo! hanno rilasciato le istruzioni necessarie per realizzare la lampada in autonomia e per fare in modo che la community possa contribuire a far crescere la qualità del prodotto, attraverso la realizzazione di varianti e modifiche.

Per chiudere vale la pena segnalare il caso di LuisaViaRoma che, da negozio fiorentino specializzato nella vendita di brand della moda e del lusso, è oggi diventato, grazie al commercio elettronico, uno dei luoghi virtuali più frequentati dagli appassionati di moda. LuisaViaRoma ha un fatturato online di 60 milioni di euro che rappresenta oltre l’80% del fatturato complessivo.

Questi casi forse sono ancora troppo pochi per diventare un numero statistico, ma sicuramente segnalano una tendenza emergente che speriamo possa presto diventare un fenomeno sempre più diffuso.

Marco

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2 Responses to Artigiani digitali

  1. carla dicono:

    Il pesce fuor d’acqua in questo articolo e nel convegno di cui parli, mi sembra LuisaViaRoma. Cosa c’entra con gli artigiani e i maker un retailer che vende brand di lusso principalmente prodotti in asia?

  2. marco dicono:

    @ carla credo che LuisaViaRoma sia interessante per due ragioni: la prima perché sta diventato uno spazio di vendita selezionato e particolarmente appetibile per maker e brand made in Italy come ad esempio i Super Duper (che citavo nel post) o Diverso Italiano (http://www.diversoitaliano.it/), la seconda perché evidenzia oggi le potenzialità del commercio elettronico non come semplice vetrina ma come spazio d’interazione (eventi, incontri, produzione editoriale).

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