Artigiani digitali

L'ultimo libro di Andrea Granelli propone una tesi controcorrente: per superare la crisi dell'informatica che costringe il nostro paese a un ruolo marginale in questo settore dobbiamo ritrovare lo spirito artigiano alla base dei successi del Made in Italy. Smettiamola di guardare altrove per cercare un modo nuovo di competere sui mercati del futuro – dice Granelli. Esiste una via italiana all'innovazione digitale che va capita e assecondata. I casi di successo di aziende italiane del settore parlano di realtà imprenditoriali capaci di ascolto e di personalizzazione, ovvero di un modo di stare sul mercato tipicamente artigianale.

Innovazione in campo ICT e spirito artigianale potrebbero sembrare un ossimoro. In realtà non è così. Granelli riparte dalla proposta di Sennett: guardare ai pr

ogrammatori open source come ai nuovi artigiani del software. L'open source offre materia prima per tutti coloro che vogliono personalizzare soluzioni sulla base delle effettive richieste degli utenti. La dimensione “artigiana” si esplicita principalmente in due direttrici: quella della “personalizzazione e della contestualizzazione dei contenuti” e quella dell'”estetica delle interfacce”.

In realtà, il perimetro del settore dell'innovazione digitale è piuttosto ampio. Granelli propone cinque grandi ambiti di intervento e per ciascuno di questi individua un campione nazionale emblematico di un nuovo modo di innovare e di competere. Il tratto “artigiano” dice Granelli costituisce la cifra distintiva del nostro modo di fare impresa anche nel campo dell'high tech. Eurotech, Buongiorno, Log607, così come molti altri esempi citati nel libro, sono casi che testimoniano l'abilità di una generazione di imprenditori/artigiani del digitale che il nostro paese dovrebbe sostenere con più entusiasmo.

s.

zp8497586rq
Share
Questa voce è stata pubblicata in Innovazione e taggata come , , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

I commenti sono stati chiusi.