Alla conquista della classe media cinese

I giornali stranieri riservano sorprese: invece di parlare di veline si occupano di quanto accade nel mondo. Le Monde dedica oggi la sua prima pagina alla crescita dei consumi in Cina mettendo in evidenza l'impennata della domanda cinese nel settore abbigliamento e calzatura (+23,7% tra gennaio e agosto 2010). i produttori cinesi, dice Le Monde, si stanno lanciando all'assalto della domanda interna. Chi ha partecipato alla fiera del settore che si è tenuta a a Hong kong tra il 17 e il 20 gennaio ha registrato alcuni chiari segnali di tendenza.

Il primo riguarda la difficoltà a trovare fornitori di primo prezzo: i costi medi del settore sono saliti del 30% dal 2008 e non si vede perché  dovrebbero scendere. Boston Consulting Group prevede che la classe media e la borghesia più ricca in Cina dovrebbe passare da 150 a 400 milioni di persone. A questi ritmi persino i cinesi dovranno imp

arare in fretta a delocalizzare.

Il secondo aspetto riguarda le nuove strategie delle imprese cinesi. Le Monde cita a proposito il caso di Lampo Uomo, un progetto cinese che per la prima svolta decide di occuparsi di qualità a scapito della quantità. Le Monde dedica mezza pagina alle scelte dell'imprenditore Wu Janwei: Wu ha deciso da tempo di allearsi con alcuni grandi marchi italiani (Zegna e Loro Piana) per dare qualità al suo prodotto e valore alla sua marca. Oggi il signor Wu produce 25000 abiti all'anno e conta di aprire 200 nuovi negozi. Per i clienti più facoltosi, sartoria su misura e dialogo via Internet.

Quali possono essere le strategie delle aziende occidentali rispetto al mercato cinese? Il problema non e' tanto per aziende come Gucci o Louis Vuitton (marchi troppo solidi per sentire la concorrenza di Lampo Uomo) quanto per i produttori non ancora affermati in oriente. La lettura dell'articolo suggerisce di mettere da parte il tradizionale atteggiamento mercantile (vendere ai cinesi prodotto finito) per passare all'idea di partnership. Piuttosto che competere con Lampo Uomo, meglio aiutarli con il nostro know how a conquistare il cuore della nuova classe media cinese.

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One Response to Alla conquista della classe media cinese

  1. Giancarlo dicono:

    Quanto scrivi è la conferma che la domanda, nel mondo, non è affatto ferma. La Cina sarà un mercato sempre più importante per diversi motivi, alcuni dei quali meno intuitivi di quelli indicati nell’articolo di Le Monde. Intanto la propensione al consumo (C/Y) è ancora maledettamente bassa: 30%, contro valori più che doppi dell’area Ocse (negli Usa siamo all’80%). Con un’inflazione in netta salita (anche se non tutti i prezzi stanno aumentando del 30%!), la rivalutazione reale dello yuan porterà ad accrescere le importazioni, aumentando così l’export dei paesi industriali, fra cui speriamo anche l’Italia. Ma uno dei motivi per cui i consumi cresceranno in Cina è anche il progressivo sviluppo del welfare. Oggi si consuma poco perché si risparmia molto (C=Y-S), e si risparmia molto perché le famiglie devono mettere soldi da parte per tutelarsi da problemi di salute e di vecchiaia. E’ sufficiente che sanità e previdenza facciano qualche passo in avanti perché i consumi privati spicchino il salto, e a quel punto la Cina sarà davvero il mercato più importante del mondo. Intanto che in Italia pensiamo al bunga-bunga, tutti gli altri stanno facendo accordi produttivi e commerciali. Se non è declino questo …

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