Artigiani in mostra

Ha aperto ieri a Roma (Sala di Santa Rita, in piazza Campitelli a due passi dal Campidoglio) la mostra fotografica “Artigiani” di Francesco Filangeri. Una cinquantina di foto che ritraggono artigiani di Palermo, Roma, Parigi e Londra impegnati nel loro lavoro.  In occasione della vernice, lo stesso Filangeri ha organizzato un convegno per discutere dell’artigianato nella cultura moderna (Handmade: Artisans in Modern Culture) da punti di vista diversi: storia, economia, sociologia.

Parto dalle foto. I cinquanta ritratti in bianco e nero ritraggono uomini fieri del loro lavoro, immersi nel loro mondo quotidiano. Sarti con il metro, fabbri al lavoro sull’incudine, ebanisti che intagliano. Un mondo tutt’altro che rassegnato e lamentoso. Un mondo vivo, pieno di dignità e di energia creativa. Qualche dettaglio rivela la geografia dei ritratti: un bersaglio segnala la passione per le freccette di un glass merchant di Londra; un mandolino in bella vista parla della passione musicale di un sarto palermitano. Ma si tratta di elementi che non mettono in discussione il filo conduttore unico che lega insieme uomini e mestieri.

I temi evocati dalle foto sono stati riproposti nelle diverse relazioni del

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convegno. Jane e Peter Schneieder hanno messo in evidenza il legame fra la richiesta di autenticità espressa dal mercato e la figura dell’artigiano. Non ci interessano gli oggetti in sé, ci interessa entrare in relazione con un mondo che esprime ancora oggi un legame intenso con la tradizione. Frank Trentmann ha ripreso il tema del lavoro manuale enfatizzando l’importanza attribuita dalla cultura anglosassone al lavoro manuale come fattore fondativo della persona (soprattutto nel genere maschile). Lo stesso Henry Ford, l’inventore della catena di montaggio, aveva attrezzato nelle sue fabbriche dei locali da destinare agli operai/hobbisti perché potessero costruire i loro mobili di casa (e mantenere vivo il loro ruolo di capofamiglia!). Andrea Granelli ha rilanciato l’idea di un artigiano che costituisce parte attiva dei nostri sistemi industriali, soprattutto nel settore del lusso (Hermès è un caso emblematico) e ha messo in discussione l’idea di qualità nella sua accezione “industriale” (Gropius: “La standardizzazione è un omaggio tributato alla qualità”), accezione che mette necessariamente in secondo piano la figura dell’artigiano.

Né le relazioni, né tantomeno, le fotografie di Filangeri hanno assecondato il tono della rievocazione romantica dell’artigiano che fu. Dell’artigiano si parla al presente. Come parte essenziale della nostra idea di città. Come espressione di una cultura e di una pratica della sostenibilità. Come elemento attivo dei processi di innovazione.

Stefano

Ps. Francesco è un fotografo che si proclama artigiano. E’ anche un innovatore nel modo di proporre contenuti di qualità. Legare la vernice e un convegno scientifico è stata un’idea particolarmente felice.

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