Maonomics: cosa possiamo imparare dalla Cina

Loretta Napoleoni non è una sinologa, ma un’economista e una giornalista. E il suo libro più recente, Maonomics, non è propriamente un libro “sulla” Cina. Il libro riflette, piuttosto, su come la società cinese contemporanea si stia integrando con il resto del mondo.

Dopo il crollo del muro di Berlino, mentre il capitalismo occidentale si infilava nel vortice euforico e instabile del “libero mercato”, che avrebbe condotto alle crisi finanziarie e all’impoverimento di settori sempre più ampi della società, il comunismo cinese ha saputo rinnovarsi, garantendo al Paese prosperità e stabilità. Lo ha fatto con grandi sacrifici, accettando, almeno nella lunga prima fase della riforma post-maoista, che larghe fasce della popolazione soffrissero condizioni di vita e di lavoro durissime, che molte libertà individuali fossero negate, che l’ambiente naturale venisse avvelenato. Ma ha coerentemente perseguito un progetto di sviluppo che, dopo aver condotto la Cina a un benessere e a una stabilità economica che non hanno precedenti.

Così, mentre l’Occidente continua miope – secondo la Napoleoni – a recitare il mantra della democrazia e delle libertà individuali, rifiutando di prendere atto dell’effetto dirompente della concentrazione dei poteri politici, finanziari e mediatici in termini di instabilità economica, i dirigenti cinesi creano, tassello dopo tassello, un mosaico sociale e politico alternativo, nel quale la legittimazione del potere non discende da libere elezioni o dalla centralità delle libertà personali, ma dalla capacità di chi governa di garantire alla società intesa nel suo complesso un crescente benessere materiale e spirituale.

Il libro ha due grandi meriti. Il primo è quello di rivelare al grande pubblico una realtà che tutti coloro che vivono e lavorano in contatto con la Cina conoscono bene: ossia che l’immagine monolitica, inumana e totalitaria della Cina comunista è falsa, e che anzi in quel Paese, oggi così più vicino a noi di qua

http://goexback.com How to win back your ex

nto non fosse ieri, il progresso economico non sta generando solo ricchezza, ma anche una società civile aperta, plurale e partecipativa.E spiega in modo molto convincente perché questa trasformazione epocale sia un fenomeno da guardare non solo con attenzione, ma anche con ammirazione. Ammirazione non significa mancanza di senso critico. Chi conosce e ama la Cina ne conosce i difetti; sa bene che l’elenco dei soggetti esclusi da questo progresso civile è ancora lungo e comprende, per fare qualche esempio, dissidenti politici e sindacali, religiosi, giornalisti e semplici cittadini schiacciati dal supremo interesse della crescita nazionale, ma sa anche che si sta riscontrando un rapidissimo progresso in ciascuna di queste situazioni. Per ogni giornalista che viene messo ingiustamente in carcere, vi sono ormai cento cronisti free lance che iniziano a svolgere in modo indipendente il loro lavoro; per ogni lavoratore sfruttato ve ne sono dieci che hanno accesso alle garanzie offerte dalla nuova legislazione sul lavoro; al severo divieto di ogni forma di pluripartitismo o di sindacalismo indipendente corrisponde una crescente partecipazione della società civile alla formazione delle scelte politiche e l’affermazione sempre più netta del principio di legalità. Della medaglia cinese l’Occidente ha guardato troppo spesso solo la faccia oscura, mentre della propria vedeva soltanto quella illuminata dai fari della libertà e dalla democrazia.

Il secondo e forse più importante merito di Maonomics è quello di utilizzare l’analisi sulla Cina per interpretare la crisi della democrazia occidentale. Le pagine della Napoleoni testimoniano quanto sia mutato il ruolo della Cina nella circolazione globale dei modelli sociali, politici e giuridici e quanto noi, che a dispetto dei fatti pretendiamo di essere ancora i depositari della formula della felicità, possiamo imparare dall’esperienza cinese. E nel farlo ci ricorda anche che la difesa dei valori più profondi della democrazia e della libertà non si conduce con la retorica e la manipolazione delle informazioni, ma con un’analisi attenta e senza pregiudizi della realtà che ci circonda.

Renzo Cavalieri

zp8497586rq
Questa voce è stata pubblicata in Varie e taggata come , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

8 Responses to Maonomics: cosa possiamo imparare dalla Cina

I commenti sono stati chiusi.