Il Design oltre la crisi

La design week milanese è stata l’equivalente di un’iniezione di adrenalina per un corpo (economico e sociale) provato da un lungo periodo di recessione. C’è sicuramente più sobrietà e meno sfarzo rispetto al passato (i cocktail sono più contenuti e non è solo perché fa più chic) ma creatività ed idee non mancano. Una capacità propositiva misurabile anche in termini quantitativi con una ulteriore amplificazione del circuito off del salone del mobile che dal tradizionale epicentro di via Tortona si è allargato all’area di porta romana, ha invaso il cuore di Milano con il design district di Brera fino ad interessare le aree più periferiche come Lambrate.

Fra le diverse iniziative e progetti presenti al fuorisalone ve ne segnalo tre che mi hanno colpito soprattutto per il rapporto tra design e artigianato.

1. Mafalda 86 è un gruppo di designer abruzzesi che si sono trasformati in imprenditori e si sono specializzati nella progettazione e distribuzione di occhiali fatti mano da artigiani bellunesi. Attraverso un processo di collaborazione tra designer e artigiani, il gruppo Mafalda è riuscito a realizzare occhiali dal design originale e caratterizzati da soluzioni tecniche innovative, difficilmente riproducibili (almeno nel breve termine) dalla produzione di massa. Hanno a

perto un temporary shop in via Tortona per vendere i propri occhiali e nei prossimi mesi inaugureranno il primo punto vendita a Roma.

2. Tankboys sono un duo di grafici veneziani che sono diventati editori producendo automatic books: libri in tirature limitate e monotematici (dedicati alle opere di un giovane artistica) realizzati con il fotocopiatore. Si avete letto bene: stanchi della grafica e della stampa digitale i tankboys hanno recuperato vecchie macchine e modi di realizzare libri che oggi sono venduti nei luoghi più esclusivi del design internazionale (es. colette a Parigi)

3. La fondazione zucchi ha una delle più grandi collezioni al mondo di stampi per tessuti(12.00 disegni, 56.0000 blocchi di stampa). Sono tutti stampi intarsiati e cesellati a mano: ogni stampo è unico ed è una vera e propria opera d’arte realizzati da maestri artigiani. La fondazione zucchi ha chiesto ad un gruppo di artisti e designer di re-interpretare questi stampi. Ne sono usciti quadri, lampade, arazzi, ecc. che hanno reso contemporanei la qualità del lavoro artigianale del passato.

Un bel segnale di vitalità. Ce n’era bisogno.

Marco

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