Strategie per la piccola impresa

Qui sotto metto una sintesi all’articolo uscito oggi su Nova. Chi volesse dare un’occhiata al giornale, basta cliccare qui.

Per guardare al futuro della piccola impresa, dobbiamo pensare in termini di catene del valore. Senza economie di scala, la competitività della piccola impresa dipende necessariamente dalla sua capacità di inserirsi all’interno di filiere capaci di garantire capacità produttiva e distribuzione internazionale. Ecco tre strategie possibili.
I creativi. Ci sono molte piccole imprese, in particolare artigiani di talento, in grado di creare forme originali a partire da una combinazione fra nuove tecnologie e gesti della tradizione. Nella maggior parte dei casi, questa creatività si riflette in pezzi unici che in molti puntano a promuovere come opere d’arte.
Dobbiamo scommettere sull’unicità delle opere di piccoli imprenditori/artigiani che diventano artisti? Non è detto. Il rapporto Dumas sui mestieri del Senato francese parla ad esempio di Serge Mansau, l’artigiano che produce i contenitori/sculture utilizzati da Azzaro e Hermès come flaconi per i loro profumi. Perché non serializzare la creazione artistica/artigianale secondo protocolli che tutelano la figura del creatore? E’ una conferma per il talento creativo e un’opportunità per le imprese. La copia, quando è gestita con intelligenza, non oscura l’opera prima.
I traduttori. Non tutte le piccole imprese hanno dalla loro un particolare genio creativo. Alcune si sono specializzate nel tradurre in manufatti la creatività altrui. Nel settore dell’abbigliamento, ad esempio, molte piccole imprese si sono specializzate nel tradurre la creazione stilistica nella produzione di prime serie nelle diverse varianti di taglia e colore. Questa attività di sviluppo prodotto rimane appannaggio di piccole imprese qualificate, capaci di collegare il talento creativo dello stilista con le esigenze della produzione.
Finora queste imprese specializzate hanno lavorato a ridosso di importanti maison italiane. Ma non è detto che sia sempre così. E’ il caso di una serie di aziende marchigiane del settore della scarpa che hanno iniziato a lavorare per imprese cinesi intenzionate ad avviare nuove produzioni destinate al mercato cinese. I nuovi campioni del made in China affidano stile e prototipazione a piccole imprese italiane che sanno come gestire la complessità del prodotto.
Gli adattatori. La creatività non si manifesta solo a monte del processo produttivo. E’ possibile esercitare la creatività anche a valle della filiera adattando prodotti standard alle esigenze dei clienti finali. E’ il caso, ad esempio, delle tante piccole imprese che operano nel settore delle costruzioni e che sono chiamate a “personalizzare” la fase finale della realizzazione degli immobili. E’ il caso di molte piccole imprese della meccanica che sostengono l’attività di istallazione e di manutenzione di impiantistica italiana in giro per il mondo.
Se è vero che il made in Italy è prima di tutto “industria su misura”, il ruolo della piccola impresa che ascolta e traduce in pratica le necessità del cliente finale è cruciale. Va da sé che questa funzione di personalizzazione è prima di tutto un servizio (anche se fondato su una competenza manifatturiera).

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One Response to Strategie per la piccola impresa

  1. Ivano dicono:

    A mio pare è sicuramente un buon punto di partenza ma per il sistema economico italiano ci vuole ben altro, qualcosa di più robusto. Ovviamente la questione è molto complessa, ma, daltronde come è sempre stato, una volta imparate anche le questioni complesse diventano relativamente semplici: quello che serve è una programmazione condivisa (poteri forti) a cui dare un senso operativo. Fra l’altro sono sempre più convinto che le risorse e le soluzioni sono a portata di mano, basta saperle mettere in opera. Se non ci siamo ancora riusciti forse il motivo è solo uno: ci siamo dimenticati del significato della parola” lavoro”. Probabilmente dovremmo riscoprire, riproporre e applicare con più determinazione la voce del verbo fare al presente: Io faccio, Tu fai, Egli fa, Noi facciamo, Voi fate, Essi fanno.

    Ognuno deve fare la sua parte in una condizione di programmazione condivisa, questa è la soluzione che appare pi come una utopia nel nostro disgraziato Paese…

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