Re-design del territorio

Giovedì sera, Andrea Granelli e Monica Scanu hanno presentato a Roma il libro “(Re) design del territorio. Design e nuove tecnologie per lo sviluppo economico dei beni culturali ” pubblicato da Fondazione Valore Italia.

Vale la pena partire dal titolo. Perché re-design? Perché ri – disegnare il territorio e il nostro patrimonio culturale? La risposta è abbastanza semplice: perché oggi la loro accessibilità culturale è limitata. Perché i turisti che arrivano nel nostro paese fanno fatica a orientarsi nella complessità dei segni della nostra architettura e del nostro paesaggio. Perché anche noi italiani, che ci viviamo in mezzo, sembriamo aver perso la capacità di interrogare il nostro territorio e di apprezzarlo quanto merita.

Sorprende scoprire quanto poco si conosce l’Italia. Umberto Croppi ha ricordato un aneddoto capitato mesi fa in Campidoglio. Un politico  di levatura internazionale chiede a un nostro rappresentate istituzionale: “Quando c’è stata la deportazione dei Romani?”. Il nostro risponde perplesso: “Che deportazione?”. L’altro continua: “Ho visto che i nativi locali chiedono la carità vicino al Colosseo, nei loro costumi tradizionali..”.

Direte: scambiare finti centurioni per nativi diseredati è ignoranza tremenda. Si può anche sorridere della poca conoscenza che i turisti hanno del nostro paese: tutti quelli che vivono nelle città d’arte italiane conoscono aneddoti dello stesso tenore. Il problema comunque rimane. Un visitatore che non accede alla ricchezza culturale del paese, compra stereotipi a prezzi di saldo. Compra una visita di fretta al Colosseo, un pizza cattiva e poi di corsa a Firenze e a Venezia dove il gioco si ripete.

Come fermare la corsa al ribasso? Investendo in innovazione e in tecnologie che siano in grado di raccontare in modo originale il nostro territorio. Architettura e design devono imparare a sfruttare il web, la sensoristica più avanzata, le nuove potenzialità di cinema e televisione per raccontare un paese che è capace di occupare a pieno titolo uno spazio nel contemporaneo. I nuovi luoghi della cultura (musei, castelli, spazi espositivi, siti archeologici, ma anche cantine e centri commerciali) devono accompagnare i visitatori lungo percorsi e esperienze che devono rimanere impresse nella loro memoria (e spingerli a tornare).

Le nuove tecnologie vanno pensate (questo ce lo indicano molto bene le schede raccolte dai due curatori del libro) come un ingrediente essenziale nel completare la dimensione emotiva e esperienziale (non solo informativa) della scoperta dello spazio che ci circonda. In termini economici, scommettere su nuovi strumenti per raccontare il nostro paese rischia di essere un ottimo investimento per il made in Italy nel futuro.

Stefano

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4 Responses to Re-design del territorio

  1. Lorenzo Cinotti dicono:

    Segnalo questo interessante articolo, che mi pare riesca a cogliere l’essenza del libro: http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/177422/

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