Un new deal verde per rilanciare l’economia

A Venezia si è discusso di Green New Deal, ovvero come provare a risolvere i principali problemi dell’ambiente, primi tra tutti i cambiamenti climatici, e la crisi economica.

La discussione è partita dal recente rapporto della Green European Foundation, “A Green New Deal for Europe. Towards green modernization in the fact of crisis”, realizzato dal Wuppertal Insitute e presentato da Pierre Jonckheer. Il rapporto valuta i piani per la ripresa economica di diversi Paesi, considerando gli investimenti previsti e, in particolare, quale parte di questi viene destinata ad iniziative green nei diversi comparti industriali (energia, trasporti, eco-building, acque e rifiut). Il confronto fra Italia e resto del mondo è abbastanza demoralizzante: 1,3% in Italia contro un  37,8% della Cina.

Carlo Carraro ha citato altri rapporti che recentemente hanno trattato lo stesso argomento, tra cui quello realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici per il governo tedesco e quello della World Bank. I dati riguardanti gli investimenti riportati dai diversi rapporti sono molto simili ed evidenziano come il settore in cui si sta investendo di più sia quello energetico, strettamente legato al tema dei cambiamenti climatici. Tutti i rapporti, inoltre, confermano l’impegno dei Paesi emergenti, in particolare della Cina, impegnati a ridurre le emissioni in vista di standard sempre più vincolanti.

Non tutti i rapporti sono però ugualmente positivi sugli effetti economici ed occupazionali degli investimenti green, nonostante lo stesso presidente Obama, in riferimento all’introduzione di un cap-and-trade emissions trading scheme negli Stati Uniti, abbia molto enfatizzato gli impatti positivi che questa politica avrebbe in termini di creazione di posti di lavoro. Il green new deal, comunque, rappresenta un modo per rendere più competitive le aziende; in un’epoca infatti in cui i costi della produzione sono in gran parte legati a quelli delle risorse, un consumo efficiente delle stesse diventa un fattore di competitività fondamentale.

Come stimolare investimenti green? La politica è sicuramente uno strumento essenziale per andare in questa direzione, ma a livello europeo c’è ancora molto da fare. Secondo Ignazio Musu, è fondamentale agire in fretta: altrimenti si rischia di creare i presupposti per una nuova crisi, visto che i problemi fondamentali, quali per esempio la disponibilità di combustibili fossili non consentiranno una vera ripresa se non si intraprendono tempestivamente nuove strade di produzione e consumo. E importante risulta anche agire a scala locale. Pensiamo al caso di Venezia, dove le questioni ambientali, vedi la gestione idrogeologica e delle risorse naturali, si intrecciano con la sopravvivenza stessa della città, e il green new deal può rappresentare quindi un’importante opportunità di rilancio urbano.

Ilda Mannino

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