Marketing su Facebook in quattro mosse

Come potranno le nostre piccole imprese sfruttare il potenziale di Facebook? Il New York Times indica una strategia in quattro mosse a partire dal libro di Clara Shih, The Facebook Era.
Prima mossa: partire senza eccessi. Magari con una paginetta che replichi il sito Web. Per alcuni si tratterà di raccogliere amici e parenti e convincerli a diventare fan. Ma per altri i numeri potrebbero diventare consistenti fin da subito. Certo, i cinque milioni di fan di Starbuck sono un obiettivo difficile. Forse anche i quattrocentocinquantamila di Gucci sono troppi. Ma pian pianino…
La seconda: pensare meno le vendite e più alla comunicazione. Facebook non è uno spazio commerciale. E’ un luogo per dialogare. NYT cita l’esempio di Artmeetscommerce, una società di consulenza impegnata nella promozione di spettacoli a Broadway. Per ogni spettacolo promosso da AMC nasce uno spazio Facebook dove si risponde a tutte le domande dei visitatori. Quanto dura lo spettacolo? Dove si parcheggia la macchina? Certo, è una pizza risponde a richieste così triviali, ma evidentemente ne vale la pena. Un esempio? Lo spettacolo Rock of Ages promosso da AMC su Facebook conta oggi più di 15.000 ammiratori.
La terza: puntare solo a coloro che potrebbero davvero diventare clienti. Come fare? L’esempio di Chris Meyer è abbastanza illuminante. Meyer va alla ricerca di donne fidanzate vicino a Minneapolis. Non per insidiarne la virtù. Ma perché potrebbero presto sposarsi e chiedere a Meyer un servizio fotografico per il futuro matrimonio. Basta pubblicità di tipo tradizionale. Facebook genera ricavi. Secondo Meyer un investimento di 300 dollari ne ha resi 60.000.
Quarta e ultima lezione: fare qualche regalo ai visitatori. Sprinkels produce dolcetti e li pubblicizza su Facebook. Anzi, fa di più. Li regala. Ogni giorno Sprinkles pubblica sulla sua pagina Facebook una parola chiave. Basta riscriverla fra i commenti e Sprinkles vi spedisce a casa delle bellissime mini-tortine. Un po’ “vincere-facile”, è vero. Ma funziona. Se date un’occhiata alla pagina di Sprinkles troverete più di settantamila amici che vengono quotidianamente informati sulle nuove proposte dell’azienda.

Ahimé, il NYT non fornisce esempi di piccole e medie imprese italiane con una presenza efficace su Facebook.  E’ un peccato, perché sarebbe interessante avere qualche punto di riferimento nel nostro paese. Aspettiamo segnalazioni.

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