Miss Nebraska è una vera imprenditrice?

La domanda la pone Business Week in un articolo che ripropone, negli Stati Uniti, un dibattito che in Italia conosciamo piuttosto bene. In sintesi: qual è (e quale dovrebbe essere) lo status dei piccoli imprenditori?

Sue Drakeford, ex Miss Nebraska, ha fondato una piccola società, la Drakeford Production, per aiutare giovani bellezze a acquisire sicurezza e a sviluppare il proprio talento. Un business abbastanza noto, per la verità, che Sue Drakeford ha provato a interpretare con piglio diverso, avviando un’attività che oggi conta sette persone. Vivek Wadhwa si chiede: possiamo considerare tutto questo attività imprenditoriale? Nel linguaggio di Peter Drucker “imprenditore è colui che innova. L’innovazione è lo specifico strumento dell’imprenditorialità.” L’innovazione, per Drucker, è fatta di progetti che cambiano il mondo: innovazione è la Apple di Steve Jobs, i computer di Michael Dell, la Ryanair di Michael O’Leary. Poco spazio per le sfilate di bellezza.

Wadhua non si accontenta e chiede lumi alla prestigiosa fondazione Kauffman: la risposta è utile anche il nostro contesto italiano. Ci sono, dice la fondazione Kauffman, “imprenditori replicativi” e “imprenditori innovativi”. Un bravo commercialista è anche lui imprenditore, ma se si limita a replicare procedure consolidate, non può fregiarsi del titolo di “imprenditore innovativo” (etichetta che invece spetterebbe alla Miss Nebraska di cui sopra). L’innovazione, insomma, non è legata alla dimensione del fatturato, ma alla qualità del progetto che l’imprenditore promuove.

Stefano

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