ll Veneto visto da Milano: è ancora bello?

Milano si accorge del Veneto creativo. Il corriere della sera pubblica a tiratura nazionale uno speciale dedicato al Veneto e alle sue tante eccellenze. Si tratta del primo numero di un inserito “Italie” che il corriere intende realizzare per tutte le principali regioni italiane. La serie parte simbolicamente con il numero sul Veneto. Ad officiare questo riconoscimento il direttore del corriere, Ferruccio De Bortoli, è sceso di persona a Padova per l’evento di presentazione dell’inserto con tanto di gotha imprenditoriale e politico chiamato a testimoniare. Finalmente, si dirà, iniziamo a contare sul serio. L’evento però ha lasciato qualche perplessità. Il panel di discussione era un po’ panem et circenses. Assieme a Galan, Feltrin, De Michelis e Seganfreddo (e fin qui tutto ok), c’erano una pallavolista di Conegliano (che c’entra con il veneto creativo?), un’imprenditrice del vetro di recentissima formazione (appena otto mesi), un’imprenditrice che produce mobili in stile che piacciono ai giovani. Evidentemente tutti gli imprenditori delle medie aziende che hanno trascinato la crescita a livello nazionale ed internazionale delle regione erano impegnatissimi (il corriere è stato sfortunato). Discussione non c’è stata: diciamo che è stata una passerella. Gli interventi non sempre sono stati centrati. Uno dei passaggi più efficaci è stato comunque quello di Cesare De Michelis che da ottimo portavoce di firstdraft ha ripreso, nella sua relazione, i temi su cui da tempo si dibatte su questo blog (rapporto tradizione-innovazione qui qui qui, metropoli vs comuni qui qui qui, università del nordest qui qui qui)
Non so che impressione De Bortoli si possa essere fatto: è partito già con un tono tra il poco convinto e il sorpreso sul fatto che il Veneto fosse il territorio al mondo con il maggior tasso di creatività per metro quadro. Speriamo solo non torni a casa con l’idea opposta.

La sensazione è che per il Veneto Creativo il tanto atteso “sdoganamento” milanese non sia poi tutto quell’oro che luccica. Il rischio, evidente dall’evento, è comunque quello di rimanere “provincia” rispetto ad altre aree metropolitane (Milano e Roma) che si sentono capitali d’Italia. Galan non a caso si è lamentato (non poco) con De Bortoli per il poco spazio che il corriere ha dato all’inaugurazione del passante. Forse per il Veneto è più conveniente, piuttosto che reclamare visibilità su canali altrui, giocare la partita della città metropolitana fino in fondo diventando a tutti gli effetti una capitale con una propria autonomia e legittimità; capitale che non debba aver bisogno di essere scoperta.

Marco

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