Il manager disoccupato nel Nord Est imprenditoriale

Con Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio, la letteratura sul Nord Est si arricchisce di un altro illuminante romanzo. L’autore, Massimo Lolli, è tuttavia diverso da altri scrittori che hanno cercato di raccontare i sentimenti, le passioni, le angosce di questa terra. Nonostante questo non sia il suo primo romanzo, Lolli non è (ancora) uno scrittore di professione. Il suo mestiere è responsabile delle risorse umane della Marzotto. Questo suo ruolo gli fornisce diversi spunti nella costruzione del romanzo, a partire dal quadro umano e professionale da cui la storia prende avvio. Il protagonista è Andrea Bonin, un manager vicentino che è stato direttore generale di un’importante industria tessile. Con la morte del titolare, viene estromesso dall’azienda e inizia il suo calvario alla ricerca di un lavoro. Proprio l’assenza di un lavoro rappresenta le stigmate con cui è costretto a convivere in un mondo in cui il lavoro sembra tutto. La realtà, appena sotto la superficie, è invece diversa. Dalla generazione di vicentini over-50 emerge, in questo romanzo, un brulicare di false amicizie, di tradimenti e di sesso senza amore. Lolli restituisce un tono allo stesso tempo amaro e spiritoso alle scene in cui Bonin si intrattiene con le sue conquiste. Che diventano, ad un certo punto, l’unico pertugio per rientrare in gioco in una società che, per affermarsi, accetta solo la cooptazione.
Un’altra diversità rispetto ad altri scrittori del Nord Est è che Massimo Lolli non è veneto, bensì un napoletano verace. Nonostante egli viva a Vicenza da molti anni, lo sguardo disincantato con cui osserva il paesaggio economico e umano del Veneto, tradisce un distacco dalla realtà che gli scrittori “autoctoni” riescono con maggiore difficoltà a mantenere. Anche l’uso frequente, in alcuni passaggi esilarante del dialetto nei dialoghi, non fa che confermare questa impressione: solo chi è “straniero” può percepire il dialetto come qualcosa di diverso dalla lingua “normale”, e lo sforzo che il protagonista del romanzo compie nell’impiegarlo è come un modo per accreditarsi in un’esistenza che gli appare, alla fine, come ostile. Correndo un po’ il rischio di esagerare, si potrebbe dire che il senso di estraniazione che Andrea Bonin esprime richiama, per alcuni versi, lo Straniero di Albert Camus: le storie che egli vive non lo coinvolgono mai fino in fondo, anzi, quando il sentimento sembra prendere il sopravvento – come stava avvenendo con Giulia, la bella ventenne del Villaggio della Produttività (questo posto esiste davvero: ho vissuto lì la mia infanzia!) – scatta automaticamente il meccanismo del distacco. Solo la ricerca ossessiva del lavoro trascina il protagonista in giro per l’Italia e, poi, anche in una tormentata missione in Cina. Ad agitare la sua esistenza non ci sono valori o risultati da raggiungere, quanto due elementi che incombono costantemente nel racconto: da un lato il vuoto creato dalla mancanza del lavoro, che non ha tanto un valore strumentale (al protagonista non manca il denaro), quanto, piuttosto, come fonte di identità e principio d’ordine della propria esistenza; dall’altro la pressione di una nuova generazione che incalza – rappresentata nel romanzo dal giovane “Provider” – che non può che esercitare una concorrenza sleale in una società di vecchi che vogliono, a tutti i costi, sembrare sempre giovani.
Il romanzo di Lolli getta uno sguardo lucido e inquietante su una generazione che ha vissuto con il mito del lavoro e che si trova, ad un certo punto, a fare i conti con la sua mancanza. Lo fa dal punto di vista di un manager che vive in una società imprenditoriale, nella quale è sempre più difficile entrare dall’alto attraverso i criteri formali dell’assunzione. Alla fine, imparerà anche lui ad imprenditorializzarsi e a costruire quelle relazioni di mercato che contano davvero per trovare lavoro. Domanda e offerta si incontrano. Nel letto di una camera d’albergo.

Giancarlo

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A proposito di corog

Giancarlo Corò è professore associato di Economia Applicata all'Università Ca' Foscari di Venezia, dove insegna Economia e politica dello Sviluppo ed Economia dei distretti. E' responsabile dei progetti di ricerca sull'internazionalizazzione delle Pmi del centro Tedis-VIU.
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