La sostenibilità ambientale è innovazione

Giovedì scorso ho partecipato al seminario sulla sostenibilità che Eric Ezechieli, responsabile di The Natural Step Italia, ha tenuto all’Università di Venezia.
The Natural Step è un’associazione no profit che, fondata in tempi non sospetti (1989), si occupa di promuovere attraverso la ricerca scientifica e la comunicazione una nuova cultura sulla sostenibilità ambientale. L’associazione nasce proprio con l’idea di travalicare i confini disciplinari a livello scientifico e costruire uno terreno comune sul quale si possono confrontare manager, decisori pubblici, responsabili della comunicazione e ricercatori.
La presentazione di Eric mi ha colpito molto. Nessuna formuletta in tasca con la quale indicare la via maestra per la salvezza del pianeta. Nessuna ideologia da soddisfare con soluzioni preconfezionate. Al contrario, quello che emerge è un approccio pragmatico che si basa su un percorso di avvicinamento graduale al tema della sostenibilità ambientale, che procede per approssimazioni successive e che richiede tempo (10-20 anni). Soprattutto per quanto riguarda il mondo delle imprese. E’ un percorso pieno di difficoltà, Eric non fa niente per nasconderlo, e anche con alcune contraddizioni (ad esempio: investire oggi nei pannelli solari pone un problema in merito alla loro reale riclicabilità) che vanno affrontate. La sostenibilità è quindi un obiettivo a tendere non una soluzione applicabile una volta per tutte.
I benefici di questo approccio non mancano per le aziende che hanno intrapreso il percorso proposto da The Natural Step soprattutto sul fronte dell’innovazione. Esempi che non siano i soliti IKEA, Nike, Panoasonic? Riello, azienda veronese che produce caldaie e bruciatori, ha affrontato il tema della sostenibilità perchè preoccupata della propria sopravvivenza a lungo termine (che succederà quando le case passive, che non hanno bisogno di riscaldamento, si diffonderanno sul mercato? chi comprerà i bruciatori?). I risultati si cominciano a vedere: ad un anno dall’inizio di questo percorso il tasso di innovazione della Riello è aumentato notevolmente: sono stati realizzati il 65% in più di nuovi prodotti rispetto all’anno precedente. Tutti prodotti che esprimono una tensione verso il risparmio energetico e la costruzione di sistemi di riscaldamento sostenibili.

Per molto tempo ci hanno detto che il rispetto dell’ambiente non può essere altro che un vincolo, e quindi un costo aggiuntivo di cui le imprese si devono fare carico. Verifichiamo con piacere che il ragionamento può anche essere  ribaltato. La sostenibilità ambientale può diventare, invece, una fonte di innovazione e di ritrovata competitività per le imprese. E quindi un vantaggio. Mi sembra un modo originale di guardare al tema della sostenibilità che merita di essere maggiormente diffuso.

Marco

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