Kublai: cretività in azione

Kublai è un progetto pilota volto a favorire la creazione di idee, iniziative, e attività legate alle industrie creative e con potenziali ricadute di crescita economica locale (blog di progetto e social network su cui opera la community). Nato attraverso la costituzione di un social network, nel giro di un anno la community di Kublai ha superato i 500 membri e ha in cantiere, a diversi livelli di completamento, 60 idee-progetto di “creativi”, di persone che si muovono nel campo delle arti, della moda, della comunicazione, del design, e del software.
Ma ci sono altri motivi che fanno di questo social network un’iniziativa da seguire. Prima sorpresa: il progetto Kublai nasce per iniziativa di un gruppo di economisti del dipartimento delle Politiche di Sviluppo del Ministero dell’Economia. Ciò che essi offrono però è una attività di coaching, di accompagnamento e di discussione, non di finanziamento. Ai progetti che hanno raggiunto una fase più definitiva e matura essi forniranno anche un orientamento verso forme possibili e alternative di finanziamento, ma niente assistenzialismo.
Seconda sorpresa: la vivacità e l’entusiasmo dei partecipanti, segno che questo progetto ha fatto emergere potenzialità inespresse e, da vero incubatore, ne ha create di nuove. Oltre alla piattaforma di social network e al blog, Kublai ha anche un’isola su Second Life dove i membri di vari progetti possono incontrarsi, discutere e creare eventi. I progetti, una volta accettati dal team promotore, diventano, se gli autori lo desiderano, oggetto di discussione e commenti da parte di tutti i partecipanti al network, creando così un processo di peer valuation che nel tempo tenderà a rendere il progetto Kublai autonomo e forse indipendente dall’attività di coaching dei promotori.
Terza sorpresa: la varietà e originalità dei progetti. Nata come iniziativa che doveva favorire soprattutto lo sviluppo locale delle aree depresse del meridione, le idee sono sorte un po’ ovunque sul territorio nazionale. La mappa dell’Italia sul sito con la geografia dei progetti ne dà un’immagine visiva.
Caratteristica comune di questi progetti sia di eventi che di imprese (operanti nei settori del cinema e dell’audiovisivo, dell’informazione, dell’editoria-letteratura-poesia, della musica, del design e della tecnologia) è quella di lavorare su un continuo interscambio tra comunità reali e virtuali. C’è ad esempio booKerang social network per lettori, librai ed editori volto a favorire la lettura e l’incentivo all’acquisto attraverso la condivisione dei libri letti o di quelli desiderati. C’e Frame che è una piattaforma collaborativa online tra designers e imprese manifatturiere. Kinovan è invece un progetto di pronto intervento crossmediale composto da un team di montatori, registi, web e video designers e dotato di un veicolo eco-tecnologico che è in grado di raggiungere le zone remote di Puglia e Basilicata.
Gli Angeli di Napoli mirano a costruire una rete di accoglienza amicale nelle città basata su esperienza e reciprocità. Il Caffè Galante ha come progetto il restauro di un antico caffè siciliano (1929), e la sua riapertura come caffè letterario, centro culturale e luogo di intrattenimento multimediale oltre che di produzione di pasticceria e gelateria tipiche locali. E c’è Critical City, social site che sfida le persone “alla collaborazione urbana” in modo ludico e competitivo, come riscoprire fabbriche in disuso o creare itinerari o intervenire con azioni di guerrilla gardening.
Il 24 gennaio al KublaiCamp vi è stata la prima riunione-conferenza della comunità Kublai sparsa per il territorio nazionale e in quell’occasione è stato premiato il progetto migliore scelto da apposita giuria tra cinque progetti selezionati. Sul sito scoprirete chi è stato il vincitore.

Marina Bianchi

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