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	<title>Comments on: Le ragioni del successo secondo Malcolm Gladwell</title>
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	<description>Creatività ed Innovazione</description>
	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:17:37 +0000</pubDate>
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		<title>By: MarketingArena&#160;&#187;&#160; Fuoriclasse, abilità e opportunità</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-123986</link>
		<dc:creator>MarketingArena&#160;&#187;&#160; Fuoriclasse, abilità e opportunità</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 14:05:59 +0000</pubDate>
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		<description>[...] di successo. Un mix di abilità anche esterne che ci porta, appoggiandoci al contributo di firstdraft sul tema, a confermare che la scienza del futuro non sarà tanto l&#8217;ottimizzazione delle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di successo. Un mix di abilità anche esterne che ci porta, appoggiandoci al contributo di firstdraft sul tema, a confermare che la scienza del futuro non sarà tanto l&#8217;ottimizzazione delle [...]</p>
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		<title>By: -.-'</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-120388</link>
		<dc:creator>-.-'</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 21:30:28 +0000</pubDate>
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		<description>sarebbe curioso sapere cosa pensino gli innovatori veri delle loro esperienze di scuola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sarebbe curioso sapere cosa pensino gli innovatori veri delle loro esperienze di scuola</p>
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		<title>By: -.-'</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-120387</link>
		<dc:creator>-.-'</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 21:18:28 +0000</pubDate>
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		<description>l'incertezza radicale è la normalità, che riduciamo con regole sociali, paradigmi,... ma c'è spazio per l'innovazione che rimescola totalmente le carte in tavola, anche se le indubbie qualità delle soluzioni all'incertezza ne riducono lo spazio e sembrano dire che c'è poco da cercare. è il solito compromesso tra efficienza operativa (la convergenza e coerenza che sono desunti con banalità dal modello) e creatività-innovazione oggettivamente difficile da inserire nel modello. e allora per coprire le falle saltano fuori i supereroi avvolti da un alone di mistero e con poteri quasi soprannaturali (come nei film e nelle religioni!), una volta sottoforma di imprenditori, un'altra di creativi,...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;incertezza radicale è la normalità, che riduciamo con regole sociali, paradigmi,&#8230; ma c&#8217;è spazio per l&#8217;innovazione che rimescola totalmente le carte in tavola, anche se le indubbie qualità delle soluzioni all&#8217;incertezza ne riducono lo spazio e sembrano dire che c&#8217;è poco da cercare. è il solito compromesso tra efficienza operativa (la convergenza e coerenza che sono desunti con banalità dal modello) e creatività-innovazione oggettivamente difficile da inserire nel modello. e allora per coprire le falle saltano fuori i supereroi avvolti da un alone di mistero e con poteri quasi soprannaturali (come nei film e nelle religioni!), una volta sottoforma di imprenditori, un&#8217;altra di creativi,&#8230;</p>
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		<title>By: -.-'</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-120378</link>
		<dc:creator>-.-'</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 17:08:46 +0000</pubDate>
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		<description>insomma anche queste cose rispondono alle regole dell' imprenditorialità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>insomma anche queste cose rispondono alle regole dell&#8217; imprenditorialità</p>
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		<title>By: -.-'</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-120373</link>
		<dc:creator>-.-'</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 13:01:27 +0000</pubDate>
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		<description>ammesso che esistano le “eccellenze” lo saprai solo alla termine delle 10k e passa ore se è un'eccellenza o meno. Quindi sarà la persona ad autovalutarsi e a rischiare, se non c'è una one best way per le aziende figurariamoci per le persone... tanto più che il tema è difficile da studiare quindi abbiamo poche indicazioni, quindi ci si può fare poco (anche un bambino di 4 anni sa autogiustificarsi ex-post). quindi che centrano la società civile e soprattutto le famiglie? 

P.S. in media la socialità ha un valore elevato, ma è sempre così? insomma senza gli altri non si fa niente?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ammesso che esistano le “eccellenze” lo saprai solo alla termine delle 10k e passa ore se è un&#8217;eccellenza o meno. Quindi sarà la persona ad autovalutarsi e a rischiare, se non c&#8217;è una one best way per le aziende figurariamoci per le persone&#8230; tanto più che il tema è difficile da studiare quindi abbiamo poche indicazioni, quindi ci si può fare poco (anche un bambino di 4 anni sa autogiustificarsi ex-post). quindi che centrano la società civile e soprattutto le famiglie? </p>
<p>P.S. in media la socialità ha un valore elevato, ma è sempre così? insomma senza gli altri non si fa niente?</p>
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		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-120362</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:12:25 +0000</pubDate>
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		<description>Anche a me ha colpito la ricorrenza delle 10.000 ore come prerequisito all'eccellenza. Significa coltivare i propri talenti con ossessione, fin da piccoli, tralasciando un sacco di cose che, solitamente, consideriamo "qualità della vita". Significa rischiare un pezzo importante dei nostri anni migliori senza sapere davvero se ne vale la pena. 
Non mi pare che il nostro sistema educativo sia  programmato per assecondare questo tipo di talenti. Anzi mi pare che oggi faccia il contrario ovvero sia orientato prevalentemente a standardizzare il livello delle competenze dei nostri giovani. Non è necessariamente un male. Il soggetto pubblico garantisce i requisiti minimi; alla società civile a alle famiglie la possibilità di organizzare le cosiddette "eccellenze". 
Come spiega Gladwell, il livello dell'eccellenza richiede un impegno tale da richiedere una mobilitazione diretta delle comunità locali, delle associzioni e delle famiglie secondo un principio di sussidiaretà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me ha colpito la ricorrenza delle 10.000 ore come prerequisito all&#8217;eccellenza. Significa coltivare i propri talenti con ossessione, fin da piccoli, tralasciando un sacco di cose che, solitamente, consideriamo &#8220;qualità della vita&#8221;. Significa rischiare un pezzo importante dei nostri anni migliori senza sapere davvero se ne vale la pena.<br />
Non mi pare che il nostro sistema educativo sia  programmato per assecondare questo tipo di talenti. Anzi mi pare che oggi faccia il contrario ovvero sia orientato prevalentemente a standardizzare il livello delle competenze dei nostri giovani. Non è necessariamente un male. Il soggetto pubblico garantisce i requisiti minimi; alla società civile a alle famiglie la possibilità di organizzare le cosiddette &#8220;eccellenze&#8221;.<br />
Come spiega Gladwell, il livello dell&#8217;eccellenza richiede un impegno tale da richiedere una mobilitazione diretta delle comunità locali, delle associzioni e delle famiglie secondo un principio di sussidiaretà.</p>
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		<title>By: Raffaele Napoli</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-120250</link>
		<dc:creator>Raffaele Napoli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 11:58:28 +0000</pubDate>
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		<description>Un dato del libro di Gladwell ( ..in nomine homen?) mi ha molto interessato: comunque...diecimila ore sono comunque IMPRESCINDIBILI come conditio sine qua non per riuscire. 
Pensate ai risvolti che questa considerazione,se resa concretezza, avrebbe nel sistema educativo di qualunque Stato.
Materna e primi due anni delle elementari come "vivaio", luogo nel quale esporre i cuccioli d'uomo ad una variegata tavolozza di campi di applicazione della propria intelligenza e una volta che ciascuno ha individuato quale possa essere il campo privilegiato dal quale si sente maggiormente attratto, fornirgli tutti i percorsi migliori perché lo potenzi e vi si eserciti qualitativamente e...QUANTITATIVAMENTE al meglio ( non tralasciando certo anche altre materie e il divertimento, ma con la consapevolezza che non potrà raccontare in giro " a me m'ha rovinato la guera..." come, per molti,si rivela il cercare facili giustificazioni di natura...esogena alla propria pigrizia).
Forse è perché sono un musicista e per noi, lo studio di uno strumento quasi inevitabilmente comporta, se si vuole dominare la materia, 3 o 4 ore al giorno - come minimo - di studio per almeno dieci anni( in realtà...per tutta la vita).

Grazie dell'attenzione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un dato del libro di Gladwell ( ..in nomine homen?) mi ha molto interessato: comunque&#8230;diecimila ore sono comunque IMPRESCINDIBILI come conditio sine qua non per riuscire.<br />
Pensate ai risvolti che questa considerazione,se resa concretezza, avrebbe nel sistema educativo di qualunque Stato.<br />
Materna e primi due anni delle elementari come &#8220;vivaio&#8221;, luogo nel quale esporre i cuccioli d&#8217;uomo ad una variegata tavolozza di campi di applicazione della propria intelligenza e una volta che ciascuno ha individuato quale possa essere il campo privilegiato dal quale si sente maggiormente attratto, fornirgli tutti i percorsi migliori perché lo potenzi e vi si eserciti qualitativamente e&#8230;QUANTITATIVAMENTE al meglio ( non tralasciando certo anche altre materie e il divertimento, ma con la consapevolezza che non potrà raccontare in giro &#8221; a me m&#8217;ha rovinato la guera&#8230;&#8221; come, per molti,si rivela il cercare facili giustificazioni di natura&#8230;esogena alla propria pigrizia).<br />
Forse è perché sono un musicista e per noi, lo studio di uno strumento quasi inevitabilmente comporta, se si vuole dominare la materia, 3 o 4 ore al giorno - come minimo - di studio per almeno dieci anni( in realtà&#8230;per tutta la vita).</p>
<p>Grazie dell&#8217;attenzione&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: andrea casadei ACK</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-66622</link>
		<dc:creator>andrea casadei ACK</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 19:08:07 +0000</pubDate>
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		<description>ne ho scovato un'altro:

amsterdam... primi anni '50... 4 ragazzini, crescono a pochi isolati di distanza uno dall'altro, e si ritrovano nello stesso campetto a giocare a calcio... Johan, Johan, rob, e rudy...
sognano di dominare il calcio mondiale...

nel 1974, l'olanda del calcio totale perde la finale mondiale contro la germania in casa loro e 4 anni dopo bissa contro l'argentina sempre in casa dell'avversario...

i 4 ragazzini dominano il campo, come già da anni fanno nella loro squadra di club: l'ajax...

ah, magari i nomi non vi dicono nulla... crujiff, neeskens, rensenbrink, krool...

il calcio totale olandese ha vinto poco, ma resta immortale...

come diceva herbert "il genio è la follia nel metodo"...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ne ho scovato un&#8217;altro:</p>
<p>amsterdam&#8230; primi anni &#8216;50&#8230; 4 ragazzini, crescono a pochi isolati di distanza uno dall&#8217;altro, e si ritrovano nello stesso campetto a giocare a calcio&#8230; Johan, Johan, rob, e rudy&#8230;<br />
sognano di dominare il calcio mondiale&#8230;</p>
<p>nel 1974, l&#8217;olanda del calcio totale perde la finale mondiale contro la germania in casa loro e 4 anni dopo bissa contro l&#8217;argentina sempre in casa dell&#8217;avversario&#8230;</p>
<p>i 4 ragazzini dominano il campo, come già da anni fanno nella loro squadra di club: l&#8217;ajax&#8230;</p>
<p>ah, magari i nomi non vi dicono nulla&#8230; crujiff, neeskens, rensenbrink, krool&#8230;</p>
<p>il calcio totale olandese ha vinto poco, ma resta immortale&#8230;</p>
<p>come diceva herbert &#8220;il genio è la follia nel metodo&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-66595</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 16:47:25 +0000</pubDate>
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		<description>@leonardo
rilancio con un grande classico:
	
« La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione. »

Seneca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@leonardo<br />
rilancio con un grande classico:</p>
<p>« La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l&#8217;occasione. »</p>
<p>Seneca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: leonardo</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2009/01/18/le-ragioni-del-successo-secondo-malcolm-gladwell/#comment-66590</link>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 16:26:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.firstdraft.it/?p=386#comment-66590</guid>
		<description>apprezzo gladwell per la sua capacità di cucire diversi materiali intorno a un tema, sia esso "tipping point" o "blink" (books) o la segmentazione nel marketing (vedi suo speech in TED). Nel suo ultimo lavoro distillo due cose. La prima è la conferma di una natura "caotica" (e quindi con attrattori e frattali vari) dei fenomeni in natura che spesso vogliamo leggere solo in termini di medie e deviazioni standard. La seconda è la conferma che nella vita personale e professionale la fortuna conta moltissimo. Per fortuna intendo la somma di preparazione (vedi la questione delle 10k ore di practice) e opportunità (vedi la questione delle finestre temporali - spaziali - di network). Credo che sia compito di chi tiene corsi universitari far percepire il background di "preparazione" dietro ad ogni successo (non solo di matrice accademica, ovviamente), senza ovviamente nascondere l'importanza dell'opportunità. Comunque, nonostante il "tappo" politico dell'Italia attuale, credo stiamo attraversando un'epoca incredibilmente densa di opportunità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>apprezzo gladwell per la sua capacità di cucire diversi materiali intorno a un tema, sia esso &#8220;tipping point&#8221; o &#8220;blink&#8221; (books) o la segmentazione nel marketing (vedi suo speech in TED). Nel suo ultimo lavoro distillo due cose. La prima è la conferma di una natura &#8220;caotica&#8221; (e quindi con attrattori e frattali vari) dei fenomeni in natura che spesso vogliamo leggere solo in termini di medie e deviazioni standard. La seconda è la conferma che nella vita personale e professionale la fortuna conta moltissimo. Per fortuna intendo la somma di preparazione (vedi la questione delle 10k ore di practice) e opportunità (vedi la questione delle finestre temporali - spaziali - di network). Credo che sia compito di chi tiene corsi universitari far percepire il background di &#8220;preparazione&#8221; dietro ad ogni successo (non solo di matrice accademica, ovviamente), senza ovviamente nascondere l&#8217;importanza dell&#8217;opportunità. Comunque, nonostante il &#8220;tappo&#8221; politico dell&#8217;Italia attuale, credo stiamo attraversando un&#8217;epoca incredibilmente densa di opportunità.</p>
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