Politiche per la ripresa

Tema:

Leggere e tradurre in pratica (con una certa rapidità) il consiglio dell’ultimo premio Nobel
“What the economy needs now is something to take the place of retrenching consumers. That means a major fiscal stimulus. And this time the stimulus should take the form of actual government spending rather than rebate checks that consumers probably wouldn’t spend.”

Krugman, NYT 31/10/2008

Svolgimento:

“At a time when major infrastructure projects are being put off around the world, China said it would spend an estimated $586 billion over the next two years — roughly 7 percent of its gross domestic product each year — to construct new railways, subways and airports and to rebuild communities devastated by an earthquake in the southwest in May.
The package, announced Sunday evening by the State Council, or cabinet, is the largest economic stimulus effort ever undertaken by the Chinese government.”

NYT, 10/11/2008
Avvertenze:

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12 Responses to Politiche per la ripresa

  1. marco dicono:

    A caldo:

    – posto che in Italia non abbiamo le risorse finanziarie per fare un new deal, che facciamo? Speriamo nello stellone?

    – nella classifica dei paesi più idebitati del mondo svetta il giappone che negli ultimi 10 anni ha investito molto denaro pubblico per fare strade, ponti, ferrovie nel tenativo di risollevare l’economia nazionale. Risultato? La ripresa non si è ancora vista … in compenso il deficit è solido come una roccia.

    – ultimo ma non ultimo: basteranno le cura keynesiane per uscire dalla crisi? Non corriamo il rischio di guardare al presente con gli occhi del passato?

    Marco

  2. Giorgio dicono:

    Personalmente partirei da una fotografia della situazione e poi passerei all’azione.. pongo alcune domande

    1) infrastrutture: ha senso arrivare da Milano a Bologna in un’ora “tassando” di 20 euro il normale abbonamento mensile di chi va a lavorare alla centrale enel? Non credo che quell’ora di treno in meno aumenti la produttività o agevoli il 99% della popolazione, stiamo lavorando alla follia per i grandi manager? (figure assenti in Italia visto che il nostro tessuto imprenditoriale è fatto di pmi). Chiedo: non era meglio spingere il traffico merci e favorire la marea silenziosa?

    2) Visto e considerato che le nostre imprese sono per la maggior parte piccole e medie, perchè non ascoltarle chiedendo quali azioni darebbero nuova linfa all’economia? Si può eliminare l’IVA per un anno? Avrebbe senso o sarebbe un nuovo “caso euro”?

    3) Non è pensabile che una famiglia con uno stipendio possa vivere sotto la soglia della povertà, questo non è un problema di rilancio dei consumi ma di sussistenza e dignità nazionale, mi chiedo se nella spesa cinese è previsto un intervento di questo tipo.

    4) Le persone sono frenate negli acquisti, ma non è solo un problema di liquidità. Spesso la ragione che porta al blocco dei consumi è l’assenza di fiducia. I dati delle banche ci dicono che la liquidità nei conti correnti è in crescita a scapito degli investimenti in prodotti finanziari, le ragioni sono ovvie. Se il risparmio aumenta e i consumi diminuiscono per sfiducia non è il caso di infondere un pò di certezze nella popolazione?

    5) Ragionando di breve e medio-lungo periodo, come dare ossigeno all’economia? Con un bonus-natale ai contribuenti? E nel lungo periodo quali soluzioni possono essere adottate? Personalmente credo più nel cost killing e nell’ottimizzazione delle agevolazioni concesse che nella ricerca di nuovi fondi che non abbiamo. Dico senza timore che a mio avviso i fondi per la soppravvivenza (agonia?) di alcune parti del mezzogiorno porterebbero rese molto maggiori se investiti in luoghi ove il tessuto imprenditoriale / industriale / distrettuale è più radicato. Non vedo perchè la mobilità per i ricercatori universitari sia un plus (o comunque necessaria) e la tv ci racconta invece che la componente disoccupata del sud, radicata, non accetta lo spostamento in zone in cui il lavoro è disponibile.

    Vorrei parlare di pensioni e di bollette e di molte altre cose, credo però che la chiave per non cadere in quella recessione che sembra ormai inevitabile sia legata all’infondere nella gente fiducia e certezza evitando questa demonizzazione del futuro che è ormai cosa quotidiana.. altrimenti ci conviene puntare su maya e 2012 cosi almeno viviamo 4 anni spensierati.. Anche vedendo l’ultimo link.. eviterei l’allocazione di nuovo debito.

  3. Matteo dicono:

    Svolgimento Alternativo

    The Obama-Biden comprehensive New Energy for America plan will:

    * Provide short-term relief to American families facing pain at the pump
    * Help create five million new jobs by strategically investing $150 billion over the next ten years to catalyze private efforts to build a clean energy future.
    * Within 10 years save more oil than we currently import from the Middle East and Venezuela combined.
    * Put 1 million Plug-In Hybrid cars — cars that can get up to 150 miles per gallon — on the road by 2015, cars that we will work to make sure are built here in America.
    * Ensure 10 percent of our electricity comes from renewable sources by 2012, and 25 percent by 2025.
    * Implement an economy-wide cap-and-trade program to reduce greenhouse gas emissions 80 percent by 2050.

    Sostenibilità del piano

    In California una politica attenta che ha imposto standard di efficienza per edifici ed elettrodomestici tra i più alti del mondo, il livello dei consumi elettrici pro capite nell’ultimo trentennio è rimasto stabile, mentre nel resto degli Stati Uniti aumentava del 50%. Si calcola invece che se il consumo unitario avesse seguito la crescita media nazionale, la California avrebbe avuto bisogno di 24 nuove centrali di media potenza (500 MW).

    “Avendo la possibilità di spendere meno in energia i consumatori hanno destinato questi soldi alla domanda di beni diversi. Ma spostare un dollaro di spesa dall’elettricità ai generi alimentari significa sostenere rivenditori, grossisti, l’industria della trasformazione e il settore agricolo lungo una filiera molto più lunga e a maggiore intensità di manodopera”.

    A fronte di “perdite” per 1,6 miliardi di dollari nel settore energetico, nel corso del trentennio preso in esame l’economia californiana ha visto crescere il volume d’affari complessivo di 44,6 miliardi di dollari, divisi prevalentemente nel comparto del commercio (11,2 miliardi) nel settore finanziario e assicurativo (7,3 miliardi), nel settore dei servizi (17,8 miliardi) e in quella della produzione di lampadine a basso consumo (1,2 miliardi).

    http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/efficienza-california/efficienza-california.html?ref=search

  4. Caos dicono:

    Possibile che per riportare fiducia si pensi sempre a variabili macroeconomiche, la fiducia è quanto più distante ci sia da una formula matematica.
    Lo scenario credibile e ottimista di Obama limita la paura al breve periodo. C’è l’idea che Wall street sia termometro dell’economia mondiale, anche perchè in passato ha anticipato crisi.
    E sempre più spesso le bolle hanno una violenza talmente concentrata nel tempo che più che è difficile considerarle come semplice rumore, una cosa che va su e giù ma tanto poi torna al punto di partenza. Se poi si giocano i soldi della propria pensione e ci si è indebitati si può essere poco ottimisti.
    Anche se ci sono i saldi nessuno compra se sa che domani i prezzi scenderanno ma si sa anche che passato un tot di tempo la tendenza si inverte.
    Questi continui paralleli con la crisi delle crisi non depongono certo per una veloce guarigione.

  5. Giancarlo dicono:

    Una politica di deficit spending in Italia non è solo più difficile che in altri paesi, a causa dell’alto debito statale, ma rischia anche di essere poco efficace, a causa della più elevata inefficienza del sistema pubblico. E’ infatti poco ragionevole attendersi un sostegno congiunturale da grandi investimenti infrastrutturali – trasporti, comunicazioni, energia, ambiente – se poi questi investimenti hanno tempi lunghissimi di realizzazione. Una strada diversa potrebbe essere quella di sostenere innovazioni diffuse in alcuni settori strategici, magari proprio quelli sui quali è difficile realizzare infrastrutture: mobilità intelligente, servizi in rete, tecnologie per il risparmio energetico, la riduzione dell’inquinamento e dei consumi di risorse scarse. Si potrebbero così raggiungere risultati sistemici non diversi da quelli delle opere infrastrutturali, ma facendo leva su risorse imprenditoriali più facilmente attivabili. I luoghi ideali per queste sperimentazioni imprenditoriali potrebbero essere proprio nella scuola nelle università. Ma chi lo dice al governo?

  6. Caos dicono:

    Penso che gli più sgravi come proposto dal centro sinistra finirebbero solo per creare debito e non si tradurrebbero in consumi ma in risparmio. Quando si ha difronte ad un malato isterico c’è poco da fare nessuno sgravio in Italia potrà influire sulla crisi di Wall Street. La credibilità delle istituzioni è (temporaneamente) vicina allo 0 e forse ci si fida ancora un po’ dei media e ovviamente degli esperti.
    Piuttosto, come al solito, farei un pacchetto che occupi tante righe di giornale e minuti di telegiornale in modo che sembri che sia in atto un grande sforzo.
    Ancor peggio sgravi alle imprese, per una volta che la crisi può sfoltire le meno efficienti manca solo che le aiutiamo. Al massimo conviene spingere sull’outplancement in modo che l’offerta si avvicini alla domanda e permetta un riassorbimento rapido.

  7. Caos dicono:

    P.S.: la crisi è una discontinuità forte, non so che attendibilità possano avere modelli econometrici pre-crisi.

  8. Caos dicono:

    C’è molto pessimismo in giro ci vorrebbe un miracolo, ma di quelli organizzati bene. La madonna si rivela alle persone innocenti quanto ce ne è un gran bisogno, quando c’è un cataclisma e le persone riconoscono gli errori.
    Servirebbe una serie di miracoli che dicono che la crisi verrà superata presto se tutte le persone si uniscono per il bene comune e che Natale va festeggiato come si deve nonostante la crisi. I peccatori che hanno causato la crisi verranno puniti come si deve all’altro mondo :D.

  9. Caos dicono:

    P.S. sarebbe una piccola bugia a fin di bene

  10. Caos dicono:

    Le chiacchere stanno a zero, siamo tutti sulla stessa barca.
    Va bene indicare una via per uscire dalla crisi ma se poi c’è uno che grida al morto in un periodo di forte pessimismo la crisi si autoavvera e del messaggio che doveva dare ordine rimane solo la preoccupazione di chi lo dice.

  11. Ivano dicono:

    Parole Sante, Parole Sante caro Caos…

    E che il Signore sia con voi. La messa è finita, andate in pace. AMEN! 😉

  12. Caos dicono:

    Sabato sono andato ai banchetti in Prato della Valle e c’era una ressa in un banchetto che vendeva prodotti da 1 a 5 Euro che da lontano potevano anche sembrare buoni ma da vicino…
    Con la crisi la domanda è elastica al prezzo.

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