Cinema e storytelling marketing

Tod’s ha appena rilasciato il video per il lancio della sua nuova borsa Pashmy. La protagonista è la star Gwyneth Paltrow, il regista è Dennis Hopper (attore e fotografo americano). La storia è quella di una cenerentola un po’ postmoderna che al posto della scarpetta perde la borsa (Tod’s, of corse) che le viene riconsegnata dal belloccio di turno. Sullo sfondo una Roma (ed un’Italia) pulita ed edulcorata da Hopper che si richiama fortemente a la dolce vita e a vacanze romane. Prima di Tod’s ci aveva provato Intimissimi con il duo tutto italiano Monica Bellucci e Gabriele Muccino che ha realizzato il corto Heartango e Prada con un clip di Ridley Scott per il lancio del nuovo profumo femminile.
Perché questo interesse per il cinema? Che cosa accomuna queste iniziative?
La sensazione è che queste sortite nel terreno cinematografico siano qualcosa di più che brillanti operazioni di marketing con l’obiettivo di strappare qualche titolo sui giornali. Sembrano piuttosto rispondere ad una esigenza più profonda: inseire il prodotto all’interno di un racconto capace di coinvolgere il consumatore. Il design del prodotto, i valori veicolati del brand, le pubblicità sui giornali di moda non bastano più? Sembrebbe di no: si ricerca la magia del cinema per trasmettere nuove emozioni al consumatore e soprattutto per dare un senso al prodotto attraveso la costruzione di una storia. Non che nel design italiano sia mancata una relazione stretta tra il successo del prodotto ed il cinema (ed una buona storia). Ci sono esempi di prodotti resi immortali dal cinema come l’alfa romeo nel film il sorpasso, la vespa in vacanze romane, le scarpe di ferragamo indossate dalla star della hollywood anni ‘40. Si tratta però di episodi rari e spesso fortuiti. Oggi le imprese vogliono andare oltre e, più che aspettare un riconsocimento ex-post dal mondo del cinema, pretendono di essere protagoniste promuovendo una storia capace di valorizzare un prodotto ed un brand. Nel caso di Tod’s è più che chiara la ricerca di una sovrapposizione tra prodotto/brand e i valori più classici del made in Italy: bellezza, intrigo, sogno, passione. Se questi tentativi avranno successo, è probabile che si apra una nuova fase della comunicazione del made in italy fortemente incentrata su un linguaggio cinematografico.

Marco

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