Prosecco innovativo

Leggendo i giornali e guardando la Tv l’immagine economica dell’Italia è, senza dubbio, quella di un paese in declino. Eppure, questa sensazione cambia radicalmente non appena il nostro sguardo – come ci invita spesso a fare Firstdraft – si ferma sulle imprese leader della nostra economia: imprese capaci di performance eccellenti nel proprio mercato, di investire in tecnologia, design e comunicazione, di aprirsi al mondo sia per produrre laddove risulta più conveniente, sia per vendere laddove è più redditizio. I dati macroeconomici tendono ad affogare questo tipo di imprese nei valori indistinti delle medie statistiche. Certo, alla fine il livello di sviluppo (valore aggiunto del sistema) è il risultato aggregato dell’insieme di tutte le imprese. Perciò, quelle che vanno bene, ma anche quelle che vanno male. Tuttavia, nel gioco indistinto dei dati aggregati non riusciamo a riconoscere le forze vitali che tra molte difficoltà hanno trovato la via per crescere. Soprattutto, le analisi aggregate tendono a proiettare all’infinito criteri di lettura che il cambiamento dell’economia mette, invece, in discussione. A partire dal concetto stesso di innovazione, che l’analisi economica standard continua ad associare a quello di tecnologia, perdendo con ciò di vista le molte altre dimensioni in cui, nella realtà, l’innovazione si sviluppa e crea valore economico.

Un caso di straordinario interesse è quello dell’azienda viti-vinicola Bisol di Valdobbiadene. Produttore di Prosecco dal 1542, Bisol ha nel tempo affinato la qualità di un prodotto “tradizionale”, investendo sia nelle reti di comunicazione e distribuzione internazionale, sia nel rapporto con il proprio territorio di origine. Nello splendido scenario del Relais Duca di Dolle a Rolle di Valdobbiadene – antico eremo benedettino, riconvertito sapientemente a residenza eno-turistica di qualità – Bisol organizza degustazioni delle sue diverse varietà di Prosecco, accostate a pietanze regionali che ne esaltano il sapore. Per sperimentare nuove relazioni fra vino e gastronomia, Bisol ha inoltre progettato l’apertura di un ristorante di alta classe in un’isola della Laguna di Venezia, dove invitare i migliori chef internazionali ad elaborare nuove associazioni gastronomiche sul tema del Prosecco.

Difficilmente questi investimenti di Bisol verranno classificati come R&D nell’innovation scoreboard. Cru e ricette sperimentali non saranno qualificati come brevetti. I suoi collaboratori non saranno riconosciuti nella colonna tertiary education delle statistiche ufficiali. E l’aumento di prezzo associato ad una qualità più elevata sarà in buona misura contabilizzato come inflazione, invece che nel maggior valore della produzione. Insomma, pochi vorranno ammettere che questo sia un vero caso di innovazione. Eppure cosa c’è, oggi, di più innovativo di questa ricerca di conservare una tradizione unica, migliorandola continuamente. Cosa c’è di più innovativo di un prodotto radicato alla cultura di un luogo ed elaborato in modo originale per accrescere il valore di esperienza del consumo. Il caso Bisol ci dice, alla fine, che non c’è innovazione senza imprenditorialità, ovvero capacità di investire, a rischio, sul futuro, credendo a qualcosa di importante e unico. La via per uscire dalla crisi è anche questa. Speriamo che prima o poi anche le statistiche sull’innovazione se ne accorgano.

Giancarlo

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A proposito di corog

Giancarlo Corò è professore associato di Economia Applicata all'Università Ca' Foscari di Venezia, dove insegna Economia e politica dello Sviluppo ed Economia dei distretti. E' responsabile dei progetti di ricerca sull'internazionalizazzione delle Pmi del centro Tedis-VIU.
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2 Responses to Prosecco innovativo

  1. Giorgio dicono:

    Sono assolutamente d’accordo, il potenziale problema che mi viene in mente in questi modelli di “innovazione creativa” è legato ad un’eccellenza da first mover che potrebbe escludere la concorrenza, o almeno togliere alla concorrenza la possibilità di investire sull’innovazione esperienziale. In questo senso il plauso va tutto a chi per primo si ripensa ma ciò che io mi chiedo è se esiste un’innovazione sistemica (rilevabile anche nelle statistiche) – che non ci riesce bene – contrapposta ad un’innovazione “da reinvenzione” che è invece nelle nostre corde, in questo secondo caso quanti modi esistono di reinventarsi? Il primo prende tutto o le nicchie e le strade da perseguire sono abbastanza per parlare di un modello nordestino di innovazione eccellente ma non rilevabile e rilevato? (Arriveremo quindi al paradosso per cui va tutto bene anche se i dati dicono che va tutto male?)

  2. Giancarlo dicono:

    @Giorgio: non va affatto tutto bene! Tuttavia, anche i dati macroeconomici devono essere presi con le molle. Il fatto che il Pil non cresca a sufficienza in uno dei Paesi più ricchi al mondo, non significa che l’economia è allo sfascio. Da qualche tempo si sta inoltre facendo strada il sospetto che la contabilità macroeconomica non dica tutta la verità: non tanto perché sottostima l’economia sommersa (che in Italia non è poca!), bensì per ragioni più tecniche a cui si fa cenno nel post: l’aumento dei prezzi dei “vecchi” prodotti viene in buona misura contabilizzata come inflazione, e ne viene perciò sterilizzato il contributo alla crescita del Pil reale. Ma l’aumento dei prezzi – specie in mercati molto concorrenziali – può incorporare miglioramenti qualitativi che, di fatto, portano ad una crescita del valore reale della produzione. Per molti beni del Made in Italy, costretti al processo di up-grading dalla concorrenza asiatica, questo effetto potrebbe risultare significativo. Per quanto invece riguarda il rapporto fra micro e macro-analisi, possiamo dire questo: guardare alle imprese eccellenti fornisce informazioni preziose che non troviamo, invece, nelle statistiche aggregate. Certo, queste ultime costituiscono un principio di realtà che non possiamo sfuggire. Tuttavia, come dice il nostro personal Guru: la realtà non si racconta ma si fa! Se dobbiamo costruire la realtà, non solo raccontarla, molto meglio cercare le cose interessanti.

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