Cronache dal futuro prossimo

3 luglio 2020. Sono le 5.30. A Veneto City è l’alba. Attraverso i vetri polarizzati del mio appartamento al 30esimo piano sul waterfront lagunare vedo il sole sorgere sul mare. Tempo di correre. Prendo il mio fidato ime, scarpe Lottotech, e mi infilo nell’ascensore a levitazione magnetica. 1 sec e sono a terra. Via, si parte. L’ime inizia subito a darmi i primi riferimenti: battito cardiaco, consumo di ossigeno, velocità di respirazione, lunghezza del passo, velocità, ecc. Qualcosa non va. I parametri sembrano tutti sballati rispetto al solito. L’ime mi chiede se ho fatto bisboccia ieri sera. Forse saranno stati i due mojito presi ieri seera nel nuovo locale sul Sile a NorthTreviso. Gli rispondo che forse effettivamente qualcosa ho combinato. Compassionevole l’ime mi da obiettivi meno sfidanti per la mia attuale forma fisica e mi guida verso le nuove rive del Brenta. Mi guardo in torno. Cavolo, quanta gente questa mattina a correre. Sembra di stare in mezzo ai turisti a Veniceland, il nuovo parco multimediale aperto vicino all’aeroporto. Vedo una biondina mica male che corre in direzione opposta alla mia quando l’ime dice che ho un SMS urgente in arrivo. ma chi mi cerca alle 6.00 del mattino? E’ il mio capo, of course. Mi dice di andare con lui ad un incontro alle 7.30 a EastVicenza per incontrare due imprenditori per chiudere un progetto di ricerca. Da quando c’è la metropolitana a Veneto City sono tutti impazziti. Fissano gli incontri sempre prima al mattino. Forse saranno tutti gli anni che hanno perso imbottigliati nella tangenziale di quell’obbrobrio che si chiamava Mestre a spingerli a recuperare il tempo perduto. Torno a casa. Doccia ultrarapida. Sono le 7. Devo portare mio figlio a scuola, mia moglie gentilmente me lo ricorda. Me ne stavo dimenticando. Ok. Per fortuna che la metropolitana passa sotto casa. La prendo ed in 3 minuti sono con mio figlio a downtown (fermata cannaregio). Parlo con le maestre del programma della giornata: pittura, musica, videogiochi e matematica. Se penso a quando facevo le elementari io col grembiulino e la lavagna… mi sento nonno in un istante. Sono le 7.20. Ahh! Sono in ritardo. Riprendo la metropolitana è in 25 minuti netti sono a EastVicenza. Il solito quarto d’ora accademico. Caffè al volo con il Capo (che mi rimarca il ritardo). Riunione. Imprenditori assatanati, ci spolpano vivi, domande a raffica. Siamo stravolti, per fortuna finisce tutto bene in 40 minuti. Sono le 8.40 e mi sembrano le 6 del pomeriggio. Giornata dura oggi. Passo in ufficio a Padovacenter. Devo assolutamente finire un paper. Naturalmente nel mezzo si infilano due riunioni impreviste ed una telepresence con Copenhagen. Sono le 7.00 pm. Sono stanco. Sono sulla via del ritorno. L’ime si rifà sentire. Video messaggio in arrivo. Sono i miei amici che stanno bevendo lo spritz a Marghera_Beach. Che fare? Andare a casa? Naa … esco alla fermata prima . Via le scarpe, piedi nella sabbia e due chiacchiere per rilassarsi. Vista mozzafiato: downtown al tramonto. Messaggio di mia moglie: dove sei?. Marghera_Beach, rispondo. Arrivo, dice. In due minuti con la nuova ovovia che parte dall’ultimo piano del nostro grattacielo arriva nel locale. Festa. Finiamo alle 9.30. Mio figlio? E’ dalla nonna a Northtreviso. Si ferma lì a dormire. Domani è festa. Si festeggia la fondazione di Veneto City.

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