Design sostenibile

Domenica 8 giugno si è tenuta a Chicago una conferenza internazionale sul ruolo del design per la sostenibilità ambientale nell’ambito del settore dell’arredamento. La conferenza è stata organizzata da e-logico in collaborazione con l’Art Institute of Chicago.
Durante l’incontro, è stato interessante verificare la presa che il made in Italy ha nei confronti dei nostri interlocutori americani. Ossessionati dai SUV e dai prezzi in ascesa del petrolio, gli Stati Uniti oggi sembrano guardare con grande favore al nostro modello industriale. Colpisce loro soprattutto la capacità delle nostre aziende di muoversi in autonomia sul fronte della sostenibilità ambientale, anche in assenza di un condiviso quadro regolamentatorio e di standard condivisi a livello internazionale, ben sintetizzato per altro da Leo Breedveld. Più che rispettare delle regole imposte dall’esterno, la parte migliore delle nostre aziende ha deciso di porre valori come la sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale ed il rapporto con l’identità storica al centro del proprio agire imprenditoriale.
Marco Steinberg dell’Harvard Design School nella presentazione del caso Valcucine ha evidenziato il suo stupore nell’aver scoperto la capacità di questa azienda di affrontare in modo multidimensionale il problema della sostenibilità: dalla progettazione del prodotto, alla selezione dei materiali, alla gestione degli scarti, al riciclo del prodotto una volta venduto (le cucine di valcucine sono riciclabili al 100%). Senza scendere a compromessi sull’estetica del prodotto. Si tratta di un design che coniuga bellezza del prodotto con la sostenibilità del processo di produzione, con una gestione dei rapporti di fornitura di tipo collaborativo e con l’attenzione verso il territorio. Un design riflessivo che cerca di saldare insieme economia, società ed ambiente e che autodefinisce dei valori ai quali non è disposto a rinunciare. Stimolando (e molto) la ricerca di soluzioni innovative.
Questa nuova dimensione del design non riguarda soltanto le aziende italiane, ma è più orizzontale di quanto si creda. Stupisce ascoltare Gianni Cantarutti , consulente nella selezione dei legnami per molte mobilieri dei nostri distretti, presentare il suo libro nel quale ha catalogato 1000 tipologie di legno differente per favorire un utilizzo più responsabile di questo materiale. Molto spesso la domanda di legname si concentra su poche tipologie (mogano, teak) che spingono i paesi produttori ad una deforestazione incontrollata per tenere il passo con le richieste. Saper scegliere dei legnami meno esotici e magari disponibili in loco contribuisce alla sostenibilità quanto i progetti di riforestazione promossi dal Forest Stewardship Council , di cui Cantarutti fa parte.
Chi è abituato a pensare all’impresa come il risultato di una funzione tecnica di produzione, rimane impressionato da questo approccio tutto italiano al design e alla sostenibilità. Per noi italiani lo sfida consiste nel qualificare questi modelli emergenti e soprattutto nel comunicarli con maggiore efficacia a livello internazionale.

Marco

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11 Responses to Design sostenibile

  1. Pingback: Sustainability » Spring Color, ovvero della vernice al latte

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