Obama 2.0

Secondo Umair Haque (Harvard Business School) la vittoria di Barak Obama su Hilary Clinton è una grande lezione di strategia 2.0. Obama è un po’ come Google. Google dieci anni fa non c’era e oggi è il brand più apprezzato nel mondo. Coca Cola, Ford, General Motors hanno investito miliardi di dollari per costruire e consolidare la loro reputazione. Google non ha fatto nemmeno uno spot. Eppure..
Se vogliamo capire perché tutto questo è diventato possibile, dice Haque, dobbiamo partire dal concetto di competizione asimmetrica. A lungo abbiamo assistito a guerre fra titani (Ford vs. GM, Coca Cola vs. Pepsi); d’ora in poi le grandi aziende (così come i politici affermati) dovranno fare i conti con una nuova generazione di start up in grado di competere facendo leva su nuove logiche di crescita, tutte molto 2.0.
Qualche esempio di come punti di debolezza possono diventare fattori di successo. I finanziamenti alla campagna elettorale: Hilary ha scommesso su grandi donazioni da parte di soggetti forti. Obama, invece, ha puntato su piccole donazioni di gente comune, raccogliendo più risorse e coinvolgendo più persone (270 mln di dollari). Wikipedia style. Hilary ha provato a segmentare il mercato degli elettori offrendo a ciascuno una proposta specifica; Obama ha promosso messaggi trasversali, in grado di coinvolgere un po’ tutti. Molto a’ la Google. Hilary ha gestito la comunicazione offrendo informazioni secondo un modello corporate (push); Obama ha lasciato che le informazioni fossero parte della vita della tante comunità online che si sono create per sostenerlo. Proprio quello che Myspace ha fatto nell’industria della musica.
Possiamo pensare che tutti, un giorno, potranno gestire la competizione (in politica e non) secondo logiche “asimmetriche”? Risposta negativa. Dice Haque che c’è un problema di DNA. Chi pensa “industriale” (dalle nostre parti diremmo “fordista”) non può giocare secondo le nuove regole. Insomma, per mettere in pratica strategie 2.0, bisogna “essere” 2.0, pensare diversamente e reagire diversamente alle mosse degli avversari.
Gran parte del ragionamento su Obama 2.0 lo abbiamo già letto altrove. Colpisce vedere il caso trattato sul sito di HBS: negli USA la politica insegna qualcosa al mondo delle imprese. Temo che in Italia dovremo aspettare ancora per una simile eventualità.
Stefano

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6 Responses to Obama 2.0

  1. Vladi dicono:

    Via Dotcoma vi segnalo le grafiche del NyTimes sugli exit poll delle primarie. Dopo un’occhiata frettolosa mi pare che colore della pelle (e vabbeh), età e titolo di studio siano i fattori che discriminano in modo più netto l’elettorato democrat.

  2. paolo di bella dicono:

    @stefano
    non credi però che il “metodo 2.0” funzioni solo sui grandi numeri o sui grandissimi?

  3. marco dicono:

    tutto vero. Obama è un fantastico oratore e ha utilizzato il web 2.0 al meglio. voterei per lui tutta la vita. una domanda però: Obama nella sua campagna elettorale non ha detto molto, si è tenuto alla larga da tutte le questioni spinose. se capisco bene le statistiche del NYT chi vota Obama lo vota per principio, a prescindere. è un risultato un po’ ironico che nell’era post-ideologica, l’ideologia rientra dalla finestra del culto personale.

    marco

  4. Stefano dicono:

    @paolo
    non credo che queste nuove strategie di comunicazione e di partecipazione siano legate ai grandi numeri. esiste un nuovo associazionismo online a livello cittadino che sfrutta con intelligenza i social network: l’esperienza veneziana dei 40x http://40xvenezia.ning.com/ conferma la fattibilità di operazioni simili su numeri più piccoli.

    guardando i numeri del NYT (bellissime le animazioni del sito), ho il sospetto che la rete sia un elemento di mobilitazione soprattutto per giovani e gente che studia. e non è detto che queste porzioni del paese siano necessariamente la maggioranza. il che mi fa pensare che la vera sfida del futuro sarà quella di aggregare consenso nelle comunità tradizionali e nelle comunità online, mettendo d’accordo vecchi e nuovi media.

    s.

  5. Giorgio dicono:

    Aggiungerei che oltre a “essere 2.0” è necessario “essere percepiti come 2.0”. Paradossalmente alcune imprese faticano ad essere 2.0 a causa del bagaglio di esperienze e competenze che le compongono. Diventare 2.0 è più difficile rispetto a nascere 2.0. Obama ed Hilary hanno portato due elementi di novità, il “presidente nero” il primo, la “presidente donna” il secondo. La grande differenza sta nel fatto che Obama ha recitato meglio la parte, ha voluto partire sottotono e quasi sconfitto per rompere con quelle regole della politica che McCain e la Clinton avrebbero interpretato al meglio grazie ai finanziamenti “di base” senza lasciare spazio all’emergente Obama. Essere “2.0 ready” significa essere virali alla massima potenza, avere tutte le carte in regola per far parlare la gente di noi. E’ molto più facile che il tasto “dillo a un amico” sia premuto da chi ha dato 1 dei suoi 40 dollari giornalieri a Obama rispetto a chi ha dato 1.000 dei suoi 40.000 a Hilary con allegata foto di quel territorio da convertire a industriale.. il vero punto forte è a mio avviso “essere simpatici alla rete” e il futuro sarà l’approccio alla rete: tutti (o quasi) abbiamo capito che youtube è importante, se però sarà interpretato come la trasposizione della tv (con le regole della tv) sul web avremo capito poco, chi capirà come utilizzare youtube (e flickr, e facebook, e myspace e ning e twitter…mi fermo) avrà fatto di tutto per rendersi disponibilè, quasi alla mercè di una rete che dovrà a) parlare di noi b) parlarne bene. Non è una sfida da poco, anche perchè se prima si giocava sulla presenza oggi si gioca sulla comprensione, la mia sensazione è che il giocattolo che abbiamo in mano sia molto meno tecnologia e molto più sociologia di quanto pensiamo, ed il bello è che ce ne accorgeremo a giochi fatti, questo non è un terremoto, è una montagna che cresce di 1cm al mese

  6. snapshot83 dicono:

    Articolo interessantissimo, ce ho riportato volentieri (citando ovviamente la fonte) sul mio blog…

    Complimenti per gli argomenti e le tematiche trattate, post molto ben curati
    A presto

    Snapshot83

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