Innovazione culturale

Lago produce mobili in provincia di Padova, impiega oltre 100 dipendenti e ha un fatturato di 25 milioni di euro con un tasso di crescita di circa il 50% l’anno negli ultimi due anni. E’ una media imprese italiana e non ci sarebbe niente di particolare da raccontare se non fosse che Lago è protagonista di un nuovo modo di interpretare la creatività e l’innovazione che  si sta diffondendo nel made in Italy. Se dovessimo ricorrere alle tradizionali categorie dell’innovazione sia di tipo tecnologico che estetico presenti nella letteratura di management avremmo delle difficoltà a comprendere il successo di questa azienda. In fin dei conti Lago non ha messo a punto una nuova tecnologia di costruzione dei mobili ne ha i propri prodotti firmati dalle grandi star del design ed esposti al Moma di New York. La qualità dell’innovazione di Lago sta da un’altra parte. Sulla capacità di muoversi su un nuovo terreno a cavallo tra cultura ed impresa, nel quale l’impresa produce cultura più che oggetti.
Il punto di partenza di questo modello coincide con un radicale cambio di prospettiva in merito alle finalità e agli obiettivi dell’azienda. Daniele Lago, imprenditore, chiarisce questo passaggio: “ … eravamo stanchi di produrre a testa bassa e abbiamo iniziato a chiederci che senso aveva quello che facevamo”. Da questa riflessione è emerso un vero e proprio manifesto che riassume alcuni valori che l’impresa ritiene prioritari e che intende perseguire con la propria azione. Si è trattato di una svolta culturale. “Abbiamo deciso di porci degli obiettivi ambiziosi come la centralità dell’uomo, la sostenibilità ambientale ed il rapporto tra etica e business” continua Daniele Lago. Questo nuovo approccio ha attraversato interamente l’azienda: dalla progettazione dell’impianto produttivo (che assomiglia ad una casa) alla gestione delle attività creative. La creatività e l’innovazione diventano, da questo punto di vista, lo strumento attraverso il quale trasferire gli elementi di un progetto culturale innovativo a dei prodotti. Finito il tempo della ricerca estetica fine a se stessa, in Lago hanno deciso di puntare su una creatività intesa come il risultato più di un processo interdisciplinare che non della vena artistica di qualche genio isolato. Sotto la guida di Diego Paccagnella, direttore artistico e designer della St. Martin’s School di Londra, Lago ospita regolarmente presso il Lago Studio, una casa nella campagna padovana, workshop con studenti provenienti dalle più prestigiose scuole di design d’Europa (Royal College of Arts, St. Martin’s School). Gli studenti si fermano un mese e collaborano con Lago alla realizzazione di progetti di punta. A questi workshop partecipano direttamente l’imprenditore (Daniele Lago) e tutte le figure chiave dell’azienda (comunicazione, commerciale, design, produzione) che vengono esposte all’esperienza della creatività. E’ proprio da questo incontro tra la creatività degli studenti e la cultura aziendale che nascono molto delle idee che sono alla base di nuovi prodotti Lago. Parte dei progetti del Lago Studio riguardano l’attività di comunicazione.  Iniziative come SupriseMilan, guerilla marketing con ragazzi vestiti da cubo (elemento base di molti prodotti Lago) in giro per Milano durante il salone del Mobile, e la collaborazione con i bambini delle scuole elementari di Padova per i disegni che ornano il cartone con i quali sono imballati i mobili non  sono semplici attività ex-post per aumentare le vendite  del prodotto, ma fanno parte dello stesso processo di innovazione culturale.

Marco

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