United We Stand

Lunedì è partito il progetto United We Stand. UWS è prima di tutto un graphic novel a puntate sceneggiato da Simone Sarasso e disegnato da Daniele Rudoni. Le sei uscite bimestrali di UWS saranno disponibili su Lulu.com a partire dalla fine di questo mese. Negli ultimi sei mesi ho aiutato Simone e Daniele nello sviluppo della dimensione online del progetto. La carica narrativa di UWS non si esaurisce sulla carta: sul portale ogni settimana saranno pubblicati racconti tangenziali, materiali collaterali, file “confidential” che contribuiscono ad arricchire la storia (è per questo che la definizione di UWS è attualmente di graphic net novel). Dopo l’uscita del numero 1 di UWS, il sito sarà il luogo nel quale i lettori stessi contribuiranno attivamente ad ampliare la narrazione di UWS attraverso le loro tavole, le loro storie, i file mp3. UWS ha anche un blog-officina nel quale si racconterà il making of del progetto discutendone con i lettori e con il popolo della rete.
UWS è più di un semplice fumetto. E’ una scommessa sul futuro del raccontare storie e sulla trasformazione dell’editoria e delle sue logiche di funzionamento. La scommessa si basa sulle seguenti convinzioni:

  1. La rete e la convergenza resa possibile dal digitale oggi paiono trasformare il mestiere dello scrittore: raccontare una storia oggi non significa solo scrivere delle pagine, ma immaginare esperienze ed universi narrativi complessi ed articolati, fatti di parole, immagini, suoni. Al lettore si richiede di muoversi, se si appassiona: leggere un libro, seguirne le espansioni in rete, contribuire attivamente alla crescita dell’immaginario scritto o disegnato su carta. Di volta in volta autori ed editori penseranno in termini di progetti a cavallo tra diversi media mettendo in rete competenze e professionalità diverse. Le chiamerei imprese o reti narrative;
  2. Internet è un laboratorio di ricerca e sviluppo. Il progetto UWS è un progetto innovativo per diversi aspetti: non è propriamente un romanzo, non è neanche un fumetto a tutti gli effetti. Difficile prevederne il mercato, ancor più difficile proporlo ad un editore. La rete rappresenta un laboratorio di ricerca e sviluppo rilevante per progetti come questo: publishing on demand (Lulu.com) e promozione in rete abbattono sensibilmente i costi di start-up e permettono di testare il mercato potenziale del progetto;
  3. Promozione: senza svelare troppo, UWS intende anche testare le capacità effettive di promozione della rete internet per capire quanto e come influiscono i blog, i servizi di segnalazione, i motori di ricerca nella promozione di un prodotto editoriale. Chiaramente tutte informazioni che possono tornar utili non solo al team di UWS ma all’editoria in generale.

Seguiremo da vicino l’evoluzione del progetto. Stay tuned!

Vladi

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10 Responses to United We Stand

  1. Simone Sarasso dicono:

    Lo dico da insider (sono uno dei creatri del progetto), ma con una certa franchezza: UWS è il primo tentativo concreto di kolossal low budget. Da un punto di vista squisitamente mercantile, solo dieci anni fa sarebbe stato impossibile avviare una macchina produttiva del genere con meno di dieicimila ero di budget. Grazie al publishing on demand, al blog, alla possibilità di postare immagini ad alta definizione e alla colorazione digitale, i costi nudi dell’opera sono crollati e abbiamo la possibilità di presentare al mercato l’idea originale (senza essere costretti astravolgerla a colpi di compromessi con la lista della spesa).
    Miracoli del web (non solo 2.0)

  2. Pietro R. dicono:

    Piacevolmente sorpreso e incuriosito; per non dire sorpreso…

    L’editoria dalla sua scala statica e decisamente verticale per la prima volta tenta l’approccio verso un’integrazione con l’esterno.
    La cosa che stupisce è che un mondo potenzialmente chiuso abbatte le porte in maniera pioneristica su quello che non so se definire esperimento: concettualmente un esperimento è una prova… una versione beta. UWS si propone già come una realtà configurata, articolata, architettata… solo da confezionare, e come viene scritto nel blog il carburante è il mistero. Ma come è altrettanto facile capire il mistero deve/vuole essere svelato, e da qui il comburente della reazione: la viralità del fenomeno, che non si limità al “consumo passivo” dello sfogliare il fumetto, ma si evolve in una rete di utenza che interagisce aggiungendo lati nuovi al prisma che andrà formandosi.

    In quest’ottica, a mio avviso la promozione sgorga spontanea, perché se paragoniamo la fruizione del novel come un processo cognitivo (leggo > penso > [mi confronto] > elaboro > compongo) si va a creare una rete naturale che va a rompere il concetto di “community”. La condivisione infatti non prevede legame ad un compartemento di gruppo, sottostare a delle regole stabilite… o almeno non propriamente. L’interazione è personale i cui limiti si pongono solo nel restare coerenti alla narrazione. La cosa interessante sta nel avere una patata bollente che per adesso nessun editore ha mai visto… non ci può essere una concezione delle uscite, del target… in quanto la crescita del progetto porterà (si spera) a qualcosa di non previsto… cosa che non piace ad un giudice di storyboard: questa è la sfida!

  3. Claudia dicono:

    Ciao Vladi,
    mi chiamo Claudia ed è un po’ che cerco di contattarti per una tesi che sto scrivendo e che ha a che fare con editoria e blog. Ho già parlato con Simone che mi è stato di grande aiuto, ma mi piacerebbe poter parlare con te per quanto riguarda l’approccio un po’ più “economico” all’argomento…
    Se potessi essere così gentile da contattarmi mi trovi su tesiclaudia@gmail.com!
    Ti ringrazio e intanto, a priori, complimenti per il progetto, è molto interessante.

  4. Stefano dicono:

    Simone, ma Andrea Sterling sarà il protagonista di UWS??
    Siamo tutti molto curiosi…
    s.

  5. Simone Sarasso dicono:

    @Stefano: assolutamente sì, Sterling sarà al top in UWS…

  6. Daniele Rudoni dicono:

    @ pietro r.
    mi ha molto colpito il tuo commento: sono il disegnatore (nonchè redattore del blog) di UWS e devo dire che condivido lo sguardo lucido che hai sull’editoria, soprattutto nostrana e (questo te lo dico io) soprattutto del fumetto. statica, verticale, decisamente chiusa.
    soprattutto se si parla di un progetto, come UWS, la cui progettualità (pur essendo da noi stata calcolata al millesimo, nota bene) è in effetti in divenire.
    attendiamo anche noi creatori, col cuore in gola, la sua evoluzione.

  7. marco dicono:

    mi permetto due commenti veloci sul progetto.

    da lettore: confesso che da fan sfegatato di “confine di stato”, questa graphic net novel ha un appeal irresistibile. dare un volto ed una fisicità (anche se fumettata) ai protagonisti del libro rappresenta un forte richiamo. in più mettere le mani su documenti e storie collaterali consentirà di stare più lungo immerso nell’universo narrativo immaginato da simone. evviva.

    da economista: mi ha molto colpito l’approccio alla base del progetto. uno scrittore ed un disegnatore che hanno deciso di trasformare le proprie idee in una iniziativa imprenditoriale. autori insomma che sono disposti a rischiare in prima persona presentando il proprio progetto e confrontandosi con il mercato. con la precisa volontà di sperimentare su se stessi i cambiamenti che le nuove tecnologie stanno introducendo anche nel settore editoriale. due volte evviva.

    @simone e daniele: immagino che abbiate già pensato ad una versione cinematografica. qualche stralcio da vedere su youtube lo avete in programma? sono molto curioso …:)

    marco

  8. Simone Sarasso dicono:

    @Marco: nella stesura di UWS lo sguardo cinematografico è sempre stata una delle proccupazioni principali. Ecco perchè abbiamo realizzato il trailer che trovi nell’homepage del sito ed ecco perchè il formato “proprietario” delle tavole è composto da tre inquadrature in 16:9.

    Per quanto riguarda la “visualizzazione” dei personaggi di CONFINE DI STATO: vedere in faccia Sterling è stata un’emozione forte anche per il sottoscritto. Credimi!

    Chiudo con l’aspetto mercantile: l’azzardo creativo deve necessariamente stare alla base del nostro lavoro. Sperimentare con le nuove tecnologie (anche applicate al mercato) fa sì che chi si occupa di entertainment (scrittore o disegnatore poco importa) si presenti al proprio pubblico con un prodotto d’avanguardia.
    Chi produce intrattenimento deve stare un passo avanti a chi lo fruisce. Se no il lettore s’annoia (e ha tutte le ragioni del mondo) e l’autore rischia di essere vecchio ed obsoleto prima di aver compiuto trent’anni…;-)

  9. Nyk dicono:

    Complimenti per l’iniziativa. Azzardata sì ma sinceramente io ancora mi stavo chiedendo come un progetto del genere non fosse già stato realizzato. Seguirò con molta attenzione il progetto…

  10. Simone Sarasso dicono:

    Grazie Nyk!
    Il progetto evolverà di settimna in settimana e ci saranno un sacco di sorprese. Credo proprio che avrai di che divertirti!

    P.S. complimenti per il tuo blog, molto interessante.

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