Ragioni per un 2008 ottimista

Il 2008 è iniziato e gli italiani non sembrano essere particolarmente contenti di come vanno le cose. Un sondaggio di Ilvo Diamanti per Repubblica (3 gen) ha chiesto agli italiani di descrivere se stessi: a grandissima maggioranza la risposta è stata “arrabbiati” (44%). Per alcuni intervistati gli italiani sono anche creativi (19,8%) e ingegnosi (19,7%), per altri depressi (19,4%) e egoisti (14,9%). Ma la grande maggioranza degli interpellati – sottolinea Diamanti – vede un’Italia “sinceramente incazzata”.
Quali le ragioni di tanta insofferenza? Principalmente economiche. Gli italiani vedono diminuire il proprio reddito (39,9%) e percepiscono un peggioramento dell’economia italiana (73,6%). L’agenda politica degli italiani mette al primo posto (anche prima della lotta alla criminalità) “l’aumento dei salari e delle pensioni” (39%). Gli annunci Eurostat sul presunto sorpasso della dinamica Spagna a metà dicembre non hanno aiutato; malgrado le rettifiche metodologiche dei giorni scorsi, la sensazione diffusa è che il paese stia lentamente scivolando verso un inesorabile declino economico.
Noi (firstdraft) siamo più ottimisti. Continuiamo a vedere un’Italia tenace e innovativa e la continueremo a descrivere in questo blog. I problemi del nostro paese sono reali, ma non insormontabili. Anche noi, come gli intervistati del sondaggio di Diamanti, crediamo che il futuro del paese passi per un rinnovamento della classe dirigente (priorità per gli italiani con il 40,8% di risposte positive) e attraverso una scuola migliore (31,3%).
Aggiungiamo alla lista delle possibili soluzioni alla crisi del paese un ingrediente che ci pare essenziale: credere con determinazione a una economia e a una società imprenditoriale. Finché il nostro paese continuerà a dibattere fra teorici della società liberale (adesione incondizionata alle regole del libero mercato) e osservanti della regolazione socialdemocratica (passione per la pianificazione con riconoscimento esclusivo di grande impresa e lavoro dipendente) non andremo molto lontano. L’economia della conoscenza ha bisogno di individui e organizzazioni capaci di prendere rischi e avviare progetti innovativi: senza imprenditorialità, l’economia della conoscenza non sarà mai realtà (questo, almeno, è quello che i nostri studi ci dicono).
Di solito associamo imprenditorialità a impresa. E se c’è una cifra distintiva che connota il rilancio delle nostre aziende più competitive in questi ultimi anni, dalla Fiat di Marchionne alla nordestina Dainese, è proprio lo slancio imprenditoriale. Ma l’imprenditorialità non si manifesta solo nelle imprese: è anche il futuro delle nostre università e dei nostri studenti (malgrado le recenti riforme orientate in tutt’altro verso), dei nostri servizi sociali (sub specie sussidaritetà), e, almeno in parte, di una pubblica amministrazione efficace.
E’ a questi temi che vogliamo dedicare la nostra attenzione nel 2008 che ci aspetta.

Stefano

Share
Questa voce è stata pubblicata in Innovazione, Nuove identità. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

4 Responses to Ragioni per un 2008 ottimista

  1. Francesco dicono:

    dove devo firmare per aderire a queste aspettative!?
    è il manifesto dell’italia che sogno, questo…
    complimenti e buon anno!

  2. ilaria dicono:

    Spero che queste indicazioni siano prese seriamente in considerazione. Sono ottimista anch’io e un futuro imprenditoriale lo sogno davvero, peccato che troppo spesso baleni l’idea di andare all’estero. l’Italia vanta primati non certo invidiabili: i costi energetici più alti d’Europa, un sistema infrastrutturale fra i più arretrati del Vecchio Continente, alta pressione di fisco, burocrazia e un difficile accesso al credito. Invece che considerare solo i dati di bilancio, sarebbe bello se venissero premiate le idee o semplicemente la voglia di aprire un’ impresa e se fossero presi più in considerazione i giovani (gli under 40 in politica sono un terzo degli elettori ma un decimo degli eletti).
    Una strada potrebbe essere quella di seguire i giovani (le giovani imprese) nel processo di sviluppo, riducendo la burocrazia, favorendo le liberalizzazioni, creando un ambiente favorevole e soprattutto comunicando il valore sociale dell’impresa che diventa luogo privilegiato di crescita personale e sviluppo economico. Voglio comunque continuare a credere che la creatività e una forte carica imprenditoriale, permettano lo stesso di competere anche in condizioni di sistema peggiori rispetto ad altri Paesi.
    Se poi vicino a valevoli imprese c’è uno Stato che garantisce efficienza, giustizia, infrastrutture e valida formazione e ricerca, potremo addirittura pensare di scalzare i paesi Top!!

  3. Valentina dicono:

    Mi sembra giusto iniziare il nuovo anno con ottimismo, in contro corrente rispetto alle nuvole nere annunciate da specialisti in tv ma anche, come risultato dall’indagine che ci ha segnalato Stefano, dall’Italiano medio al bar.

    Strana l’Italia, che sembra mettere in crisi le leggi della statistica e dei grandi numeri. Perché se si guarda agli indicatori e ai dati aggregati ne ricaviamo un’immagine allarmante, ma se si aumenta lo zoom dell’analisi, si osserva un ecosistema variegato di imprenditori e relative imprese che si reinventano e restano competitivi nonostante. Nonostante gli aumenti indiscriminati dei costi, nonostante l’aggravarsi della situazione competitiva nazionale, nonostante i vaticini scoraggianti, nonostante i cinesi.

  4. Nyk dicono:

    Aderisco in pieno all’ottimismo ma (perché c’è sempre un ma)ritengo che purtroppo molte delle nostre aspettative verranno deluse. Questo in quanto concordo con uno degli ospiti della puntata odierna di Ballarò (ammetto di aver seguito solamente le riflessioni iniziali) di cui non mi ricordo il nome il quale asseriva che il male più grande del nostro paesse è riassumibile in un vecchio adagio popolare: si vuole la botte piena e la moglie ubriaca.
    Il tutto con le dovute e sicuramente presenti eccezzioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *