High tech per il turismo culturale

La continua crescita dei flussi turistici rappresenta uno dei fenomeni economici e sociali più rilevanti del mondo contemporaneo. Eppure per lungo tempo il turismo non ha interessato granché economisti e scienziati sociali. Oggi le cose stanno cambiando: in diversi paesi europei università e pubbliche amministrazioni hanno iniziato a studiare le condizioni di sviluppo e di competitività del settore. La Spagna è un ottimo esempio del cambiamento in atto.
Un paio di settimane fa, nel corso del seminario internazionale su Innovazione e Turismo, organizzato dalla Università Rovira i Virgili di Tarragona, è stato presentato il progetto di Parco Scientifico e Tecnologico in “Turismo e Ozio” che prenderà forma dal prossimo anno. Se a prima vista dar vita ad un Parco Scientifico e Tecnologico in “Turismo e Ozio” potrebbe apparire un po’ bizzarro, in realtà riflette bene la nuova coscienza rispetto alle opportunità economiche aperte dall’applicazione delle tecnologie digitali al consumo turistico. Al seminario si è parlato praticamente di tutto: tourist tracking (come seguire un turista nei suoi spostamenti in un parco tematico appiccicandogli un rilevatore sulla giacca), database management (come mettere in piedi database turistici in logica 2.0), wow effect (come stupire il turista con le tecnologie).
Come italiani abbiamo presentato soluzioni digitali per l’high tech storytelling: abbiamo provato a spiegare come le nuove tecnologie aiutano a raccontare la complessità culturale del nostro paese a turisti che vengono da estrazioni culturali sempre più lontane dallo spirito del gran tour. Capire l’Italia non è facile per uno statunitense, figuriamoci per un cinese. Ecco dunque la necessità (urgente) di tecnologie in grado di stupire, divertire, educare e trasmettere in modi flessibili e personalizzati la nostra identità. Reinventare e valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale è una sfida di cruciale importanza. Se l’Italia vuole sul serio scommettere sul turismo di domani, deve promuovere oggi una nuova imprenditorialità creativa, in grado di offrire al mercato nuovi servizi e nuovi modelli di fruizione turistica. Visti gli sforzi di Industria 2015 sul tema tecnologie per i beni culturali, siamo stati piuttosto patriottici nel difendere la linea del nostro paese su questo terreno.

Lorenzo Gui

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6 Responses to High tech per il turismo culturale

  1. Stefano dicono:

    non siamo gli unici a porsi il problema di come gestire esperienze sofisticate attraverso l’IT. segnalo questo link a un articolo di wired su come rivivere la famosa torre di londra
    (grazie a paolo per la dritta).

    http://www.wired.com/techbiz/it/magazine/15-11/ps_tower
    s.

  2. Lorenzo, sono disponibili gli interventi? Il tema è molto interessante

  3. Lorenzo G. dicono:

    Giorgio, gli interventi non sono ancora disponibili in Internet. Io ne ho alcuni in formato digitale ed altri sto aspettando che me li inviino. Ad ogni modo, per qualsiasi informazione sono a tua disposizione.

  4. Agriturismo dicono:

    Sono nel settore e vi assicuro che l’italia per quanto riguarda le tecnologie nel settore turistico (ICT) è molto indietro… in futuro ci sarà un incremento degli investimenti ma allo stesso tempo un decremento di personale qualificato.
    P.S. ottimo post!

  5. Ilaria dicono:

    notizia interessante.vi ho inseriti anche nel nostro blog http://www.basilicata.travel
    La Basilicata sta cercando di reinventare e valorizzare l’ immenso patrimonio culturale che ha.Ecco alcuni esempi di imprenditorialità creativa. Non vi pare?
    http://www.parcostorico.it
    http://www.volodellangelo.com

  6. Pingback: High tech per il turismo culturale - Basilicata Travel

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