Un paio di proposte per la Biennale del Futuro

Da ‘Biennalista’ per forza e per amore, mi permetto di suggerire al neo (?) Presidente Baratta qualche proposta da prendere in considerazione in avvio del suo prossimo mandato.

ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee). Verso la fine del “Baratta Uno”, la Biennale riuscì a far allocare cinque miliardi di finanziamento speciale all’ASAC. Al suo ritorno il presidente scoprira’ che molte di quelle risorse sono andate purtroppo sprecate. La situazione dell’ASAC oggi è a dir poco catastrofica. Ma invece di prendere subito altre decisioni, o battere ancora cassa, bisognerà sedersi a pensare il futuro delle attività archivistiche e museali della fondazione. Far viaggiare la conoscenza oggi non significa solamente catalogare copie digitali – ma anche saper dialogare allo stesso modo con l’utenza specializzata e il pubblico generalista. Prima ancora dei soldi, ci vogliono idee, e personalita’ adatte. Ripristiniamo l’ASAC biblioteca, magari con l’aiuto delle università locali. Salviamo il salvabile del materiale audiovisivo a rischio di deperimento, con l’intervento di chi in Italia è leader nel settore del restauro, ma immaginiamo pure un luogo multimediale, dove ripercorrere la storia della Biennale a più livelli, dal pettegolezzo alle ricerche accademiche. Da Archivio Storico a Centro Studi il passo è breve, basta trovare dei “traghettatori della conoscenza” che sappiano mettere in circolo le tante potenzialità inespresse di quei materiali preziosi. Si potrebbe perfino scoprire che c’è un profitto nella gestione della conoscenza (e che non si vive di soli finanziamenti a fondo perduto).

– Palazzo del Cinema. E’ bello costruire le scatole, ma è ancora più importante riempirle. La sfida dei prossimi anni si chiama Palazzo del Cinema. A Venezia sappiamo quanto è difficile la logistica del Lido, quindi affinche’ la nuova struttura non diventi una “cattedrale nel deserto”, bisognerà impegnarsi a creare non solo le strutture, ma anche “un’anima nuova” per la futura Casa del Cinema di Venezia. Marco Mueller su questi argomenti è scoppiettante come un fuoco d’artificio dei suoi amici cinesi – sapra’ essere un ottimo interlocutore, non solo per la manifestazione principale del Settore Cinema ma anche per le sue tanto amate “attività permanenti”, etichetta anacronistica eppure ancora efficace. E I tempi potrebbero essere giusti per un Museo della Mostra da allestire in pianta stabile (se qualcuno volesse dare un’occhiata al mio business plan datato 2003 al riguardo, sono a disposizione… N.d.A.), e perchè non lanciare una joint venture con enti e figure istituzionali del Cinema in laguna? Se Circuito Cinema riesce a portare qualcuno all’Astra, cosa potrebbe fare con un palazzo nuovo di zecca? Sarebbe bello condividere la propria ricchezza, la propria storia e conoscenza (certo, ci può stare anche un pezzo di ASAC, perchè no?), attraverso questa nuova utopistica struttura che verrà. La gestione Baratta Uno ci diede, all’epoca, una ottima retrospettiva sul cinema dei Balcani che mostrò come far dialogare culture vicine attraverso il cinema, il cui catalogo si apriva con una riflessione del filosofo sloveno Slavoj Zizek sul concetto di ‘balcani’ nell’immaginario collettivo. Oggi Zizek è una star della filosofia contemporanea, e un cinefilo incallito… la Biennale aveva visto giusto. E può continuare a farlo.

Massimo Benvegnù

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