Skebby e l’information divide

Ne hanno parlato in tanti, tantissimi, skebby e gli sms a basso costo. Skebby è un programma per cellulari che permette di spedire sms a prezzi vantaggiosi, ideato dal 24enne Davide Morrone ha sbaragliato ogni news sul web negli ultimi giorni.

Ciò che interessa di questo caso è il diverso approccio al problema da parte del popolo della rete, in contrapposizione con le versioni on line dei media tradizionali, che di ascoltare la rete sembra non ne vogliano sapere. Se La Stampa si limita a rilanciare, va ben oltre Corriere.it, che si lancia addirittura nell’epiteto di Bill Gates italiano per il giovane universitario comasco. Un articolo pieno di elogi alla tecnologia e alla personalissima battaglia di Davide contro Golia (le compagnie di TLC), visto che il suo sistema si avvale degli invii di sms gratuiti offerti dai vari operatori sul web (come ad esempio 190.it). Mentre nonni e genitori informavano, entusiasti della novità, i pargoli rei di troppi soldi spesi con il telefonino, alcuni blog e portali iniziavano una personalissima lotta alla bufala (su tutti il graffiante Portel.it e Marco Camisani Calzolari) giusto a spiegare che il paventato costo dell’sms (un centesimo) va gravato di connessione alla rete ed eventuale scatto alla risposta. Non bastasse, esistono da circa 5 anni servizi simili, che hanno però avuto minor fortuna mediatica.

Il rumore è stato tanto che il blog del corriere ha ospitato la retromarcia dell’autore dell’articolo originale, Federico Cella, che ha avuto cura di raccogliere tutte le alternative “dimenticate”.
Il fenomeno è interessantissimo: sembra esista un pesante information divide tra i media tradizionali e la blogosfera: non si parla tanto di piattaforma, quando di approccio alla notizia. Dice proprio Federico Cella: “In un buon numero di anni di lavoro mai mi era capitata una tale reazione”, frase che non può non far pensare alla “potenza di fuoco” della blogosfera, potenza che però sembra altrettanta nelle armi dei media classici che ancora oggi “ammaliano” intere generazioni con notizie da prendere per buone. Eccolo quindi l’information divide, i giornali ad informare i padri, i blog ad informare noi, ma non occorre scomodare le teorie di marketing per comprendere che la partita, per il futuro, si gioca sulle nuove generazioni.

Giorgio Soffiato

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