L’editoria e la coda lunga

Marco mi chiede come mai il libro Scirocco di Girolamo De Michele non si trova nei negozi. In Feltrinelli è finito, BOL non ce l’ha, IBS idem. Glielo presterò. Dovete sapere che qui su First Draft siamo fan di James Ellroy (American Tabloid) e dei suoi epigoni italiani. Nell’afa veneziana abbiamo discusso di Simone Sarasso e del suo Confine di Stato (entusiasmante, ne riparleremo) ed ho consigliato a Marco i Wu Ming (54), e, per l’appunto, Girolamo de Michele.

In Scirocco (Einaudi) Girolamo racconta l’Italia della strategia della tensione, percorrendo un filo rosso che va dalla strage di Bologna al 1998. Un libro molto bello, che ha venduto, mi dicono, 10 mila copie. Però non si trova più in libreria.
Si parla tanto di long tail e dell’estensione della vita commerciale dei prodotti culturali (libri, film) grazie al passaparola in rete e fuori. In sostanza per ogni Faletti che vende 500 mila copie in un batter d’occhio esiste un mondo di autori di “nicchia” che vendono meno ma con continuità, spinti dai blog, dalle comunità di lettori, da strumenti come Anobii . Interessante per l’editore, a prima vista. Tuttavia la logica delle ristampe, dei lotti minimi e il magazzino tiranno faticano a sposarsi con una domanda centellinata e con i tempi dilatati della long tail.

C’è chi come Lulu.com ha fatto della coda lunga e del publishing on demand il suo business. Lulu.com funziona così: si spedisce il file del proprio libro, si decide tra paperback o copertina rigida, si stabilisce il prezzo finale (costi di produzione+percentuale per Lulu+diritti d’autore) et voilà. Il libro viene stampato e spedito solo se ordinato. On demand, appunto: semplice ed efficace.

Mi chiedo: il futuro sarà Einaudi contro Lulu.com, o è ipotizzabile che Einaudi sviluppi o si serva di una piattaforma simile per vendere i libri come Scirocco? La domanda mi pare rilevante, soprattutto nel caso di Girolamo. De Michele infatti è nato – in senso editoriale – anche grazie alla rete: il “prequel” di Scirocco, Tre uomini paradossali, è stato scoperto dalla comunità dei lettori iquindici. Il marketing dei due libri l’hanno fatto iquindici, i Wu Ming, Loredana Lipperini ed altri, prima ancora che Einaudi.
Ma se la rete scopre (iquindici), promuove (i blog letterari), pubblica e distribuisce (Lulu.com) il prossimo De Michele, l’editore che fa? Resta sui bestseller e lascia la coda lunga ad altri?

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