Il successo della 500

Il successo della 500 (mediatico e di prevendita) è il successo dell’industria italiana. Su questo punto gli osservatori sono unanimi. Si tratta ora di capire di quale industria stiamo parlando. Il rilancio della Fiat di questi anni potrebbe far pensare al rilancio della grande impresa capace, su scala globale, di portare la bandiera della manifattura nazionale. Un rilancio del modello Nord Ovest (più organizzazione, più management, più pianificazione) contro il modello della Terza Italia, in difficoltà nell’affrontare le sfide del mercato globale.
Se guardiamo con attenzione, però, la contrapposizione fra i due modelli non convince granché. Il rilancio della Fiat si fonda su caratteristiche profondamente diverse da quelle che ne hanno segnato la storia recente: Marchionne è uno dei grandi interpreti del nuovo capitalismo imprenditoriale nazionale, molto diverso da quel capitalismo manageriale cui la Fiat ci aveva abituato per anni. Conosce le difficoltà di un mercato turbolento: non si difende scommettendo sul controllo e la pianificazione, ma rilancia puntando sulla motivazione e sulla creatività del management e della forza lavoro.
John Elkan, in un’intervista al Corriere, ha detto di credere all’Italia e di apprezzare la capacità di adattamento di medie imprese come Luxottica e Dainese. Sono state queste ultime, in realtà, i veri apripista del capitalismo imprenditoriale made in Italy. Sono loro che hanno imposto un’idea di innovazione intesa come creatività, combinando in modo originale design e ricerca industriale. Sono loro che hanno imposto la figura dell’uomo imprenditore come elemento di specificità nella comunicazione e nell’organizzazione dell’impresa. La proprietà Fiat ha seguito l’esempio e ha dimostrato che anche noi italiani potevamo trovare il nostro Steve Jobs.
L’Italia dei distretti ha qualcosa da imparare da Torino? Sì, e molto. Guardando le immagini della festa che il 4 luglio ha celebrato i 50 anni della 500 e il suo ritorno sul mercato vedevi una città capace di fare festa per celebrare i propri traguardi. Soprattutto, vedevi visi che sorridevano, famiglie curiose, giovani entusiasti. Chi è abituato al profondo Nord Est, tutto mugugni e rivendicazioni, non poteva non invidiare tutta quella voglia di partecipare. Questa capacità di rinnovare collettivamente le ambizioni della propria comunità manca visibilmente nella Terza Italia; latita soprattutto nel Nord Est.
Stefano

Questa voce è stata pubblicata in Creatività e design, Innovazione. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

13 Responses to Il successo della 500

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *