Tutto il mondo ha voglia di ballare

E’ uscito da poco presso l’editore Mondadori un romanzo che merita di essere segnalato, “Tutto il mondo ha voglia di ballare”. L’autore è Alberto Garlini, nato a Parma nel 1969 ma da molti anni residente in Friuli. Garlini ha esordito nel 2001 con la raccolta di poesie “Le cose che dico adesso”. Ha poi pubblicato due romanzi (entrambi molto belli) presso Sironi, editore milanese diretto dal padovano Giulio Mozzi. Insieme a Gian Mario Villalta cura la rassegna “Pordenonelegge”, festival culturale ricchissimo di appuntamenti che ogni settembre concentra in Friuli i nomi più significativi della letteratura italiana ed europea. Garlini è, insomma, un esponente molto attivo della pattuglia dei cosiddetti “scrittori del Nord Est”.
“Tutto il mondo ha voglia di ballare” è senz’altro il suo romanzo più importante, più bello e più riuscito. I protagonisti sono quattro. Due amici per la pelle, Roberto e Riccardo, che si conoscono sui banchi di scuola e attraversano insieme la gioia e la follia degli anni Ottanta, fra Parma, Roma e altri luoghi e città. E poi Chiara, legata per molto tempo a Riccardo, che un evento improvviso e terribile metterà a durissima prova. E, infine, Vicky, o Pier, cioè Pier Vittorio Tondelli, l’autore di Rimini e Camere Separate, che si muove come personaggio fra i personaggi del romanzo.
Si tratta di un libro emozionante. Le ultime pagine, che descrivono il fallimento esistenziale di Roberto, legandolo alla fine di una stagione di storia italiana, e la lenta rinascita di Chiara e Riccardo, lasciano nel lettore un segno difficile da cancellare.
Com’è stato accolto, questo romanzo? Risposta: bene, benissimo. Recensioni laudative su Stampa, Espresso, Giornale e molte altre testate. Riassumendo: pubblicazione presso il maggior editore italiano. Ottime recensioni sui fogli nazionali. Autore di qui, della nostra terra. Eppure… Domanda: qualcuno ha letto questo libro? Qualcuno conosce il lavoro di Garlini? Naturalmente non è obbligatorio leggere un certo libro o un altro. Nemmeno è obbligatorio conoscere questo o quell’autore, anche se lavora nella nostra stessa (macro)regione, anche se si fanno quantità di discorsi sulla fisionomia culturale del territorio e poi, in concreto, si conosce poco o nulla degli attori che operano lì, proprio lì, ogni giorno, producendo libri e iniziative importantissime.
Ciò che obbligatorio fare, tuttavia, è almeno prendere atto d’un radicale mutamento avvenuto silenziosamente intorno a noi. Oggi il lettore medio non incontra quasi mai – ripeto: quasi mai – i libri veri e importanti, il meglio che viene prodotto e diffuso dall’industria culturale (non parliamo delle indie editoriali!) Società e scrittori, benissimo. Ma quali scrittori? Di chi stiamo parlando? Il lettore-tipo è ormai, in effetti, un espropriato della propria attitudine alla curiosità, un non-frequentatore dei luoghi nei quali immagina di muoversi. Il caos e il rumore di fondo hanno raggiunto una tale intensità, che è diventato quasi impossibile riconoscere un percorso, una geografia. La lettura, atto semplicissimo, richiede ormai una quota di impegno sempre maggiore, per restituire qualcosa a chi la pratica.
Possibili risposte a questo disastro? Oh, sì. La risposta è tutta in parola: mappatura. Dare conto di cosa c’è, dare un ordine al caos. Non è semplice, ma nemmeno impossibile. Quali iniziative? Un convegno, un premio, una rivista? Tutto da discutere. Di certo questa è la direzione nella quale lavorare.

Romolo Bugaro

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12 Responses to Tutto il mondo ha voglia di ballare

  1. marco dicono:

    La proposta di Romolo di costruire una mappatura culturale del nord-est dando visibilità alla qualità degli artisti e delle iniziative realizzate mi sembra molto promettente. In Veneto, su questo fronte qualcosa si sta muovendo. La Regione Veneto con l’aiuto di Fuoribiennale ha promosso una prima ricognizione della creatività che ha restituito un’immagine tutt’altro che banale del nostro territorio http://www.distrettocreativo.it/. Quello che emerge è un mix molto particolare tra aziende creative, nuove professionalità emergenti (designer, grafici,) e mondo dell’arte (scrittori, registi, compagnie teatrali,artisti, ecc.). La vera sfida oggi diventa quella di mettere in rete queste potenzialità creative e culturali all’interno di uno scenario metropolitano .Da questo punto di vista la rappresentazione della mappatura del veneto creativo attraverso l’immagine di un tracciato della metropolitana mi pare suggestivo. Forse potremmo pensare ad una linea della metropolitana dedicata alla cultura e alla letteratura.

    Marco

  2. EdTv dicono:

    ‘nzomma, mica tanto d’accordo con questa prospettiva.

    diciamo che esistono casistiche molto differenti
    e la materia è dannatamente complessa.

    Vivo a Trieste. Un posto che ha fatto del protezionismo culturale, la propria morte. Nel senso che la prossima vola che sento “eh, è la terra di Saba e Svevo”, faccio un omicidio. Non avendo mai ucciso i propri padri, Trieste è rimasta ancorata a modelli narrativi un po’ stantii, a eccezion fatta di Covacich e Roveredo.

    Però lì la spinta alla narrativa territoriale è molto forte. Idem per il Friuli con qualche caso molto eclatante (Avoledo) e un universo di micro-editoria (penso a Savoltans per esempio).

    Morale: il Friuli ha una propria geografia letteraria e credo abbastanza ben tutelata. Il Veneto no, sotto profilo è una merda.
    E’ chiaro che poi ci si mette un tessuto particellare e atomizzato sia nell’industria culturale che nell’evoluzione del gusto, pensa alle mille pubblicazioni autofinanziate o al mio vicino di casa che si improvvisa scrittore.

    Certo è che nella miriade di autori veneti, l’idea che un premio o una rivista possa essere una soluzione, boh mi fa un po’ sorridere.
    Mi sembrano soluzioni ancor più antiche del problema stesso.

  3. EdTv dicono:

    sono andato in totale trip
    dopo questo tuo post e mi sono messo a fare
    un censimento degli scrittori nordestini
    che ho letto negli ultimi 10 anni.

    non riesco ad avere un giudizio obiettivo
    perché ovviamente leggo moltissime opere
    di autori che condividono la mia heimat
    però ti assicuro che stiamo parlando di una produzione
    narrativa impressionante.

    E mi è venuta in mente un’idea: prima di una rivista
    o di un premio, io ragionerei sui perché.
    Che risponda essenzialmente a due domande:
    a) esiste un rapporto tra letteratura e territorio? Ovvero, è sbagliato sostenere che la produzione letteraria è maggiore rispetto ad altre realtà italiane?
    b) se la risposta alla domanda a) è affermativa, mi chiederei il perché. Con uno studio attento sugli autori e sui generi.

  4. Stefano dicono:

    marco franzoso ha promesso un anno fa che avrebbe messo un post con la lista dei dieci scrittori nordestini che contano (almeno secondo lui). magari non è La Mappatura di cui parla romolo, ma almeno è una proposta. (ed, adesso aspettiamo con ansia anche la tua lista..)

    s.

  5. MarcoF dicono:

    Devo aver premuto un tasto sbagliato. Questo è il mio commento:

    Visto che vengo chiamato in causa da Stefano, prometto che il prossimo post sarà sulla mappatura.
    Per quanto riguarda Edtv, non comprendo il senso delle due parole “protezionismo culturale”, nel senso che formano insieme una specie di ossimoro. Non esiste cultura protetta e cultura non protetta. Quella protetta, semplicemente non è cultura.

    Per quanto riguarda quest’area, poi, sta di fatto che qui si sono scritti tra i libri più importanti degli ultimi anni e qui sono nati alcuni tra gli autori di questi ultimi anni. Bugaro, autore di quedsto post, è uno di questi. Visto che è nella cinquina del Campiello, poi, gli auguro vivamente di vincere. Perché lo merita.

    Per concludere, ancopra alla domanda di Edtv: esiste sempre e necessariamente un legamen tra un autore e un territorio (quindi la sisposta ad “a” è affarmativa). Ma non è certo con una ricerca di mercato o un’indagine sulle vite degli autori o sui “generi” che essi scrivono che si ottiene una risposta sul legame tra loro e il territorio di appartenenza.

  6. EdTv dicono:

    Bon, dai capiamoci.
    Non voglio mettermi a fare della filosofia dietro a un termine
    ma se parlo di “protezionismo culturale” riferendomi a Trieste
    mi pare ovvio che mi riferisco a una cultura che non ha mai ucciso i propri padri rimanendone soffocata. La cartina tornasole potrebbe essere qualsiasi guida turistica ai “luoghi della letteratura” di Trieste.

    Poi non capisco l’uscita sull’area nordest, su Bugaro e sugli altri scrittori. A me lo dici? Ti ho appena scritto che ne leggo valanghe di autori triveneti.

    Ricerca di mercato? Indagine? Oh, ma ti vuoi attenere a quello che scrivo o stai improvvisando? Ho parlato di studio. Analisi critica e ragionamento tra lo scrittore e il suo territorio. Una tesi di laurea? Un dottorato? Un seminario permanente? Insomma una qualsiasi forma che tracci una geografia e filologia degli ultimi vent’anni.

    In Friuli la tutela è imo maggiore. Forse sarà merito di Pordenone Legge.
    In Veneto è minore. Per quello mi chiedevo se avesse o meno senso,
    prima di lanciare un’iniziativa, occuparsi della genealogia
    delle scritture nordestine.

  7. Vladi dicono:

    Post interessantissimo, Romolo. Faccio giusto un’osservazione. Prima di parlare di premi, riviste letterarie (cose giuste), perche’ non cominciamo a usare la rete per fare la mappatura delle lettere della nostra regione e per valorizzare i libri importanti, quelli che meritano di essere letti? Dacci qualche link a recensioni del libro di Garlini, chiedi a Garlini (e ad altri) di commentare o scrivere qui su FD, facci sapere se Garlini ha un blog o un sito web. Insieme a Mozzi aveva un blog sul sito di Pordenonelegge, ma non è piu’ attivo.
    Credo che gli autori e gli editori (anche indie, come fa Mozzi con Vibrisselibri) possano trovare in rete delle occasioni importanti e degli strumenti utili per promuovere il loro lavoro, per mettersi in gioco, per costruire delle conversazioni con i propri lettori. Vuoi vedere che, pur non essendo una panacea, la rete potrebbe in qualche modo dare delle soluzioni ai problemi di cui parli nel post?
    Facciamo cosi’: MarcoF e Romolo, le vostre liste dei libri saranno accolte con interesse e gratitudine, che’ qua siamo lettori avidi. In piu’, se vi va, ci aiutate a scovare gli scrittori del nordest che stanno in rete? EdTv: fai come se fossi a casa tua e aiutaci nell’operazione.
    Comincio io con un giovane bravo davvero: Marco Mancassola.

  8. Romolo dicono:

    Vladi sono d’accordo. Citavo premi e/o riviste soprattutto a titolo d’esempio. Il punto è vero è la mappatura e la mappatura può arrivare anche attraverso un sito come questo. In sostanza occorre un’iniziativa “forte” per trovare/restituire fisionomia all’indifferenziato. Occorre, soprattutto, consapevolezza dello scenario nel quale ci muoviamo, cioé, rispetto al tema della scrittura, sviamento pressoché sistematico. Concludo dicendo che Mancassola è bravo davvero e va letto assolutamente. Aggiungo il nome di Gianmario Villalta, che ha appena pubblicato un libro di poesie davvero splendido.

  9. MarcoF dicono:

    Colgo al volo e con piacere le precisazioni di Edtv e lo stimolo di Stefano e Vladi.
    Cominciamo da qui.
    A presto, quindi,

    Marco

  10. vladi dicono:

    Biondillo parla di “Tutto il mondo ha voglia di Ballare” su Nazione Indiana

  11. EdTv dicono:

    Io ci metto Simone Battig
    mi ex compagno di scuola.

    scoperto da Mozzi se non vado errato
    e ha pubblicato per una collana di Theoria
    “fuck vitalogy today”

    ultimamente è uscito il suo ultimo libro
    me lo devo procurare in qualche modo

  12. sr dicono:

    romolo: premesso che non intendo assolutamente essere polemica, cosa significa, esattamente, essere uno scrittore del nord est? viverci? esserci nato? esserci nato E viverci? viverci E scrivere sul nord est?
    come si valuta la «nordestitudine» di uno scrittore?

    ad esempio: pietro spirito è nato a caserta e vive a trieste. covacich vive a roma, ma è di trieste. garlini, di parma, vive a pordenone. lello voce, di napoli, vive a treviso. cristina ali farah, italo somala, vive a roma, ma è di verona. cinzia zungolo scrive (anche) sul nord est, è di potenza, vive a verona. carola susani è nata a vicenza, vive a roma. mancassola, di vicenza, è nomade… chi di questi è da considerarsi uno scrittore del nordest e chi no? in base a quali criteri?
    pasolini è sepolto a casarsa (PN), e nel nord est ci è vissuto per qualche anno. è uno scrittore del nord est?

    @ EdTv: ti segnalo il blog – splendido – di una triestina che racconta (anche) la sua città: http://soloinlinea.splinder.com

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