Quando Arte e Scienza si incontrano

Bernd Wiemann, capo della ricerca e sviluppo di Vodafone Germania, ha presentato a Venezia il suo punto di vista sul tema dell’innovazione: una riflessione a tutto campo su arte, tecnologia e economia per ripensare il rapporto fra imprese e mercati nei dieci anni a venire.
Bernd Wiemann è a distanze siderali dallo stereotipo dell’ingegnere tedesco tutto rigore marziale e disciplina teutonica. Il suo ragionamento evita ogni riproposizione dei soliti concetti sul rapporto lineare fra scienza, produzione e mercato. La proposta di Wiemann si incardina sul concetto di interdisciplinarietà: per innovare è necessario costruire ponti fra saperi e competenze diverse (design, arte, economia e etica) e, soprattutto, consolidare un dialogo stabile fra artisti e ricercatori scientifici.
Fra i tanti spunti di Wiemann, colpisce il ruolo assegnato all’artista come antenna dal futuro remoto. Per immaginare il mondo fra cinque-dieci anni, Vodafone chiede a artisti con sensibilità e linguaggi diversi di immaginare uno spazio (fisico, sociale, simbolico) in cui prende forma la comunicazione mobile. In un orizzonte temporale così lontano dal presente, il valore predittivo di una ricerca sociologica di tipo tradizionale è poca cosa. Con i questionari telefonici non si va molto lontano. All’artista tocca allora il compito di amplificare i segni incerti del presente, di cogliere le contraddizioni della nostra società e di anticipare le tensioni di un’etica in divenire. I risultati di questa produzione artistica (fra cui le “voci” dei ghiacciai che stanno scomparendo registrate da Kalle Laar per il progetto Mobile Journey che sarà presentato presso Venice International University) diventano il materiale di base su cui sono chiamati a riflettere i tecnici e gli ingegneri di Vodafone. Le loro soluzioni tecnologiche devono rappresentare altrettante risposte ai temi sollevati dagli artisti. La valutazione economica sulla fattibilità di questi progetti sarà solo successiva e rappresenterà l’ultimo passo del percorso di innovazione. Insomma, proviamo a risolvere i problemi che ci pone la società del futuro e poi proviamo a capire se tutto questo sta in piedi dal punto di vista economico (Vodafone è pur sempre una società con un bilancio da onorare).
Se ci pensiamo un attimo, il percorso è più o meno l’opposto di quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Non si parte dai risultati di laboratori scientifici auto-referenziali che imprenditori più o meno attenti ai problemi dell’etica e dell’ambiente fanno propri per offrire al mercato nuovi beni e servizi. Gli ingegneri di Monaco sono al servizio di “visioni” che meritano risposte praticabili, almeno dal punto di vista tecnologico.
Il tema del rapporto fra arte e impresa è un argomento dibattuto (anche su questo blog). Nella maggior parte dei casi, l’incontro fra i due mondi si limita a qualche sponsorizzazione, a qualche logo 3×3 appiccicato sul poster di una mostra. Nei casi più evoluti, il progetto artistico serve a “rivestire” prodotti e servizi attraverso un design più o meno sofisticato dal punto di vista estetico. In Vodafone registriamo un cambio di passo. Il contributo dell’artista anticipa il ricercatore e ne definisce l’agenda. Struttura un campo d’azione. Identifica delle priorità su cui avviare un percorso di esplorazione.
I lavori di Vodafone saranno presentati all’inaugurazione della Biennale. Mi piace pensare che Mobile Journey possa creare un rapporto diverso fra cultura umanistica e cultura scientifica. Esiste una funzione critica che la letteratura e l’arte contemporanea sono chiamate a svolgere a tutela della nostra libertà di pensiero, al riparo dai vincoli imposti dal calcolo economico. Questa alterità ha le sue ragioni. Mi pare però che la testimonianza di Wiemann suggerisca la possibilità di qualche terreno di convergenza fra i due mondi che merita di essere esplorato.

Stefano

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