Cronache dal mio primo barcamp

Non sapete che cos’è un BarCamp? Nessun problema, neanch’io fino alle 14.30 di ieri, ora di inizio del primo BarCamp veneto organizzato da Gigi in occasione del convegno “Condividere la conoscenza” al Vega. Il BarCamp è tecnicamente una “non-conferenza” in cui, a partire da un tema, chi ha qualcosa da dire prende il microfono e presenta idee, riflessioni, esperienze. Gli altri, a turno, ascoltano, chiedono, presentano. Ieri blogger veneti e non, docenti, consulenti, studenti, si sono confrontati sul tema del web 2.0 come strumento di creazione e diffusione della conoscenza.
Il BarCamp veneto è stato un successo per diversi aspetti. Ci siamo conosciuti, ho visto facce e ascoltato idee di persone che da diversi punti di vista e a partire da diversi background stanno lavorando con il web 2.0 e stanno cercando di capirlo. Senza pretendere di essere esaustivo, vi lascio qualche flash.

1. ho conosciuto Enrico il mio blogger di riferimento per quanto riguarda le cronache del Nord Est. Enrico ha dato alcune anticipazioni sulla sua ricerca sui blogger italiani. Pare che il digital divide sia una cosa seria al Sud, che i blogger siano per lo più giovani maschi padani urbani e che le donne abbiano un atteggiamento intimista e riflessivo nell’uso del blog. Emerge anche che i blogger autorevoli oggi sono una fonte di informazioni, consigli e dritte insostituibili per le decisioni d’acquisto e che fungano da mediatori dei messaggi pubblicitari. Complimenti ad Enrico per lo sforzo e per aver portato, finalmente, dei numeri.

2. i nostri studenti di Unieconomia hanno saputo catturare l’interesse dei camper con le loro mirabolanti statistiche di utilizzo e la sventagliata di servizi offerti. Per inciso, gli economisti non si smentiscono mai: nella prima slide campeggiava un formidabile “asimmetrie informative” e a conclusione del tutto i nostri hanno sviluppato una serie di considerazioni sul business model attuale e futuro e sulla sostenibilità economica della comunità.

3. mi pare che il web 2.0 stia ridando slancio all’ambiente dell’elearning ed in generale alla riflessione sul ruolo delle tecnologie nell’apprendimento. Ricca di spunti “di vita vissuta” è stata la presentazione di Gianni sull’uso dei blog e del social software in aula. Ho trovato molto stimolante la riflessione di Corrado sull’integrazione tra sistemi tradizionali di E learning e social software. Bando all’entusiasmo troppo facile sul web 2.0 come strumento didattico, bisogna riflettere sulla sua adeguatezza in relazione a diversi pubblici e diversi tipi di apprendimento. Per un utente tecnologicamente poco maturo e che muove i primi passi all’interno di una disciplina o di un dominio di conoscenza, il social software potrebbe essere dispersivo. Per chi invece si destreggia bene tra tecnologie e contenuti, il social software rappresenta il complemento ideale dei sistemi di elearning tradizionali e permette di creare uno spazio di apprendimento autonomo molto efficace e gratificante.

4 in ordine sparso: i wikipediani hanno tenuto alta la bandiera dell’enciclopedia collaborativa, ho imparato che Second Life è luogo in cui si creano opere d’arte che poi si vendono nel mondo 1.0 e altro ancora (in attesa delle presentazioni, l’elenco degli interventi è sul sito del Barcamp).

Complimenti a Gigi. Non solo per l’abilità da Arturo Brachetti con cui ha cambiato giacca e cravatta della mattinata istituzionale presentandosi con una polo più consona al clima festoso nel pomeriggio, ma soprattutto per lo sforzo di far avvicinare e chiacchierare due mondi tra loro diversi: il mondo delle istituzioni e quello dei blogger. Non sento di poter dire che dal BarCamp di ieri siamo usciti con delle certezze sul web 2.0, ma d’altronde ve l’avevo detto: e’ una non-conferenza.

Vladi Finotto

[tags]Barcamp, Veneto, Economia delle reti, Unieconomia, Edtv[/tags]

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10 Responses to Cronache dal mio primo barcamp

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