Rete o non Rete?

La Rete è principalmente uno spazio di relazione tra persone. E’ il mondo dei blog, dei network sociali, dei videogiochi online, di google, di secondlife nei quali le persone condividono idee e passioni, si confrontano e discutono, giocano e si divertono. Uno spazio quindi di libertà e di sperimentazione, dove mettere in gioco la propria creatività. Un’informatica personale. Questo nuovo approccio si scontra oggi con l’informatica aziendale, quella dei sistemi informativi e dei processi aziendali, orientata principalmente all’efficienza. Un mondo chiuso e vincolato, pieno di regole e di divieti, dove la stabilità e la sicurezza sono i parametri fondamentali. La novità è che oggi gli utenti, prima timidi e impacciati, hanno acquisito sempre più confidenza con le ICT ed iniziano a reclamare all’interno degli ambienti di lavoro soluzioni tecnologiche paragonabili a quelle che utilizzano nelle proprie case. In sostanza si richiede anche all’impresa di incorporare una quota crescente di informatica personale.
Su questo nuovo ruolo giocato dagli utenti abbiamo condotto una ricerca che è stata presentata e discussa all’interno di una tavola rotonda con i responsabili dei sistemi informativi del club-bit.
Lele Dainesi, moderatore della tavola rotonda, lancia il tema: le nostre piccole e medie imprese stanno (o meno) abbracciando le nuove possibilità offerte dalle tecnologie Web 2.0 (blog, youtube, secondlife, skype, ecc.)? Rete o non Rete? Le risposte emerse durante la discussione restituiscono un quadro articolato. Ilario Lavina di Battistella (gruppo che produce mobili) guarda alla rete come ad un grande spazio

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di sperimentazione dal quale scegliere le soluzioni più efficaci per sostenere il business aziendale. In Battistella, sotto lo stimolo degli utenti interni e dei clienti, hanno integrato la versione business di skype nelle directory aziendale: ogni utente può chiamare clienti e fornitori con click. Claudio Umana di Fracarro (sistemi per la gestione di segnali audio/video/dati) sposa un approccio umanistico e guarda alla rete soprattutto dal punto di vista relazionale. Rete sì ma di persone. In Fracarro hanno investito in un sistema di knowledge management basato non tanto sulla gestione di documenti aziendali quanto sulla passibilità di condividere la conoscenza tra persone attraverso processi di socializzazione di tipo informale. Alfredo Premi di Cadoro (catena di supermercati) sostiene che il ricorso a soluzioni in rete rappresenta un’opportunità soprattutto per funzionali aziendali standardizzate (contabilità ad esempio) mentre richiama l’importanza di investimenti specifici per aree nelle quali l’impresa costruisce il proprio vantaggio competitivo.
I diversi punti di vista condividono un’impostazione di fondo. Il rapporto tra piccole e medie imprese e nuove tecnologie di rete è basato su un approccio pragmatico capace di bilanciare spinte contrapposte: efficienza dei processi aziendali e creatività delle persone. Il ruolo del responsabile dei sistemi informativi è quello dell’equilibrista che cerca di ricomporre questa contrapposizione tra efficienza e creatività valutando di volta in volta le soluzioni più adatte a persone ed azienda. Una figura professionale che interpreta più ruoli: un po’ arbitro quando serve ordine, un po’ guerrigliero quando c’è da sporcarsi le mani con la trincea di internet.

Marco

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5 Responses to Rete o non Rete?

  1. Stefano dicono:

    Sullo stesso tema del workshop di cui ci parla Marco, segnalo un pezzo interessante sulle posizioni di McKinsey: http://www.experientia.com/blog/embracing-web-20/.
    Stessi temi (imprese e Web 2.0), stessi dubbi (che devono fare i CIO?). Mi pare che Club Bit abbia qualche risposta in più ; )
    s.

  2. Pietro R. dicono:

    Voglio segnalare questo articolo apparso su BusinessOnline.it, tratto da Apogeonline.it
    (anche se immagino che l’abbiate già letto):

    http://www.businessonline.it/4/E-business/1658/social-networking-web-2-0-aziende-blog.html

    E’ molto interessante notare come si stiano espandendo a macchia d’olio nuove realtà e tecnologie approntate per dare sbocco anche alle PMI, mediante vantaggi e facilità di utilizzo, sfruttando magari le “ceneri” di sistemi superati od ormai obsoleti.

    Sfogliando molti blog, è facile notare molti riferimenti alle PMI statunitensi: sul web esistono oltre 2.8 milioni di imprese americane che usufruiscono di molti strumenti 2.0, a tal punto che la competitività on-line sta sempre più aumentando.

    In Italia le controversie interne ad ogni azienda, soffocano l’onda che il 2.0 ha causato, e la reticenza è ancora molto presente.
    Nonostante ciò possiamo notare una tendenza nel web del Belpaese: se aziende di dimensione non indifferente, curano molto il sito ma tenendolo come vetrina “fashion”, le realtà che possono vantare di aver avuto l’impeto di cavalcare quest’onda, sono in particolar modo le piccole srl e sas a carattere artigianale; facendo qualche ricerca/intervista mi è stato possibile constatare che numerose volte la spinta primaria è stata la necessità di spostare il proprio mercato, perchè ormai saturo o troppo chiuso.

    E’ lodevole questa intraprendenza, specie se guardiamo quanti strumenti queste piccole realtà sono capaci di mettere in gioco. La cosa interessante è che da questo punto di vista, almeno per una volta, sono le piccole realtà che hanno da insegnare a quelle più grosse!

    Pietro

  3. Marco DA dicono:

    Si potrebbe sintetizzare forse dicendo che dove corre con la strategia, l’IT rimane una funzione “core” interna all’azienda. Dove invece i servizi IT sono una pura commodity allora “si può attaccare la spina dove si vuole” per usare una metafora cara a Marco.
    Ma mi pongo e vi pongo qualche interrogativo: chi decide cosa è stategico e cosa non lo è per il business ? l’imprenditore/direttore generale da solo ? lui con l’IT manager ? tutto il managemente ? bisogna forse tener conto del punto di vista dei nostri clienti/partner ?
    Vi sono, ad esmepio, delle applicazioni/funzioni che all’interno si vivono spesso come “semplici” a poco strategiche e che invece se adeguatamente implementate, potrebbero dare un grande valore aggiunto per il cliente e quindi un vantaggio competitivo per l’azienda. Sto pensando ad esempio al CRM e ancor di più alla sua integrazione con i servizi di call center, i web services, ecc
    Che ne pensate ?
    Marco De Alberti

  4. Lele Dainesi dicono:

    Anche io ho scritto qualche cosa sulla giornata di ieri qui http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/05/i-cio-larbitraggio-e-il-personal-computing/

    Interessanti i commenti e gli articoli che avete segnalato

  5. Nicolò dicono:

    Io. Da bravo aspirante “copywriter” vedo il mondo del web 2.0 come possibilità di promozione per le PMI del Made in Italy. Una possibilità per espandere il mercato e affrontare la globalizzazione in maniera competitiva. Tutto ciò non realizzando dei semplici “siti vetrina” statici ma utilizzando le applicazioni e le tecnologie del web 2.0 sia per farsi conoscere nel mercato globale che per intrattenere una relazione maggiore con il cliente, anche estero, puntando alla fidelizzazione ed all’identificazione dello stesso con il marchio o, in questo caso, la PMI.

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