Intrappolati nella rete

Due battute sui risultati delle esercitazioni del mio corso di Internet Marketing sul commercio elettronico nel made in Italy. Molto bene nel commercio elettronico di nicchia, decisamente meno bene nella gestione di portali di maggiore ampiezza.
Il commercio elettronico all’italiana enfatizza le tradizionali caratteristiche del nostro sistema industriale: specializzazione nella nicchia ed una forte enfasi sull’interazione. Le imprese che fanno commercio elettronico non vendono semplicemente online ma tendono a costruire relazioni più complesse con i propri consumatori, organizzando vere e proprie community. La ragione è semplice: i prodotti che vengono commercializzati sono altamente specializzati (si rivolgono a nicchie ristrette) e spesso richiedono una personalizzazione. L’interazione è sostanzialmente parte integrante del valore aggiunto del prodotto. Giusto per dare un esempio di questa predilezione italiana per il commercio elettronico collaborativo potete fare riferimento a Urbani Tartufi, yashoes, modellismo lucchini, bautique, goloso intollerante.
L’aspetto critico di quest’approccio è che spesso lascia l’impresa intrappolata nella propria nicchia, con scarsa capacità di ampliare il bacino dei potenziali consumatori. I risultati economici di queste operazioni risultano spesso contenuti (fatturati sotto il milione di euro). Come arginare questo problema?
Sulla rete oggi si stanno consolidando nuovi operatori di commercio elettronico che tendono a specializzarsi all’interno di singoli settori industriali e ad avere un’offerta molto ampia in grado di coniugare i bestseller con prodotti di nicchia fortemente specializzati. Ebags è oggi il portale di commercio elettronico leader nella commercializzazione di borse e Etsy.com è il sito di riferimento per gli acquisti di prodotti di artigianato. Si tratta di aggregatori intelligenti che hanno saputo fare propria la lezione della longtail replicando il modello di successo che ha fatto fortuna nel mondo dei libri (Amazon) e della musica (itunes). Sono spazi online nei quali i consumatori hanno la possibilità di “fare esperienza” del prodotto partendo da quelli di maggiore diffusione per raffinare nel tempo i propri gusti e preferenze. Il vantaggio per le nostre imprese è quello di poter agganciare una domanda potenziale oggi distante dal prodotto di nicchia.
Su questo fronte l’industria italiana è in ritardo. E quando ci proviamo i risultati non sono proprio brillanti. La rete continua a costituire un’ottima opportunità per le nostre piccole imprese. Il problema oggi però si sposta sulla capacità di riorganizzazione della nostra varietà e ricchezza industriale all’interno di spazi online più coerenti. Il rischio è che altri operatori a livello internazionale riescano ad arrivare prima di noi e a dettare, di conseguenza, le regole del gioco.

Marco

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3 Responses to Intrappolati nella rete

  1. Pingback: Seconda esercitazione su firstdraft! « iMarketing

  2. Stefano dicono:

    http://www.etsy.com è geniale. consiglio la navigazione per aree geografiche e per colori. davvero un’esperienza.

    s.

  3. Nicolò dicono:

    Professore sono un suo studente del Corso di Internet Marketing e vorrei esprimere il mio pensiero in merito al suo articolo.

    Inizio col dire che effettivamente il made in Italy, come dimostrato anche a lezione, in alcuni, molti, casi punta su prodotti artigianali con un costo elevato ma una qualità superiore rispetto all mass product.
    Qui, a parer mio, risiede la forza e la competitività del Sistema Italia; e internet può essere una grossa opportunità per fronteggiare il mercato globale. Sapendolo però affrontare con “immediatezza” e facendo “sistema” agendo aggregando le individualità imprenditoriali di un settore a livello locale, fulcro del modello NordEst, e quindi, come nel caso di yashoes, promuovere e sostenere la PMI italiana riunita in distretti produttivi.

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