Distretti digitali – 2

Come ogni anno l’osservatorio TeDIS ha prodotto qualche numero interessante sulle strategie delle piccole e medie imprese dei distretti italiani e sulla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I dati di quest’anno (presto disponibili) confermano il salto di qualità compiuto dalle medie imprese. Queste imprese leader a livello territoriale hanno saputo internazionalizzarsi sia dal lato della produzione (delocalizzazione) che dal lato della distribuzione; soprattutto, hanno saputo ripensare il proprio vantaggio competitivo. In queste imprese c’è meno manifattura rispetto al passato e più terziario; c’è più ricerca e sviluppo, un po’ meno saper fare artigianale.
Il dato sull’ICT conferma questa tendenza a un rilancio complessivo della competitività. In pochi anni la media impresa ha saputo fare proprio un patrimonio di tecnologie storicamente appannaggio esclusivo delle grandi corporation. Se si considerano le imprese comprese nella classe di fatturato fra i 10 e i 50 milioni di euro, la percentuale di diffusione di soluzioni per la gestione integrata di impresa (ERP) si attesta su valori superiori al 50%; venti punti percentuali in più rispetto a tre anni fa. Se si considera la diffusione di soluzioni groupware, la percentuale raggiunge il 40%; anche in questo caso un salto di qualità rispetto al passato. Non è finita: dopo anni di incertezza, i dati confermano una netta correlazione positiva fra performance e utilizzo di queste tecnologie. Le imprese che investono in tecnologie, hanno il loro ritorno.
Un dato sorprendente emerge dai focus group promossi sulla stessa tipologia di imprese. Per diversi anni sono stati i responsabili dei sistemi informativi a promuovere l’innovazione all’interno delle imprese; oggi il loro ruolo è percepito come più conservatore. La necessità di garantire stabilità ai sistemi li rende refrattari alle richieste, sempre più insistenti, di una nuova generazione di utenti sempre più autonomi e intraprendenti. L’informatica “consumer” ha conosciuto in questi anni una accelerazione rapidissima; chi va al lavoro pretende di trovare i propri colleghi su skype, reclama reti wireless e palmari integrati al pc, vuole multimedialità e soluzioni on line accessibili ovunque. Tutte cose non sempre facili da garantire se si deve fare i conti con un sistema gestionale complesso, magari non ancora perfettamente a punto. Dopo anni di retorica sulla “resistenza al cambiamento”, gli utilizzatori dell’informatica corporate rivendicano più spazio di sperimentazione e più autonomia. Chiedono che l’imprenditorialità di cui sono portatori trovi spazio e legittimità nell’informatica delle procedure aziendali, dei report e delle chiusure di bilancio. E’ un segno di vitalità da non sottovalutare, ma è anche un problema per chi è chiamato a gestire quotidianamente tecnologie da cui ormai dipende il funzionamento delle imprese.

Stefano

Questa voce è stata pubblicata in Innovazione. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

13 Responses to Distretti digitali – 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *