15 megabyte di notorietà

Per una settimana la home page del sito Diesel è stata requisita da due bellocce di nome Heidi che, dopo aver rapito tale Juan venditore di intimo (ovviamente Diesel), hanno dettato le loro condizioni di fronte a cinque web cam piazzate nella camera di un anonimo alberghetto. Heidi 1 e Heidi 2 avevano le idee chiare: volevano diventare modelle di Renzo Rosso e conquistare la loro fetta di notorietà. Non il quarto d’ora di cui parlava Andy Wharol; macché. Volevano i 15 megabyte di video che ormai non si negano a nessuno. E ce l’hanno fatta.
Per una settimana chi è cascato sulla home page di Diesel ha potuto guardare in diretta le efferatezze perpetrate delle due Heidi sul malcapitato: prima ammanettato al letto, poi depilato senza pietà, poi coinvolto in battaglie di cuscini, infine protagonista di una terrificante mascherata in cui le due, vestite da panda, se la prendono contro di lui in versione dinosauro rosa. Per chi non fosse riuscito a sintonizzarsi live, tutto questo straordinario materiale documentale è stato archiviato nei soliti youtube.com (per i video) e flikr.com (per le foto).
Non so se l’operazione possa essere chiamata un successone. I download dei video sono stati tanti, è vero. Ma se cercate “heidies” e “diesel” su technorati.com (il motore di ricerca dei blog per eccellenza) troverete una settantina di post che hanno rilanciato la notizia. Un po’ pochini per tanta sortita mediatica. Nemmeno i siti che riprendono al volo questo tipo di incursioni nel guerilla marketing (cito fra tutti disruption) si sono scaldati per l’esperimento di Diesel. Eppure si tratta di un tentativo interessante: mescolare il genere più in voga della tv (il reality show) con i nuovi media fai-da-te (dai blog a youtube), per affidare al popolo della rete il lancio di una nuova linea di prodotti.
Forse i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative (nello specifico, credo che gli utenti internet siano meno voyeur degli spettatori televisivi, anche perché possono contare su materiale in abbondanza). Va dato atto a Diesel di aver provato a innovare su un terreno – la “cross-medialità” – che le nostre testate televisive e giornalistiche considerano, nella maggior parte dei casi, un tabù. La materia è complicata, ma vale la pena provarci. Riuscire a trovare soluzioni innovative su questo terreno rischia di annullare, almeno in parte, lo svantaggio con cui molte piccole e medie imprese italiane si affacciano sulla scena dell’affollatissimo mercato globale.
Non siamo stati campioni dell’e-commerce; forse è questo lo spazio per la nostra rivincita in rete.

Stefano

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