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	<title>Comments on: Piccoli venture capitalist crescono</title>
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	<description>Creatività ed Innovazione</description>
	<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 18:30:32 +0000</pubDate>
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		<title>By: marco</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-2195</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 01:36:01 +0000</pubDate>
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		<description>Su repubblica online hanno parlato di the role player (http://www.theroleplayer.it): un tentativo tutto italiano di appliccare il modello sellaband al cinema. Due attori hanno deciso di prodursi il loro film e hanno aperto una campagna di sottoscrizioni a prezzi di saldo: 8 euro l'una. C'è ne vogliono 40.000 per completare il budget necessario al film. Utopistico? Forse. Il progetto si può seguire passo passo sul sito ed i sottoscrittori possono proporre suggerimenti ed idee agli sceneggiatori/attori. L'idea sembra essere buona: non solo finaziamenti ma anche interazione con i creativi che operano sul campo. Non so come andrà a finire ma l'iniziativa merita di essere seguita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su repubblica online hanno parlato di the role player (http://www.theroleplayer.it): un tentativo tutto italiano di appliccare il modello sellaband al cinema. Due attori hanno deciso di prodursi il loro film e hanno aperto una campagna di sottoscrizioni a prezzi di saldo: 8 euro l&#8217;una. C&#8217;è ne vogliono 40.000 per completare il budget necessario al film. Utopistico? Forse. Il progetto si può seguire passo passo sul sito ed i sottoscrittori possono proporre suggerimenti ed idee agli sceneggiatori/attori. L&#8217;idea sembra essere buona: non solo finaziamenti ma anche interazione con i creativi che operano sul campo. Non so come andrà a finire ma l&#8217;iniziativa merita di essere seguita.</p>
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		<title>By: vladi</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-2015</link>
		<dc:creator>vladi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 09:47:34 +0000</pubDate>
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		<description>Vi segnalo che &lt;a href='http://blog.debiase.com/2007/01/28.html#a1172' rel="nofollow"&gt;Luca De Biase&lt;/a&gt; commenta "Long Tail" di Chris Anderson e risponde ad alcune delle domande emerse in questa discussione sul rischio di appiattimento e sul ruolo degli editori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo che <a href='http://blog.debiase.com/2007/01/28.html#a1172' rel="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.debiase.com/2007/01/28.html_a1172?referer=');">Luca De Biase</a> commenta &#8220;Long Tail&#8221; di Chris Anderson e risponde ad alcune delle domande emerse in questa discussione sul rischio di appiattimento e sul ruolo degli editori.</p>
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	<item>
		<title>By: cesare</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1823</link>
		<dc:creator>cesare</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 13:25:14 +0000</pubDate>
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		<description>idea brilllante e passibnile di molti svuluppi in altri campi: in fondo si tratta di raccogliere allo stesso tempo consenso e denaro,esattamente come quando si chiede di abbonarsi a un periodico o come quando già nel settecento si raccoglievano associati prima di stampare opere impegnative o rischiose. prima i soldi e poi il servizio,nell'editoria libraria si usa dsa sempre,ma a finire a schifio quando a tirar fuori i soldi è solo l'autore perchési incappa in un caso perverso ed esemplare di autoreferenzialità o, se si preferisce, di onanismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>idea brilllante e passibnile di molti svuluppi in altri campi: in fondo si tratta di raccogliere allo stesso tempo consenso e denaro,esattamente come quando si chiede di abbonarsi a un periodico o come quando già nel settecento si raccoglievano associati prima di stampare opere impegnative o rischiose. prima i soldi e poi il servizio,nell&#8217;editoria libraria si usa dsa sempre,ma a finire a schifio quando a tirar fuori i soldi è solo l&#8217;autore perchési incappa in un caso perverso ed esemplare di autoreferenzialità o, se si preferisce, di onanismo.</p>
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	<item>
		<title>By: vladi</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1798</link>
		<dc:creator>vladi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 14:36:44 +0000</pubDate>
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		<description>Intervengo in ritardo causa distanza da connessioni alla rete. Non è detto che sistemi come questo siano il modo più efficace per stabilire un criterio meritocratico, e qui son d'accordo con Paolo. Il problema del dilettantismo come cifra del web 2.0 ed il rischio di annegamento in un mare di mediocrità senza più standard con i quali fare i conti sono reali ed innegabili. 
Tuttavia, e vengo alla seconda parte del ragionamento di Paolo, le barriere all'entrata (le commissioni di esperti :D) in molti campi della nostra vita oggi non discriminano sul merito, ma sull'appartenenza (a gruppi, a generazioni) e mi paiono altrettanto in grado di avviare una selezione avversa. 
A me questo pare un buon motivo per sperimentare nuovi modi di selezionare.
Marco e Stefano propongono una via di mezzo interessante: un mondo in cui gli editori (di quelli parliamo) saranno comunque importanti in quanto meglio di altri sanno riconoscere e selezionare i talenti. Il problema è che oggi non lo stanno facendo abbastanza, ma cambieranno, spero per loro. 
Qualcosa si muove ed in Italia facciamo cose interessanti. Mi riferisco al caso de &lt;a href='http://www.iquindici.org' rel="nofollow"&gt; i Quindici &lt;/a&gt;  un laboratorio di lettura e scrittura che ha saputo fare da sponda al mondo dell'editoria (in particolare ad Einaudi che pare essere particolarmente attenta al cambiamento) nello scoprire, recensire, e segnalare alcuni autori nuovi e giovani che si son fatti apprezzare, come Girolamo De Michele e Guglielmo Pispisa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo in ritardo causa distanza da connessioni alla rete. Non è detto che sistemi come questo siano il modo più efficace per stabilire un criterio meritocratico, e qui son d&#8217;accordo con Paolo. Il problema del dilettantismo come cifra del web 2.0 ed il rischio di annegamento in un mare di mediocrità senza più standard con i quali fare i conti sono reali ed innegabili.<br />
Tuttavia, e vengo alla seconda parte del ragionamento di Paolo, le barriere all&#8217;entrata (le commissioni di esperti :D) in molti campi della nostra vita oggi non discriminano sul merito, ma sull&#8217;appartenenza (a gruppi, a generazioni) e mi paiono altrettanto in grado di avviare una selezione avversa.<br />
A me questo pare un buon motivo per sperimentare nuovi modi di selezionare.<br />
Marco e Stefano propongono una via di mezzo interessante: un mondo in cui gli editori (di quelli parliamo) saranno comunque importanti in quanto meglio di altri sanno riconoscere e selezionare i talenti. Il problema è che oggi non lo stanno facendo abbastanza, ma cambieranno, spero per loro.<br />
Qualcosa si muove ed in Italia facciamo cose interessanti. Mi riferisco al caso de <a href='http://www.iquindici.org' rel="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.iquindici.org?referer=');"> i Quindici </a>  un laboratorio di lettura e scrittura che ha saputo fare da sponda al mondo dell&#8217;editoria (in particolare ad Einaudi che pare essere particolarmente attenta al cambiamento) nello scoprire, recensire, e segnalare alcuni autori nuovi e giovani che si son fatti apprezzare, come Girolamo De Michele e Guglielmo Pispisa.</p>
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	<item>
		<title>By: Lorenzo</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1764</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2007 01:37:02 +0000</pubDate>
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		<description>Lo spunto di Sellaband è senz'altro interessante, anche se poi questi signori ci marciano, perché 5000 copie di un cd, costano al massimo 10.000 euro, 15.000 con cdcase in cartoncino super custom e stampa metallizzata o traslucida.

Come ben nota Marco, anche Sellaband è una via di mezzo fra la professionalità (alcune band serie come Second Person) e i dilettanti allo sbaraglio più totale.

Credo però che la buona idea di base (evidenziata da Vladi) in Sellaband ci sia, e che muterà in qualcosa di più sofisticato, fondendosi con la tradizionale dura selezione del mercato discografico 1.0 di cui parla Stefano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spunto di Sellaband è senz&#8217;altro interessante, anche se poi questi signori ci marciano, perché 5000 copie di un cd, costano al massimo 10.000 euro, 15.000 con cdcase in cartoncino super custom e stampa metallizzata o traslucida.</p>
<p>Come ben nota Marco, anche Sellaband è una via di mezzo fra la professionalità (alcune band serie come Second Person) e i dilettanti allo sbaraglio più totale.</p>
<p>Credo però che la buona idea di base (evidenziata da Vladi) in Sellaband ci sia, e che muterà in qualcosa di più sofisticato, fondendosi con la tradizionale dura selezione del mercato discografico 1.0 di cui parla Stefano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Antonio Picerni</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1754</link>
		<dc:creator>Antonio Picerni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 19:36:16 +0000</pubDate>
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		<description>Anch'io come Marco trovo che l'idea sia molto interessante, anche se non condivido il paragone con il mondo delle scomesse.
In reltà l'elemento più rilevante dell'iniziativa e che le band vengano supportate sin dal principio da un piccolo di gruppo di fan/investitori che non solo ne apprezzano la musica, ma sono a tal punto conviti della validità del gruppo musicale da diventarne investitori in prima persona.
Paradossalmente, ancor prima di entrare nel mercato musicale, la band "vincitrice" ha un piccolo gruppo di fan (almeno 5000) pronto a supportarla e seguirla in concerti e tour.

L'idea di Vladi, di estendere il modello ad altri ambiti è pienamente condivisibile: declinato in modalità e budget diversi, ogni ambito creativo potrebbe avere un proprio sbocco...soprattutto nell'ambito della ricerca e delle giovani start-up. Perché no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io come Marco trovo che l&#8217;idea sia molto interessante, anche se non condivido il paragone con il mondo delle scomesse.<br />
In reltà l&#8217;elemento più rilevante dell&#8217;iniziativa e che le band vengano supportate sin dal principio da un piccolo di gruppo di fan/investitori che non solo ne apprezzano la musica, ma sono a tal punto conviti della validità del gruppo musicale da diventarne investitori in prima persona.<br />
Paradossalmente, ancor prima di entrare nel mercato musicale, la band &#8220;vincitrice&#8221; ha un piccolo gruppo di fan (almeno 5000) pronto a supportarla e seguirla in concerti e tour.</p>
<p>L&#8217;idea di Vladi, di estendere il modello ad altri ambiti è pienamente condivisibile: declinato in modalità e budget diversi, ogni ambito creativo potrebbe avere un proprio sbocco&#8230;soprattutto nell&#8217;ambito della ricerca e delle giovani start-up. Perché no?</p>
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	<item>
		<title>By: marco</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1745</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 10:33:05 +0000</pubDate>
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		<description>Vado un po’ controtendenza rispetto a quanto hanno scritto Stefano e Paolo. Io trovo che sellaband.com sia un primo tentativo di costruire dei link intelligenti tra due mondi finora separati: quello dei pro e degli amateur. Di solito al primo associamo la qualità al secondo al massimo la buona volontà. Esempio classico la TV dei professionisti vs la Corrida di Corrado (dilettanti allo sbaraglio). Internet più che abbattere le barriere tra questi due mondi ha notevolmente potenziato il modello Corrida ricorrendo al principio che a nessuno viene negata una possibilità: un sito internet, un blog, un wiki, un podcast, un video su youtube, ecc. Il risultato: una confusione pazzesca, qualità così così ma di sicuro una varietà enorme, quasi sconfinata. Tutto e il contrario di tutto: siamo nel postmoderno no? Ogni tanto qualche piccola chicca che salta fuori, raramente ma succede. Il punto è come far riconoscere e far crescere qualche novità interessante? Io non credo che i produttori/editori, nemmeno quelli di nuova generazione come suggerisce Stefano, siano da soli sufficienti, la quantità di cose da spulciare è troppo elevata. Abbiamo bisogno di nuovi meccanismi che si affianchino ai canali di selezione tradizionale e facilitino l’emersione di questi nuovi talenti. Sellaband è ovviamente uno. Dobbiamo crearne molti altri. Provo a dare il mio contributo: perché non applicare le regole del mondo delle scommesse? Al posto di puntare scioccamente sui cavalli potremmo puntare (il verbo è anche uguale, vorrà pur dir qualcosa) su qualche talento. 90 su 100 va male, però, come nel caso delle scommesse, il rischio rende comunque la scommessa interessante. Creativebet.com, perchè no?

Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vado un po’ controtendenza rispetto a quanto hanno scritto Stefano e Paolo. Io trovo che sellaband.com sia un primo tentativo di costruire dei link intelligenti tra due mondi finora separati: quello dei pro e degli amateur. Di solito al primo associamo la qualità al secondo al massimo la buona volontà. Esempio classico la TV dei professionisti vs la Corrida di Corrado (dilettanti allo sbaraglio). Internet più che abbattere le barriere tra questi due mondi ha notevolmente potenziato il modello Corrida ricorrendo al principio che a nessuno viene negata una possibilità: un sito internet, un blog, un wiki, un podcast, un video su youtube, ecc. Il risultato: una confusione pazzesca, qualità così così ma di sicuro una varietà enorme, quasi sconfinata. Tutto e il contrario di tutto: siamo nel postmoderno no? Ogni tanto qualche piccola chicca che salta fuori, raramente ma succede. Il punto è come far riconoscere e far crescere qualche novità interessante? Io non credo che i produttori/editori, nemmeno quelli di nuova generazione come suggerisce Stefano, siano da soli sufficienti, la quantità di cose da spulciare è troppo elevata. Abbiamo bisogno di nuovi meccanismi che si affianchino ai canali di selezione tradizionale e facilitino l’emersione di questi nuovi talenti. Sellaband è ovviamente uno. Dobbiamo crearne molti altri. Provo a dare il mio contributo: perché non applicare le regole del mondo delle scommesse? Al posto di puntare scioccamente sui cavalli potremmo puntare (il verbo è anche uguale, vorrà pur dir qualcosa) su qualche talento. 90 su 100 va male, però, come nel caso delle scommesse, il rischio rende comunque la scommessa interessante. Creativebet.com, perchè no?</p>
<p>Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Paolo</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1734</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 02:13:30 +0000</pubDate>
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		<description>Sul sistema &lt;a href="http://www.fabchannel.com/cubworld" rel="nofollow"&gt;sellaband.com&lt;/a&gt;
mi permetto solo di insinuare il dubbio che Cubeworld  possa aver aperto un mutuo in banca pur di provare a fare il grande salto. Sfruttare l’ansia di notorietà delle giovani band è un ottimo modo per fare soldi. Guardo con terrore al giorno in cui mio figlio mi chiederà i 10.000 euro che gli mancano per potere entrare nel mitico studio di registrazione. Se non glieli darò mi odierà per sempre. Insomma non è poi così scontato che il sistema “Sellaband”, applicato al mondo della musica, sia così meritocratico. Ammesso che la meritocrazia c’entri qualcosa con la musica.
Per quanto riguarda la ricerca scientifica vi suggerisco brevemente i progetti su cui investire tutti  i vostri soldi:
1) Un profumo che renda l’uomo irresistibile alle donne. 
2) Elisir di lunga vita 
3) Teletrasporto
Mi sembra inevitabile e di buon senso che a decidere su dove vada la ricerca scientifica siano o le solite commissioni di esperti o chi comunque è del mestiere. Anch’io ho sempre odiato quelle che si definiscono le “Barriere all’entrata” . Probabilmente lavoro nel mondo del web per questo. Ma poi con l’eta mi ha suggerito la seguente domanda: "ma senza barriere che  entrata è ?"
Per concludere mi scuso con &lt;a href="http://www.fabchannel.com/cubworld" rel="nofollow"&gt;Cubeworld&lt;/a&gt;  che ha una bella voce  e probabilmente non ha speso neppure un dollaro di tasca sua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sistema <a href="http://www.fabchannel.com/cubworld" rel="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fabchannel.com/cubworld?referer=');">sellaband.com</a><br />
mi permetto solo di insinuare il dubbio che Cubeworld  possa aver aperto un mutuo in banca pur di provare a fare il grande salto. Sfruttare l’ansia di notorietà delle giovani band è un ottimo modo per fare soldi. Guardo con terrore al giorno in cui mio figlio mi chiederà i 10.000 euro che gli mancano per potere entrare nel mitico studio di registrazione. Se non glieli darò mi odierà per sempre. Insomma non è poi così scontato che il sistema “Sellaband”, applicato al mondo della musica, sia così meritocratico. Ammesso che la meritocrazia c’entri qualcosa con la musica.<br />
Per quanto riguarda la ricerca scientifica vi suggerisco brevemente i progetti su cui investire tutti  i vostri soldi:<br />
1) Un profumo che renda l’uomo irresistibile alle donne.<br />
2) Elisir di lunga vita<br />
3) Teletrasporto<br />
Mi sembra inevitabile e di buon senso che a decidere su dove vada la ricerca scientifica siano o le solite commissioni di esperti o chi comunque è del mestiere. Anch’io ho sempre odiato quelle che si definiscono le “Barriere all’entrata” . Probabilmente lavoro nel mondo del web per questo. Ma poi con l’eta mi ha suggerito la seguente domanda: &#8220;ma senza barriere che  entrata è ?&#8221;<br />
Per concludere mi scuso con <a href="http://www.fabchannel.com/cubworld" rel="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fabchannel.com/cubworld?referer=');">Cubeworld</a>  che ha una bella voce  e probabilmente non ha speso neppure un dollaro di tasca sua.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: sm</title>
		<link>http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1729</link>
		<dc:creator>sm</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2007 20:42:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.firstdraft.it/2007/01/18/63/#comment-1729</guid>
		<description>Mi piace l'idea di trovare forme nuove di finanziare l'innovazione. Sono un po' più sospettoso di fronte all'idea di immaginare micro-venture capital che possono  sostituirsi al mestiere di editore/produttore. Scoprire talenti è un'attività a tempo pieno. Internet trasforma le regole del gioco (su questo concordo), ma piuttosto che immaginare nuovi finanziatori della creatività credo alla necessità che i vecchi si diano rapidamente da fare per aggiornare il proprio modo di funzionare.
Penso alle case editrici, il mondo che conosco meglio. Scoprire talenti è sempre stato complicato, ma la rete aiuta. I blog aiutano a costruire una relazione con un pubblico, la rete consente di distribuire storie brevi o stralci di un romanzo da completare. Tutte queste attività possono stare in un sito indipendente, ma possono essere tranquillamente gestite da un editore che capisce che il suo mestiere cambia. E anche piuttosto in fretta.

Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace l&#8217;idea di trovare forme nuove di finanziare l&#8217;innovazione. Sono un po&#8217; più sospettoso di fronte all&#8217;idea di immaginare micro-venture capital che possono  sostituirsi al mestiere di editore/produttore. Scoprire talenti è un&#8217;attività a tempo pieno. Internet trasforma le regole del gioco (su questo concordo), ma piuttosto che immaginare nuovi finanziatori della creatività credo alla necessità che i vecchi si diano rapidamente da fare per aggiornare il proprio modo di funzionare.<br />
Penso alle case editrici, il mondo che conosco meglio. Scoprire talenti è sempre stato complicato, ma la rete aiuta. I blog aiutano a costruire una relazione con un pubblico, la rete consente di distribuire storie brevi o stralci di un romanzo da completare. Tutte queste attività possono stare in un sito indipendente, ma possono essere tranquillamente gestite da un editore che capisce che il suo mestiere cambia. E anche piuttosto in fretta.</p>
<p>Stefano</p>
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