Enigma Telecom

Leggiamo sui giornali le notizie che riguardano Telecom e le sue sorprendenti scelte strategiche. Non si capisce granché di quello che hanno deciso in CdA. Ancora meno si capisce il silenzio dei nostri giornali nostrani (quelli stranieri osano decisamente di più). Per questo quando ho letto la lettera di Pompei a Repubblica mi sono rinfrancato. Qualcuno almeno prova a dire la sua sull’azienda che dovrebbe essere l’alfiere dell’innovazione nazionale.
Da leggere.

s.

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5 Responses to Enigma Telecom

  1. marco dicono:

    oltre che enigmatico mi sembra anche un po’ bizzarro. è vero che l’Italia non è mai stata un grande player nell’high tech, ma se c’era un’area dove ancora potevamo dire la nostra a livello internazionale era proprio sulla comunicazione mobile. in fin dei conti il vizio italico della chiacchiera aveva fatto del nostro paese, dopo giappone e cina, una dei mercati più innovativi e interessati.
    forse qualcuno lassù ha deciso che la chiacchiera non è più cool e ha pensato che il cinema è meglio. ok ragazzi, messaggio ricevuto: da domani buttiamo via il cellulare e ci blindiamo in casa a vedere film tutto il giorno. Mi raccomando però, durante il film silenzio …

    marco

  2. anto dicono:

    .Mau ci da una visione interna di come sono andate le cose
    http://xmau.com/notiziole/archives/002514.html

  3. sb dicono:

    risolvere l’enigma in oggetto con un assunzione di responsabilità da parte di un consigliere di Prodi, senza che questo ne sapesse nulla……., pare quantomeno grottesco. I risvolti di questa questione paiono sempre più indecifrabili, mentre emerge con sempre maggior chirezza lo spessore (o dovremmo dire l’inconsistenza) di una classe dirigente che riesce a nascondersi dietro frasi come “…il governo è all’oscuro di tutto, assolutamente estraneo…”.
    Il futuro riserverà qualcosa di migliore?

  4. LDP dicono:

    Mentre TI rinnega l’integrazione tra fisso e mobile per puntare sul settore dei media, VODAFONE e FASTWEB lanciano un’offerta integrata….
    un’altra bordata al cambio di rotta proposto da Telecom !!

    22, settembre, 2006.
    FASTWEB A braccetto con Vodafone, la Borsa festeggia
    Amici in casa. Fastweb e Vodafone annunciano il nuovo accordo commerciale per il lancio di Vodafone Casa-Fastweb, un servizio destinato a integrare telefonia fissa e mobile. Grazie alla nuova offerta, per il traffico voce da casa sarà possibile usare il telefonino Vodafone a tariffe convenienti come quelle di una chiamata dal fisso e, con un modem Adsl, si potrà avere libero accesso alla banda larga di Fastweb, a 20 megabit. A questo punto, addio canone Telecom. Per la voce ci pensa Vodafone, per Internet Fastweb.
    Ma non finisce qui. Le nuove offerte commerciali prevedono tariffe più basse anche nelle chiamate tra clienti Fastweb e Vodafone. Un altro sgambetto all’operatore dominante che non può ancora offrire tariffe integrate.

  5. Lorenzo Pezzato dicono:

    Quello che segue era un “pezzo” scritto qualche tempo fa, all’epoca in cui infuriava lo scandalo (oggi dimenticato).

    L’Angelo con l’aureola è apparso al Parlamento per riferire sul caso Teocom, ma la coda di paglia spuntava dalla tunica in candida seta bianca, tradendo l’artifizio. I colleghi dell’opposta fazione, assisi sugli scranni dei gironi, accortisi del fatto si sono lasciati andare a turpiloqui e maleducazioni dialettiche, tanto che l’Arcangelo Presidente ha dovuto sospendere la seduta e cacciare tutti dall’Eden per cinque minuti, onde ristabilire l’ordine.
    Il Putto Rovati veniva alla ripresa esposto al pubblico ludibrio quale servitore del maligno Istituto Finanziario cui aveva affidato la stesura di un piano, un piano dalle forme della mela del peccato e dai contenuti vantaggiosi per il Serpente, viscida creatura senza nome e senza volto, Entità grigia che agisce nel silenzio e nell’ombra, alla costante ricerca del profitto.
    Curioso che l’Angelo, economista di fama, abbia voluto al suo fianco un Consigliere economico che di economia ne capisce cento volte meno, ancora più curioso che il Consigliere abbia chiesto a sua volta consiglio ad altri. Se un Consigliere non consiglia, che lo si stipendia a fare?
    Tuoni e fulmini hanno attraversato l’aula da destra a sinistra, da sopra a sotto, brusio, bisbiglio satanico, indici puntati con il colpo in canna, in sottofondo anche lo stridore delle unghie di chi cercava affannosamente di arrampicarsi sugli specchi, parole, parole, un fiume di parole perché il Parlamento è fatto per parlare e non importa quel che si dice, importa solo parlare. Fuori, i mortali attoniti hanno partecipato all’annunciazione in diretta, disgustati dall’indegno spettacolo della crocifissione della verità e della gazzarra angelica, impauriti dall’assenza del Demiurgo democratico, depressi dall’opacità della celeste sfera istituzionale.
    Il mondo è ormai popolato da uomini che hanno perso la primigenia ingenuità, strani cumuli biologici pensanti cui non si riesce più a far bere qualunque cosa, prodotti di un’evoluzione smaliziante, antropominidi alfabetizzati stanchi di riporre la fede in una scheda elettorale piegata in quattro.
    Già una volta il Vitello d’Oro è stato fuso per fare spazio ad altre divinità, completamente diverse, e non è detto non si possa fare di nuovo.

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